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I dati certificano il prosieguo dei deflussi dai conti correnti e lo spostamento della liquidità verso conti deposito e obbligazioni, titoli di Stato in testa, per effetto di inflazione e tassi di interesse più elevati. Un trend che, secondo gli esperti, è destinato a proseguire
Parcheggiare la liquidità sul conto corrente oggi sembra un’opzione meno attraente per le famiglie tricolore, che invece riscoprono le obbligazioni. Inflazione e inversione di rotta sulla politica monetaria hanno modificato negli ultimi mesi le abitudini finanziarie degli italiani, che da una parte hanno cercato di salvaguardare i propri risparmi dalla perdita di valore dovuta al rincaro dei prezzi (l’ultima analisi della Fabi ha rilevato che nei primi tre mesi del 2023 sono stati bruciati ben 89,5 miliardi sui soli conti correnti per effetto del caro-vita), e dall’altra con il rialzo dei tassi di interesse hanno trovato nuove opportunità di investimento, in particolare su asset a rischio moderato e con buoni rendimenti come i bond.
Dopo numerosi anni di tassi eccezionalmente bassi e una crescita robusta durata oltre un decennio, il 2022 aveva rappresentato il picco per i depositi delle famiglie e delle imprese italiane. Il cambiamento di politica adottato dalla Banca centrale europea ha alterato la dinamica dei depositi delle famiglie e delle imprese non finanziarie nei principali Paesi dell’Eurozona, anche se – come sottolinea Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, “In Italia rimangono vicini a livelli record”.
Un recente studio di Intesa Sanpaolo sull’evoluzione della liquidità nelle principali economie europee, ha evidenziato come nei primi mesi del 2023 i depositi abbiano visto dei deflussi (meno 1,7% sulla fine del 2022 ad aprile per i depositi delle famiglie) concentrati sui conti correnti che in parte sono stati compensati dallo spostamento della liquidità ai depositi vincolati. Una tendenza che non pare arrestarsi, secondo la fotografia offerta dagli ultimi dati disponibili. Ad aprile i depositi bancari “hanno segnato un calo del 3,4% su base annua, proseguito a maggio con il -3,7% stimato dall’Abi.
L’andamento resta determinato dalla riduzione dei conti correnti, che si è intensificata ad aprile a -6,7% su base annua dal -6,1% a marzo, per risultare nell’ordine del -8% a maggio secondo i dati Bce”, spiega Elisa Coletti, economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Coletti aggiunge che è continuato, sia per le famiglie sia per le società non-finanziarie, lo spostamento di risorse verso i depositi a tempo.

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