“Inizialmente Trade Republic offrirà accesso a 7.500 azioni e 1.500 etf italiani ed esteri, con la prospettiva di allargare la base prodotti anche alle criptovalute e lavorare per permettere accesso anche ad altri mercati”, afferma Emanuele Agueci, country manager Italia del neo-broker tedesco
Emanuele Agueci, country manager Italia di Trade Republic
Nuovo ingresso nel mercato italiano delle piattaforme d’investimento. Si tratta di Trade Republic, piattaforma con licenza bancaria tedesca che a dicembre muove i primi passi nel Paese consentendo agli investitori italiani di negoziare azioni, etf anche attraverso piani di accumulo personalizzabili a costi azzerati.
Inizialmente Trade Republic offrirà accesso a 7.500 azioni e 1.500 etf italiani ed esteri, con la prospettiva di allargare la base prodotti anche alle criptovalute e ai derivati, come già avviene in altri mercati europei presidiati dalla banca.
“L’offerta di Trade Republic si sviluppa secondo due principi cardine: accessibilità e trasparenza”, spiega a FocusRisparmio Emanuele Agueci, country manager Italia di Trade Republic. “Gli investitori avranno accesso a prezzi, dati e analisi in real-time. Basta solo scaricare l’App su mobile o in versione desktop, creare un account, aprire un conto e decidere un metodo di pagamento”, afferma.
La nuova piattaforma, a differenza di alcune già da tempo diffuse in Italia, non consente l’interazione fra utenti. “Non vogliamo essere percepiti come un social network fra scommettitori ma come un vero player che crede nell’investimento responsabile”, sostiene Agueci.
Alla data di pubblicazione di questo articolo Trade Republic conta più di un milione di clienti fra Germania, Francia, Spagna e Austria per un totale di asset in custodia superiore a 6 miliardi. “Per più del 50% dei nostri clienti tedeschi – dice il responsabile per l’Italia – Trade Republic è stata la prima piattaforma di negoziazione titoli”.
Passaggi successivi
Il manager spiega che Trade Republic si rivolge a una clientela compresa fra i 25 e i 45 anni di età, “a prescindere dalle disponibilità patrimoniale”. “Gli italiani sono tipicamente restii a investire attraverso canali digitali ma il nostro obiettivo è rendere accessibile il modo di farlo per diffondere questa modalità di investimento. Il Pac a costo zero ci sembra la via più efficiente per farlo”, chiosa Agueci che nel breve periodo esclude ulteriori mosse strategiche verso altri tipi di servizi come il copyinvesting o le gestioni patrimoniali e il private banking (vie percorse di recente da altri player italiani tradizionalmente focalizzati sul trading online).
Previsto invece un ampliamento del menù di strumenti negoziabili. “Ma volgiamo prima ricevere qualche feedback dalla clientela italiana – spiega – A medio termine vorremmo ampliare il set di strumenti investibili alle criptovalute e poi permettere accesso anche ad altri mercati, come per esempio Borsa Italiana. Ci lavoreremo”, promette.
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