Nuova sforbiciata di 25 punti base. Riviste al rialzo le stime di inflazione e crescita. Powell: “Possiamo essere più cauti”. Per gli analisti, a gennaio il Fomc farà una pausa
Come atteso e temuto dai mercati, la Federal Reserve ha ridotto ancora i tassi d’interesse di 25 punti base ma ha dimezzato le sue previsioni sui tagli per il 2025. Le sforbiciate stimate sono infatti passate da quattro a due, scatenando la reazione negativa di Wall Street che ha chiuso in deciso calo. Secondo le attese della banca centrale USA, il PIL e l’inflazione a stelle e strisce sono destinate a crescere nei prossimi mesi, giustificando un atteggiamento più prudente. L’obiettivo del Fomc è infatti anche quello di prendersi del tempo per valutare gli effetti delle annunciate politiche protezionistiche di Donald Trump. Per gli analisti, diventa quindi sempre più probabile che Jerome Powell e colleghi, dopo tre riduzioni consecutive, si concedano una pausa già nella prossima riunione del 28-29 gennaio.
Con undici voti favorevoli e uno contrario (la presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, avrebbe preferito una pausa) la banca centrale USA ha quindi deciso di portare il costo del denaro in una forchetta compresa tra il 4,25% e il 4,50%. Si tratta del terzo taglio consecutivo, il secondo da 25 punti base dopo il primo da mezzo punto percentuale annunciato a settembre. “La nostra politica monetaria è ora meno restrittiva: possiamo essere più cauti nel valutare gli ulteriori aggiustamenti”, ha scandito il presidente Powell in conferenza stampa, definendo l’economia “complessivamente solida”, così come le condizioni del mercato del lavoro.
Una frase che ben sintetizza il responso del dot plot, il grafico a punti che trimestralmente mostra le previsioni dei banchieri centrali sulla traiettoria del costo del denaro. Il Fomc prevede ora due riduzioni dei tassi nel 2025, per un totale di mezzo punto, e altre due nel 2026, sempre per 50 punti base complessivi. A settembre la previsione per il prossimo anno era di quattro sforbiciate, pari a un punto percentuale, mentre quella per i dodici mesi successivi era di mezzo punto. Nel lungo termine, il tasso neutrale è visto ora al 3%, lo 0,1% in più rispetto all’ultimo aggiornamento.
Inflazione e crescita al rialzo
“Siamo in una nuova fase nel processo di aggiustamento dei tassi”, ha spiegato il numero uno della Fed, sottolineando che “c’è ancora del lavoro da fare sull’inflazione”. E infatti le nuove proiezioni dell’istituto prevedono un carovita più alto, con il PCE che a fine 2025 dovrebbe attestarsi al 2,5%, contro il 2,1% delle precedenti stime. Il ritorno al target del 2% non è atteso prima della fine del 2026. Anche la crescita economica è stata rivista al rialzo: nel 2025 il PIL dovrebbe espandersi del 2,1%, contro il precedente 2%. “Sono ottimista sull’economia americana, mi attendo un altro anno buono”, ha commentato Powell.
Tonfo di Wall Street. Per gli analisti la Fed farà una pausa a gennaio
Decisamente meno ottimista si è mostrata Wall Street, che ha accolto il dimezzamento dei tagli previsti per il 2025 con un tonfo: il Dow Jones ha perso il 2,58%, il Nasdaq il 3,56% e l’S&P 500 il 2,95%. “Sebbene la Fed abbia scelto di concludere il 2024 con il terzo taglio consecutivo, il suo proposito per il nuovo anno sembra essere quello di un ritmo di easing più graduale”, commenta Whitney Watson, global co-head and co-chief investment officer of fixed income and liquidity solutions presso Goldman Sachs Asset Management. L’esperta si aspetta quindi che Powell “scelga di saltare il taglio dei tassi di gennaio, prima di riprendere il ciclo di allentamento a marzo”.
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