Capital Group: nel primo trimestre nuovo massimo a 419 miliardi di dollari, +8,2%. Società minerarie in testa. Bene anche banche, chip, software e macchinari. In Italia pagati 3,5 miliardi di euro. “Un’occasione per i gestori attivi”
Dopo il record storico di 2.090 miliardi di dollari messo a segno nel 2025, per i dividendi globali si prospetta un altro anno d’oro. Il primo trimestre si è infatti chiuso con un nuovo massimo di 419 miliardi di dollari, registrando un aumento dell’8,2% in termini lordi grazie all’effetto dei tassi di cambio e a ingenti distribuzioni straordinarie una tantum. È quanto certifica l’ultimo Dividend Watch, parte dello studio Capital Group Global Equity Study, secondo cui l’incremento sottostante di base si è attestato al 5,2% su base annua, un indicatore più rappresentativo che si è riflesso anche nella crescita mediana dei pagamenti per azione.
A tirare la volata sono state le società minerarie che, grazie a una svolta nel ciclo delle materie prime, dopo anni di tagli determinati dalla scarsa redditività hanno rappresentato un quinto dell’incremento globale del periodo. In particolare ha mostrato molta forza il settore dell’estrazione dell’oro. Ottimi risultati anche per il comparto finanziario in generale (+16,2%), i semiconduttori (+10,2%), il software (+9,5%) e i macchinari (+8,9%). I tre settori che hanno distribuito i dividendi più elevati tra gennaio e marzo sono stati il farmaceutico, il bancario e l’energetico. Tutti e tre hanno registrato una crescita delle distribuzioni più lenta rispetto al mercato in generale: nell’energia sono aumentate solo del 3,1%, riflettendo la pressione sugli utili precedente alla crisi petrolifera e l’impatto dei riacquisti di azioni proprie, mentre per le banche sono state frenate dai tagli effettuati in particolare in Cina, Brasile e Svezia. Infine, l’aumento nel farmaceutico si è fermato al 4,3% su base core: nessuna società nell’indice di Capital Group ha operato tagli, ma alcuni dei maggiori distributori hanno riportato solo aumenti modesti.
In Italia pagati 3,5 miliardi di euro
A livello geografico l’aumento più consistente si è registrato in Australia, India, Stati Uniti e Canada, mentre Regno Unito, Europa e Cina sono rimasti indietro. Tuttavia, viene precisato nel report, il Giappone, gran parte dell’Asia e del Vecchio Continente, così come alcuni mercati emergenti, registrano solitamente distribuzioni relativamente modeste nel primo trimestre, il che significa che i tassi di crescita locali sono meno rappresentativi del quadro annuale probabile. In Italia, agli azionisti sono stati pagati 4,1 miliardi di dollari (3,5 miliardi di euro). L’aumento complessivo ha raggiunto il 16,7%, sostenuto da effetti di cambio favorevoli che hanno fornito un ulteriore impulso alle distribuzioni totali. La crescita sottostante è stata invece più moderata: si è infatti fermata al 4,9%, soprattutto a causa del numero relativamente esiguo di società che remunerano i propri soci nel primo trimestre.
Quanto al resto dell’anno, gli esperti di Capital Group non modificano la loro previsione e continuano a stimare che i dividendi totali del 2026 raggiungeranno quota 2.200 miliardi di dollari, con una crescita complessiva del 5,1%. Tuttavia, viene evidenziato nel report, le distribuzioni straordinarie e i tassi di cambio stanno dando un contributo maggiore del previsto, il che implica una crescita di base del 4,7%, leggermente inferiore al tasso complessivo.
Un’occasione per i gestori attivi
Alexandra Haggard, head of asset class services Europe e Asia di Capital Group
“Queste tendenze evidenziano come i gestori attivi dotati di solide capacità di ricerca siano sempre più in grado di individuare le società che hanno la capacità e l’impegno necessari per distribuire e aumentare i dividendi nel tempo”, afferma Alexandra Haggard, head of asset class services per l’Europa e l’Asia-Pacifico della società. Nell’ultimo decennio, infatti, le distribuzioni globali sono più che raddoppiate, sostenute dall’aumento degli utili societari e da una cultura sempre più diffusa della remunerazione agli azionisti in tutti i mercati. L’inizio del 2026 è stato incoraggiante, nonostante l’accresciuta incertezza geopolitica e le continue pressioni sui costi e sull’energia: per l’esperta, sebbene queste sfide aumentino i costi per alcune imprese, “i dividendi distribuiti dalle azioni possono contribuire a portare stabilità ai portafogli quando i mercati diventano più instabili”. In questo contesto, conclude, “una ricerca approfondita e la selettività sono fondamentali, e i gestori attivi sono nella posizione ideale per individuare le società meglio posizionate per sostenere e far crescere i dividendi nel lungo termine”.
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