Il manager, proveniente da Natixis IM, succede a partire da marzo 2023 a Jonathan Daniels che a luglio 2022 aveva annunciato il ritiro dopo 21 anni trascorsi nella società
Joseph Pinto, chief executive officer di M&G Investments
Un’esperienza trentennale nel risparmio gestito, Pinto vanta incarichi di prestigio in numerose firme dal settore: da Natixis Investment Managers, dove è stato chief operating officer e head of Distribution and Investment Solutions per Emea, Apac e Latam, ad Axa Investment Managers, in cui ha guidato le divisioni Markets & Investment Strategy e Business Development per il Sud Europa e il Medio Oriente.
Pinto entrerà in M&G a marzo 2023 subentrando a Jonathan Daniels, che a luglio ha annunciato il ritiro dopo 21 anni trascorsi in azienda. “Sono felice di poter guidare i team di investimento altamente qualificati orientando la crescita internazionale e l’agenda di sostenibilità della società”, ha detto il nuovo acquisto. “Porterà in dote una solida esperienza nella gestione strategica degli investimenti e con la sua visione incentrata ai clienti contribuirà a trasformare il modo in cui creiamo valore per i nostri stakeholder”, ha commentato il group chief executive Andrea Rossi.
Per il top manager di State Street, in uno scenario di maggiore frammentazione l’industria entra in una fase più complessa: mercati privati, wealth management, tokenizzazione e intelligenza artificiale richiedono infrastrutture globali, efficienza operativa e capacità di lavorare in modo locale. Innovazione, velocità e resilienza le caratteristiche per eccellere nel mondo frammentato
Per il manager, siamo all’inizio di una nuova fase per l’industria che nel segmento al dettaglio si confronta sempre più con investitori più digitali, più autonomi, e più orientati all’azionario globale. Che cosa è destinato a cambiare e che cosa rimarrà rilevante, nell’intervista al neo head of Europe Wholesale di L&G
Secondo Northern Trust, il 69% dei gestori con masse fino a 500 miliardi di dollari prevede di trasferire attività in altre sedi nei prossimi due anni: erano solo il 6% nel 2024. Intanto arretrano consolidamento dei sistemi e investimenti tecnologici
Uno studio accademico su oltre vent’anni di fondi azionari USA rileva che, quando una società di gestione cresce, l’extra-rendimento dei singoli fondi si riduce in media dell’1,6% annuo. A pesare sono gerarchie, decisioni centralizzate e una diversa allocazione delle risorse. Ma la scala aumenta capacità distributiva e sostenere i prodotti
Una survey condotta su oltre 600 professionisti dei servizi finanziari evidenzia i ritardi del buy side in vista del passaggio al regolamento a un giorno previsto nell’ottobre 2027. Solo il 24% delle società ha completato un’analisi dei costi, mentre l’Europa si conferma l’area meno preparata
All’Innovation Forum di Franklin Templeton esperti e operatori hanno delineato lo scenario della finanza tokenizzata tra mercati aperti 24 ore su 24, asset programmabili e nuovi centri di relazione con il cliente. Per banker e consulenti necessario approccio più olistico e digitale
Studio Bcg: nel 2025 gli aum sono saliti dell’11%, ma l’80% dell’incremento dei ricavi è arrivato dall’effetto mercato. "La vera partita ormai si gioca su distribuzione, tecnologia e relazione col cliente”
Partnership selettive, ritorno del reddito fisso nei portafogli: così cambia il modello del risparmio gestito europeo secondo la ceo Europe della casa di gestione. Ma occhio anche a geopolitica e intelligenza artificiale
Un report SimCorp-Axyon AI mostra che gli algoritmi hanno generato rendimenti attivi positivi nel 61%-65% dei mesi analizzati. “Ma resta necessario un robusto processo di costruzione del portafoglio”
Per il country head Italia della casa, la finanza ESG resterà un driver strutturale nonostante il recente raffreddamento politico e normativo. “Ma servono selezione e più qualità che quantità”. Largo all'IA nell'industria, meno sui mercati
Per Frederiek Van Holle (DPAM) l’intelligenza artificiale non è un progetto IT ma un cambio di modello. Il vantaggio competitivo si sposta dalla singola decisione alla capacità dell’intera organizzazione di apprendere e adattarsi nel tempo. Ecco i rischi e le opportunità per i gestori
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