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Il costo del denaro scende al 3,50%-3,75%, ma tre governatori votano contro: non succedeva dal 2019. Previsto un solo taglio nel 2026. Migliorano le stime di crescita e inflazione
Un taglio controverso e una probabile pausa a gennaio. È questo in estrema sintesi il bilancio dell’ultima riunione del 2025 della Federal Reserve americana, che come atteso ha deciso di ridurre i tassi d’interesse dello 0,25% per la terza volta consecutiva, portandoli tra il 3,50% e il 3,75%. La decisione era scontata, ma ha comunque riservato qualche sorpresa, a partire dal fatto che il tasso di dissenso interno al FOMC è stato il più elevato dal 2019, con i membri divisi tra il dare priorità ai progressi stagnanti sull’inflazione o al raffreddamento del mercato del lavoro. Intanto il dot plot, il grafico a punti che ogni tre mesi sintetizza le previsioni dei banchieri centrali sulla traiettoria della politica monetaria, ha mostrato una scarsa propensione a ulteriori sforbiciate, indicandone solo una nel 2026.
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Tre membri contrari
La decisione di ridurre ancora il costo del denaro è stata presa 9 a 3 per la prima volta in sei anni. Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, e quello di Kansas City, Jeff Schmid, avrebbero infatti preferito mantenere lo status quo. Contrario anche il governatore trumpiano Stephen Miran, nel board da settembre, che invece avrebbe voluto un taglio più ampio, di mezzo punto. Il presidente Jerome Powell ha provato a minimizzare le divisioni record nel corso della conferenza stampa: “I nostri due obiettivi sono un po’ in tensione. Tutti siamo d’accordo sul fatto che l’inflazione è troppo alta e il mercato del lavoro debole: la domanda è a cosa dare la priorità. La Fed ha uno strumento e non può fare due cose insieme”, ha spiegato. “Il graduale raffreddamento del mercato del lavoro giustifica il taglio dei tassi di oggi”, ha quindi osservato Powell, precisando che l’istituto non ha preso alcuna decisione per la riunione di gennaio ma che è comunque “ben posizionato per attendere e vedere come l’economia si evolve”.
Verso una pausa a gennaio
L’ipotesi di una pausa nella prossima riunione si fa quindi sempre più probabile, anche alla luce del dot plot che, come tre mesi fa, prevede un solo intervento sul costo del denaro nel corso del prossimo anno. Inoltre, nel comunicato finale del FOMC, quasi identico a quello di ottobre, si legge che “nel valutare l’entità e la tempistica di ulteriori aggiustamenti, il Comitato valuterà attentamente i dati in arrivo”, una formula che in passato è stata utilizzata per segnalare uno stop. Per la prima volta, poi, lo statement parla anche del “timing di ulteriori aggiustamenti”, chiarendo che verranno esaminati i dati in arrivo e le prospettive. “La politica monetaria non è su una strada predefinita: decideremo di riunione in riunione”, ha ribadito Powell alla stampa. I mercati, secondo il Cme FedWatch, vedono il 75% di possibilità che a gennaio i tassi restino fermi.
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Migliorano le prospettive economiche
Rispetto a tre mesi fa sono invece cambiate le stime di crescita per l’economia americana, che nel 2026 dovrebbe espandersi del 2,3%, non più dell’1,8% come stimato a settembre. L’inflazione dovrebbe invece rallentare al 2,4% entro la fine del prossimo anno (dal 2,6% di settembre), mentre il tasso di disoccupazione è visto restare a un moderato 4,4%. Si tratta però di proiezioni elaborate senza il supporto dei recenti rapporti su occupazione e prezzi, a causa dello shutdown, e basate solo su “indicatori disponibili”, che i funzionari Fed hanno spiegato includere sondaggi interni, contatti con la comunità e dati privati.
Nuovi acquisti
Powell e colleghi hanno poi anche annunciato che, a partire dal 12 dicembre, procederanno a nuovi acquisti di titoli del Tesoro USA a breve termine per un totale di 40 miliardi di dollari. L’obiettivo è quello di “mantenere in modo continuativo un’ampia disponibilità di riserve”, dopo le recenti flessioni. L’operazione, definita Reserve Management Purchases, è diversa dall’ormai concluso quantitative tightening e vedrà un ritmo di acquisti “elevato per alcuni mesi”.
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