Oltre gli hyperscaler: dove trovare davvero il valore nell’era dell’AI
28 maggio 2026
di Columbia Threadneedle Investments
CONTENUTO SPONSORIZZATO A CURA DI COLUMBIA THREADNEEDLE INVESTMENTS
A cura di Paul Wick, gestore del fondo CT (Lux) Global Technology di Columbia Threadneedle Investments
4 min
Paul Wick, gestore del fondo CT (Lux) Global Technology di Columbia Threadneedle Investments
Il contesto globale continua ad essere dominato da un’elevata incertezza, sempre meno legata a fattori temporanei e sempre più strutturale. Le tensioni geopolitiche tendono a riemergere ciclicamente, contribuendo a rendere il contesto meno prevedibile e caratterizzato da una volatilità persistente. In questo scenario, gli investitori sono chiamati a confrontarsi con dinamiche più complesse, che richiedono un approccio più selettivo e orientato al lungo periodo.
In un ambiente così frammentato, emerge con maggiore evidenza la necessità di adottare una gestione attiva. Le opportunità, infatti, non sono più distribuite in modo uniforme, ma si concentrano in specifiche aree della catena del valore.
Diventa quindi essenziale distinguere tra trend strutturali e dinamiche temporanee, privilegiando un’analisi approfondita dei fondamentali. Un esempio evidente è l’intelligenza artificiale, la cui adozione si sta rivelando disomogenea tra settori, con livelli di maturità ancora molto differenziati.
Nonostante la complessità del quadro, il settore tecnologico continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita globale. Tuttavia, il focus si sta progressivamente spostando. Se tra il 2023 e il 2024 i principali beneficiari sono stati i grandi player e gli hyperscaler, più recentemente si è osservato un ampliamento delle opportunità verso i segmenti infrastrutturali dell’ecosistema tecnologico.
In particolare, le società coinvolte nello sviluppo dei data center, nella fornitura di energia e nella produzione di apparecchiature per semiconduttori stanno emergendo come i principali beneficiari della nuova fase del ciclo.
A conferma di questo trend, i principali hyperscaler – tra cui Alphabet, Amazon e Meta – hanno annunciato investimenti in infrastrutture AI compresi tra 185 e 200 miliardi di dollari nel solo 2026: un livello di impegno senza precedenti che alimenta una domanda strutturale lungo tutta la catena del valore.
L’intelligenza artificiale rappresenta il fulcro di questa trasformazione, con un tasso di adozione significativamente più rapido rispetto ai cicli tecnologici precedenti (come la diffusione del PC e di internet). Questo fenomeno, innestandosi su infrastrutture già esistenti, sta ampliando il proprio impatto ben oltre il settore tecnologico, coinvolgendo ambiti come la sanità e i servizi finanziari. In questo contesto, i semiconduttori e le apparecchiature per la loro produzione rappresentano un nodo strategico della catena del valore, caratterizzato da elevate barriere all’ingresso e da una domanda strutturalmente in crescita. La complessità della filiera implica inoltre che le opportunità si distribuiscano lungo diversi segmenti, dall’hardware alle infrastrutture fino alle future applicazioni software e ai servizi di cybersecurity.
Alla luce di queste dinamiche, un approccio attivo e selettivo, orientato ai fondamentali e alla comprensione dei cambiamenti strutturali, risulta essenziale per costruire portafogli in grado di intercettare le migliori opportunità all’interno dell’intero ecosistema tecnologico. Per questo, il nostro fondo CT (Lux)Global Technology adotta un approccio GARP (Growth at a Reasonable Price – crescita a prezzi ragionevoli) con l’obiettivo di riuscire ad individuare quelle aziende che riteniamo sottovalutate. In particolare, la possibilità di investire non solo in società tecnologiche pure ma anche in aziende “tech-adjacent” – attive, ad esempio, nelle infrastrutture energetiche o nei servizi a supporto dei data center – consente di cogliere in modo più completo e articolato i benefici del ciclo legato all’intelligenza artificiale. Questo approccio permette inoltre di diversificare le fonti di rendimento, riducendo la concentrazione sui segmenti più affollati.
In quest’ottica, il segmento delle small e mid cap tecnologiche, con una capitalizzazione compresa tra 2 e 30 miliardi di dollari, appare particolarmente interessante: strutturalmente sotto-analizzato rispetto alle grandi capitalizzazioni, offre un profilo di rendimento differenziato e meno conteso. Va inoltre rilevato come l’attività IPO rimanga oggi ben al di sotto dei livelli osservati nei precedenti picchi speculativi, suggerendo valutazioni nel complesso più misurate rispetto ai cicli tecnologici del passato.
Il processo di investimento di questa strategia è bottom-up e basato su una rigorosa ricerca, supportata da un team di analisti dedicato con base nella Silicon Valley, che consente di entrare in contatto diretto e regolare con i team dirigenziali delle varie società. In particolare, valutiamo le aziende secondo tre dimensioni: contesto aziendale, profilo finanziario e solidità dell’organizzazione. Dal punto di vista del contesto aziendale, privilegiamo società attive in mercati interessanti con una leadership solida, prodotti innovativi, e detentori di una proprietà intellettuale che agisce come barriera all’ingresso. Sul piano finanziario, ci concentriamo sulle valutazioni rispetto alle aspettative di consenso, sui flussi di cassa previsti e sul valore percepito dell’azienda, con una preferenza per società con margini di profitto in espansione. Infine, valutiamo l’approccio alla creazione di valore per gli azionisti, attraverso iniziative di crescita organica, attività di M&A o programmi di buyback.
In un contesto in cui innovazione e dispersione avanzano di pari passo, la selezione disciplinata delle migliori opportunità all’interno dell’universo tecnologico diventa quindi un fattore fondamentale per costruire portafogli resilienti e orientati alla creazione di valore nel lungo periodo.
Nonostante il rally che negli ultimi mesi ha interessato il comparto tecnologico, trainato soprattutto dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, riteniamo di trovarci ancora nelle fasi iniziali di un ciclo strutturale di lungo termine. Le valutazioni di alcuni segmenti sono salite rapidamente, ma ciò che sta avvenendo oggi è soprattutto un forte potenziamento delle infrastrutture, sostenuto da massicci investimenti che continuano a confluire in tutto l’ecosistema. I mercati potrebbero aver già scontato i vincitori più evidenti, ma gran parte delle opportunità, specialmente lungo la catena di approvvigionamento del settore, resta ancora poco esplorata e, a nostro avviso, sottovalutata.
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