ETFGI fotografa un’industria globale arrivata a 21.910 miliardi di dollari a fine aprile. A maggio Stati Uniti ed Europa segnano nuovi record, mentre gli ETF attivi continuano ad accelerare
Deborah Fuhr, founder e managing partner di ETFGI
C’è una data che Deborah Fuhr ricorda con la precisione di chi ha dedicato una carriera intera a un’idea. Era il 1990: la Borsa di Toronto, e con lei il mondo della finanza, assisteva quasi senza accorgersene alla nascita del primo Exchange Traded Fund della storia. Trentasei anni dopo, l’esperta, managing partner e fondatrice di ETFGI, presenta numeri da capogiro. “Quando ho cominciato, gli ETF avevano un valore di 8 miliardi di dollari”, ricorda, “guardate adesso”. Quel “guardate adesso”, aggiornato agli ultimi dati pubblici disponibili di ETFGI, significa 21.910 miliardi di dollari di masse a livello globale a fine aprile 2026. Una soglia che porta l’industria ormai a ridosso dell’era dei 22.000 miliardi e conferma una traiettoria di crescita che pochi segmenti finanziari possono vantare. Ad aprile, gli ETF globali hanno raccolto 218,97 miliardi di dollari, portando i flussi netti da inizio anno al record di 856,38 miliardi. Il mese ha segnato anche l’83esimo mese consecutivo di raccolta positiva: quasi sette anni senza deflussi netti. La fotografia globale di ETFGI racconta un ecosistema sempre più ampio e competitivo: a fine aprile l’industria contava 16.605 ETF, 32.401 quotazioni, 1.004 provider e una presenza su 86 borse in 66 Paesi. La velocità di espansione resta forse l’elemento più eloquente. Ci sono voluti 66 anni perché l’industria dei fondi comuni statunitensi raggiungesse il primo trilione di dollari di asset. Gli ETF americani hanno impiegato appena 18 anni per centrare lo stesso obiettivo. E negli ultimi tre anni la crescita ha cambiato scala: dai 9.300 miliardi di fine 2022 ai 19.850 miliardi di fine 2025, fino ai nuovi massimi del 2026. Lo scorso anno aveva segnato il record assoluto di raccolta annuale, con 2.367 miliardi di dollari di net new assets a livello globale. Il 2026, però, viaggia già su ritmi tali da mettere in discussione quel primato: dopo quattro mesi, i flussi netti globali hanno superato gli 856 miliardi di dollari, ben oltre i precedenti massimi registrati nello stesso periodo.
La distribuzione geografica rivela con chiarezza dove risiede il baricentro del mercato. Gli Stati Uniti restano il cuore dell’industria: a fine maggio 2026 gli asset investiti negli ETF USA hanno raggiunto il nuovo record di 15.690 miliardi di dollari. Nel solo mese di maggio la raccolta netta è stata pari a 189,01 miliardi, portando i flussi da inizio anno a 837,35 miliardi, anch’essi su livelli record. Il mercato statunitense conta oggi 5.283 ETF, gestiti da 488 provider e quotati su tre borse…
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