Gli asset alternativi possono migliorare decorrelazione e rendimenti, ma ogni valutazione deve vagliare liquidità e durata dell’investimento rispetto alle esigenze dei clienti. Parla il dg della rete di UBI Banca
Dario Di Muro, direttore generale di IWBank Private Investments
In un contesto che vede una crescita della ricchezza delle famiglie italiane e un potenziale di mercato ancora parzialmente inespresso, “l’industria del risparmio gestito sta rispondendo in maniera efficace all’esigenza di creare valore, individuando nuovi temi di investimento e proponendo approcci innovativi e sofisticati” afferma Dario Di Muro, direttore generale di IWBank Private Investments, la rete di consulenti finanziari del gruppo UBI Banca.
Quali saranno le novità del 2020 in termini di offerta del servizio di consulenza? Come si struttura un’advisory che sia MiFID II-compliant al 100%?
La nostra ricetta per essere MiFID II-compliant al 100%, in controtendenza rispetto al mercato, è quella di puntare su un modello di business in architettura realmente aperta e sull’assenza di politiche preferenziali in termini commissionali, eliminando alla radice ogni possibile conflitto di interesse. In tema di novità, in autunno andrà a regime il nostro servizio di consulenza evoluta dove la tecnologia è posta al servizio di quei professionisti che intendono affiancare i clienti nella crescita, tutela e valorizzazione del loro patrimonio, anche extra-finanziario.
Come si caratterizza la nuova wealth management unit, e cosa la distingue dalle altre offerte private in termini di consulenza ad alto valore aggiunto?
Questa realtà rappresenta la unit d’eccellenza della nostra rete composta da circa 700 consulenti finanziari. La unit ad oggi conta circa 30 professionisti con portafogli medi superiori ai 50 milioni e si caratterizza per un livello di servizio molto elevato, visto che per ogni wealth center prevediamo uno o due assistenti che sgravino i consulenti dal carico degli adempimenti amministrativi. Grazie alle consolidate sinergie con la capogruppo UBI Banca, i wealth manager possono contare su servizi di corporate advisory altamente professionali (dalla creazione di Spac sino alla quotazione sull’Aim) e sull’accesso a strumenti e prodotti del mondo del credito particolarmente evoluti.
Come si differenzia questa divisione dalla rete di IWBank PI?
Non prevediamo differenze di pricing rispetto alla rete tradizionale, la differenza riguarda la struttura manageriale (la unit riporta direttamente alla direzione centrale) e la personalizzazione di soluzioni di bancassurance e di servizi di gestione patrimoniale per una clientela altamente patrimonializzata. Il punto di forza comune rimane il modello di business della banca, basato su un’architettura realmente aperta, con 40 case di gestione e oltre 4.500 fondi comuni. Un modello particolarmente apprezzato dai professionisti di alta fascia che concede la massima libertà al consulente e che fa leva su un’offerta tra le più ampie, sulla solidità ed estensione territoriale della nostra capogruppo e su supporti tecnologici all’avanguardia.
Punterete anche sul real estate e più in generale sul settore dei private asset alternativi (private equity, private debt, venture capital)?
IWBank Private Investments è una realtà dinamica e aperta all’evoluzione dell’offerta, ma non intendiamo cavalcare le mode del momento a tutti i costi. Alcune asset class alternative possono rappresentare una valida opzione in chiave di decorrelazione e maggiori rendimenti, ma ogni valutazione passa dalla necessità di valutare la liquidità e la durata dell’investimento rispetto alle esigenze della nostra clientela. In linea generale consideriamo tutte le innovazioni di prodotto confrontandoci anche con i nostri consulenti finanziari che conoscono in profondità i bisogni dei loro clienti.
È questo il futuro dell’asset management, o c’è ancora spazio per i fondi tradizionali gestiti attivamente?
Noi crediamo molto nell’alpha, nella capacità dei gestori di battere il mercato, così come nella centralità del consulente finanziario. Da parte nostra, siamo fortemente impegnati a sostenere l’evoluzione di una figura professionale come quella del consulente, che deve essere posto nelle migliori condizioni, sotto il profilo tecnologico e formativo, per poter affiancare il cliente in maniera personalizzata, all’insegna della qualità del servizio e della sostenibilità nel lungo periodo.
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