Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Novembre – Dicembre 2020 |
I manager interpellati da FocusRisparmio si aspettano una ripresa, sostenuta dalle misure di stimolo monetario e fiscale, ma subordinata alla normalizzazione della situazione pandemica. Occhi puntati sugli asset rischiosi
Alessandro Tentori, responsabile investimenti di Axa Im Italia
Cosa ci aspetta nel 2021? Le opinioni degli esperti interpellati da FocusRisparmio convergono sull’idea che il prossimo anno si prospetti una ripresa sul piano economico, spinta dalle misure di sostegno monetario e fiscale, anche se un simile quadro sarà subordinato a una normalizzazione sul fronte della pandemia.
Per Massimo De Palma, responsabile team Multi Asset Italia di Gam (Italia) Sgr, il Covid-19 ha di fatto creato una frattura tra Occidente e Oriente: nel primo, la seconda ondata desta crescente preoccupazione, e nuovi lockdown rischiano di impattare sulla crescita, mentre in Oriente la situazione pare sotto controllo e i dati macro sono confortanti.
“In questo quadro complesso – continua De Palma – l’azione delle banche centrali e dei governi continuerà a essere determinante, così come la loro tempestività per limitare gli effetti negativi”. In assenza di impatti sui sistemi sanitari, De Palma vede uno scenario positivo per le asset class rischiose, in particolare le azioni, “che dovrebbero essere sostenute da attese di crescita degli utili e dal contesto di bassi tassi di interesse.
David Riley, chief investment strategist di BlueBay Asset Management
Sull’obbligazionario invece conviene privilegiare le strategie a spread, corporate investment grade e selettivamente high yield e Paesi Emergenti. Per bilanciare l’esposizione a questi segmenti e ridurre la correlazione del portafoglio, continuiamo a essere favorevoli all’investimento in metalli preziosi e strategie sulla volatilità”.
Chi guida la ripresa
Secondo David Riley, chief investment strategist di BlueBay Asset Management, “nel 2021 la crescita globale si terrà sopra il trend, attestandosi intorno al 5%, con l’economia in ripresa”, ma la pandemia continuerà a lasciare strascichi e penalizzerà i settori ad alta intensità occupazionale, “come l’aviazione e l’hospitality. La disoccupazione resterà elevata e l’inflazione si terrà al di sotto dei target delle banche centrali”.
Massimo De Palma, responsabile team Multi Asset Italia di Gam (Italia) Sgr
Per Riley a guidare la ripresa nel 2021 saranno la Cina e l’Asia emergente, mentre l’Europa rimbalzerà più velocemente rispetto agli Usa, perché reduce da una recessione più profonda, e l’America Latina resterà indietro, “a causa della continua gravità della pandemia e del margine limitato per le politiche di supporto”.
I mercati rischiosi sensibili alla crescita, prosegue Riley, verranno supportati dalla ripresa economica, ma le incertezze sul virus e i continui stimoli fiscali saranno fonte di volatilità. I tassi di interesse a zero e la liquidità delle banche centrali manterranno i rendimenti dei bond governativi su livelli bassi.
Davide Andaloro, senior market e portfolio strategist di Goldman Sachs Asset Management, prevede per il 2021 “un proseguimento della fase di ripresa del ciclo economico, con l’economia globale che sta beneficiando di un forte sostegno di politica monetaria e fiscale, dell’impulso derivante dalla ripresa delle attività dopo i lockdown dovuti alla prima ondata pandemica e dall’abbondante spazio per colmare il gap produttivo generato a causa del Covid-19”.
Andaloro si aspetta un rimbalzo della crescita grazie agli sviluppi del vaccino, attesi nel primo e secondo trimestre 2021. “Dato il contesto in miglioramento, in termini di asset allocation continuiamo a prediligere l’azionario, con preferenza sull’azionario europeo in ottica geografica e il comparto tecnologico in ottica settoriale”.
Davide Andaloro, senior market e portfolio strategist di Goldman Sachs Asset Management
Anche Alessandro Tentori, responsabile investimenti di Axa Im Italia, vede nel 2021 “un rimbalzo vigoroso del Pil globale”, che “nelle nostre stime, dovrebbe crescere del 5,4%, con un contributo positivo sia dalle economie avanzate (+4,6%) che da quelle emergenti (+5,8%). La Cina sarà di nuovo in evidenza come motore dell’economia globale”.
L’8% di crescita del Pil cinese stimato per il 2021 dovrebbe alimentare il rimbalzo di tutta l’Asia e delle economie avanzate attraverso il denso network di scambi commerciali. “Guardando all’Europa, l’Italia continuerà a soffrire relativamente a Francia e Spagna a causa della cronica mancanza di investimenti strutturali. L’utilizzo del Recovery Fund è una opportunità più unica che rara per invertire questa rotta”.
L’effetto mercati
Sui mercati, la ricerca di rendimenti dovrebbe spingere le obbligazioni high yield ed emergenti. E “sarà interessante capire fino a che punto si potrà spingere la valutazione delle azioni growth, in particolare tutto il settore high tech, software application e biotech”, osserva Tentori.
Luca Tobagi, Cfa, Investment Strategist di Invesco
Più cauto Luca Tobagi, Cfa, Investment Strategist di Invesco, secondo cui la seconda ondata potrebbe pesare non solo sulla fine del 2020 ma anche sull’inizio del 2021. “Quanto ai mercati, dopo una lunga fase di ottimismo e un po’ di nervosismo prima delle elezioni Usa e durante le negoziazioni per la Brexit, è possibile che i massicci stimoli monetari e fiscali li sostengano ancora nel breve-medio termine”.
Il momento delicato arriverà quando bisognerà valutare quando e quanto la politica economica dispiegherà effetti visibili in termini di crescita. “In un’eventuale fase di riflessione sugli stimoli e di ripresa debole o assente, i mercati potrebbero essere vulnerabili”, e questo favorirebbe titoli di Stato e beni-rifugio reali come l’oro e liquidità.
Viceversa, per Tobagi un contesto più positivo favorirebbe le attività rischiose come le azioni, in particolare quelle con un profilo di crescita più alto e sostenibile. E se si confermasse la ripresa ciclica, le azioni più sensibili a tale dinamica e, nel mondo obbligazionario, la parte a spread.
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