Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Giu – Lug 2018 |
Il Regolamento europeo si applicherà dal prossimo 21 luglio. L’obiettivo? Migliorare la protezione degli investitori. Tra i principali interventi, l’introduzione di standard comuni per migliorare la situazione di liquidità e per assicurare la stabilità della struttura
Deborah Anzaldi, direttore investment compliance di Assogestioni
A luglio diventerà operativa la riforma dei fondi monetari europei, che andrà a “colpire”, tutti i prodotti che investono in strumenti finanziari a breve termine e che hanno come specifico obiettivo quello di offrire rendimenti in linea con quelli del mercato monetario o di mantenere il valore dell’investimento. Il regolamento si caratterizza per un contenuto ampio, volto a valorizzare le finalità e funzioni proprie e distintive di questi veicoli di investimento, caratterizzati da elevata liquidità, diversificazione e bassa variabilità del valore di mercato. “Alcuni eventi verificatosi nel corso della crisi finanziaria globale del 2007 avevano mostrato la vulnerabilità di alcune tipologie di fondi in situazione di mercati sotto pressione – spiega Deborah Anzaldi, direttore investment compliance di Assogestioni – A valle delle riforme attuate nei primi anni successivi della crisi finanziaria, e alla luce delle raccomandazioni emesse da organismi di carattere internazionale nel corso 2012, la Commissione europea ha proposto nel settembre 2013 un regolamento volto a disciplinare i fondi comuni monetari. L’iter legislativo si è concluso lo scorso 30 giugno 2017, con la pubblicazione del testo nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea”.
Quali i principali interventi normativi?
Il legislatore comunitario è intervenuto su alcuni nodi fondamentali della disciplina, introducendo standard comuni per migliorarne la situazione di liquidità e per assicurarne la stabilità della struttura con il fine ultimo di migliorare la protezione degli investitori. Tra questi si segnala la disciplina dei fondi con valore patrimoniale netto (NAV) costante, le norme in materia di politica di investimento, il livello minimo di attività liquide, la valutazione del rischio di credito, il supporto esterno, la trasparenza nei confronti degli investitori e delle Autorità. Alla luce dell’esperienza della crisi globale, il legislatore comunitario ha utilizzato diverse opzioni regolamentari per rafforzare la capacità del fondo di far fronte ai rimborsi e ad impedire che le sue attività siano liquidate a prezzi fortemente ribassati. Tra queste, l’aumento della “liquidità” delle attività del portafoglio, l’attuazione della politica denominata “conoscere il tuo cliente” volta a prevedere l’effetto di riscatti concomitanti da parte di diversi investitori e un contesto di norme sulla politica di investimento in generale più restrittivo rispetto a quello previsto dalla direttiva UCITS.
Quali sono i nuovi limiti di liquidità?
Relativamente alla previsione specifica sui buffer di “liquidità” minimi, il legislatore differenzia i livelli minimi di attività liquide a scadenza giornaliera e settimanale che i fondi di mercato monetario devono detenere in funzione della diversa tipologia di fondi: limiti più alti per i fondi con NAV costante o a bassa volatilità, rispettivamente pari al 10% e al 30%, più bassi per i fondi a NAV variabile, rispettivamente pari al 7,5% e al 15%. Già oggi, diverse società che hanno fondi a NAV variabile si sono dotate di regole interne che vanno nella direzione auspicata dal regolamento.
I fondi preesistenti avranno tempo fino al 21 gennaio 2019 per adeguarsi. In questo contesto, i gestori secondo lei potrebbero trovare più opportuno decidere di uscire dalla categoria dei fondi comuni monetari?
Le novità del regolamento risultano particolarmente rilevanti sia per gli effetti sull’operatività dei fondi monetari esistenti sia per le prospettive di sviluppo di un mercato che nel nostro Paese conta la presenza di più di 140 prodotti di gruppi italiani ed esteri per un patrimonio complessivo di circa 32 miliardi di euro e che svolge un ruolo fondamentale nel finanziamento a breve termine delle tesorerie di stati, banche e imprese. Attualmente circa la metà dei gruppi di gestione operanti In Italia prevede, nella propria offerta, un fondo di mercato monetario. Non è possibile prevedere se e in quale misura il regolamento modificherà l’offerta esistente e se le modifiche che le società saranno chiamate a implementare, in un contesto di mercato caratterizzato dal perdurare di tassi di interesse molto bassi, possano incidere sull’offerta. Al contrario, gli investitori potranno valutare l’investimento in questi prodotti anche alla luce dei nuovi presidi introdotti dalla nuova regolamentazione.
La stima di espansione per l’Eurozona passa dall’1,2% allo 0,9%. Carovita al 3%. Roma ultima: Pil +0,5% e debito in aumento. Dombrovskis: “Flessibilità? Necessaria prudenza fiscale”
La Commissione europea ha pubblicato il Market Integration Package, un set coordinato di tre proposte legislative per rafforzare l’integrazione del mercato unico dei capitali e l’efficienza della vigilanza finanziaria UE
Con la Comunicazione del 19 marzo sulla SIU, Bruxelles propone di incrementare competitività e resilienza del sistema finanziario UE. Dall'Associazione dieci assi strategici di riforma per promuovere un’industria del risparmio gestito più integrata, innovativa e competitiva
Il gruppo negoziale del Parlamento e il gruppo di lavoro del Consiglio pronti a esaminare il documento informale della Commissione UE sui punti essenziali del dossier. Dal value for money agli obblighi di disclousure, ecco i nodi da sciogliere
Il video-messaggio del vicepresidente esecutivo della Commissione europea per il SdR25. “Il risparmio enorme risorsa da valorizzare per competere a livello globale”, afferma
La conferenza Assogestioni fotografa un sistema pensionistico ancora in salute. Ma per Nava (UE) e Fava (Inps) serve un ponte con i fondi pensione per aiutare i giovani. Educazione finanziaria, prodotti più competitivi e apertura ai mercati privati la ricetta dei gestori
La nuova Commissione Europea, anche alla luce del Rapporto Draghi, ha indicato la promozione della competitività del sistema Europa come la chiave per la prosperità del nostro continente e la bussola per la sua linea di azione dei prossimi anni
Bruxelles vede una timida ripresa ma segnala rischi da Medio Oriente e Usa. Limate le stime sull’Italia: +0,7% nel 2024 e +1% il prossimo anno. Male la Germania, corre la Spagna
Pubblicato l'atto delegato che rimanda al 1° gennaio 2026 le norme per il calcolo dei requisiti di fondi propri per il rischio di mercato da parte delle banche, per garantire il level playing field
I negoziatori hanno proposto una Commissione nuovamente guidata da von der Leyen. Costa al Consiglio Europeo e Kallas agli Esteri. Ma le candidature dovranno passare il vaglio del Parlamento
Via libera dal Parlamento Ue al pacchetto che agevola l'accesso delle imprese ai mercati dei capitali, alleggerisce le regole sui prospetti e introduce una nuova Direttiva per le azioni a voto multiplo
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio