Parte del gruppo dal 2009, vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore finanziario sia nazionale che internazionale. Cinzia Tagliabue nuovo presidente del consiglio di amministrazione
Gabriele Tavazzani, amministratore delegato e direttore generale di Amundi Sgr
Gabriele Tavazzani è stato nominato nuovo amministratore delegato e direttore generale di Amundi. Parte del gruppo dal 2009, Tavazzani è stato fino al 2015 condirettore generale e head of sales and Marketing per poi ricoprire nei tre anni successivi gli incarichi di presidente del Management Board e di cio di Amundi Polska TFI, la società di gestione di Amundi in Polonia. Di lì, il passaggio al ruolo di deputy ceo di Amundi Austria Gmbh e poi dal maggio 2020 di ceo della stessa entità. Laureato in Economia e Finanza alla Bocconi di Milano, il nuovo amministratore delegato vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore finanziario sia nazionale che internazionale e dal 1996 ha lavorato in Italia presso Crédit Agricole Asset Management ricoprendo nel corso degli anni vari ruoli di crescente responsabilità. Insieme a lui, l’asset manager francese ha annunciato la nomina di Cinzia Tagliabue quale presidente del consiglio di amministrazione.
Per il top manager di State Street, in uno scenario di maggiore frammentazione l’industria entra in una fase più complessa: mercati privati, wealth management, tokenizzazione e intelligenza artificiale richiedono infrastrutture globali, efficienza operativa e capacità di lavorare in modo locale. Innovazione, velocità e resilienza le caratteristiche per eccellere nel mondo frammentato
Per il manager, siamo all’inizio di una nuova fase per l’industria che nel segmento al dettaglio si confronta sempre più con investitori più digitali, più autonomi, e più orientati all’azionario globale. Che cosa è destinato a cambiare e che cosa rimarrà rilevante, nell’intervista al neo head of Europe Wholesale di L&G
Secondo Northern Trust, il 69% dei gestori con masse fino a 500 miliardi di dollari prevede di trasferire attività in altre sedi nei prossimi due anni: erano solo il 6% nel 2024. Intanto arretrano consolidamento dei sistemi e investimenti tecnologici
Uno studio accademico su oltre vent’anni di fondi azionari USA rileva che, quando una società di gestione cresce, l’extra-rendimento dei singoli fondi si riduce in media dell’1,6% annuo. A pesare sono gerarchie, decisioni centralizzate e una diversa allocazione delle risorse. Ma la scala aumenta capacità distributiva e sostenere i prodotti
Una survey condotta su oltre 600 professionisti dei servizi finanziari evidenzia i ritardi del buy side in vista del passaggio al regolamento a un giorno previsto nell’ottobre 2027. Solo il 24% delle società ha completato un’analisi dei costi, mentre l’Europa si conferma l’area meno preparata
All’Innovation Forum di Franklin Templeton esperti e operatori hanno delineato lo scenario della finanza tokenizzata tra mercati aperti 24 ore su 24, asset programmabili e nuovi centri di relazione con il cliente. Per banker e consulenti necessario approccio più olistico e digitale
Studio Bcg: nel 2025 gli aum sono saliti dell’11%, ma l’80% dell’incremento dei ricavi è arrivato dall’effetto mercato. "La vera partita ormai si gioca su distribuzione, tecnologia e relazione col cliente”
Partnership selettive, ritorno del reddito fisso nei portafogli: così cambia il modello del risparmio gestito europeo secondo la ceo Europe della casa di gestione. Ma occhio anche a geopolitica e intelligenza artificiale
Un report SimCorp-Axyon AI mostra che gli algoritmi hanno generato rendimenti attivi positivi nel 61%-65% dei mesi analizzati. “Ma resta necessario un robusto processo di costruzione del portafoglio”
Per il country head Italia della casa, la finanza ESG resterà un driver strutturale nonostante il recente raffreddamento politico e normativo. “Ma servono selezione e più qualità che quantità”. Largo all'IA nell'industria, meno sui mercati
Per Frederiek Van Holle (DPAM) l’intelligenza artificiale non è un progetto IT ma un cambio di modello. Il vantaggio competitivo si sposta dalla singola decisione alla capacità dell’intera organizzazione di apprendere e adattarsi nel tempo. Ecco i rischi e le opportunità per i gestori
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