L’IA guiderà la prossima ondata di produttività globale?
30 aprile 2026
di Capital Group
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3 min
L’intelligenza artificiale potrebbe trasformare la produttività, come già avvenuto con le grandi innovazioni tecnologiche del passato. Tuttavia, i benefici potrebbero variare da Paese a Paese. Presentiamo tre scenari che mostrano come adozione, diffusione e scelte di policy ne influenzino gli esiti
In che misura l’IA potrebbe influire sulla produttività futura?
Andy Budden, Investment Director
È ovvio che gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo dominante nell’economia globale. Le basi strutturali della loro crescita economica a lungo termine includevano una combinazione di produttività superiore, cultura dell’innovazione e del rischio imprenditoriale nonché un quadro normativo stabile e prevedibile. L’innovazione, la rapida adozione delle tecnologie e la riallocazione flessibile della manodopera e del capitale hanno sostenuto l’impressionante crescita della produttività degli Stati Uniti dalla fine del XX secolo. Ciò è in netto contrasto con l’Europa, che ha dovuto affrontare un calo della produttività, in particolare dopo la crisi finanziaria globale, a causa dei minori investimenti in tecnologia e delle rigidità strutturali. Anche il Giappone ha lottato fin dagli anni ’70 con la necessità di investire nella digitalizzazione per aumentare la produttività. Infine, la Cina ha incrementato notevolmente la produttività nel passaggio da un’economia agricola a una manifatturiera, ma il mantenimento di una crescita così forte dipenderà dall’innovazione e dai miglioramenti dell’efficienza.
La superiorità in termini di produttività è stata un principio fondamentale dell’eccezionalismo americano
Fonti: Capital Group, US Bureau of Labour Statistics, European Central Bank, Japan Cabinet Office, UK Office for National Statistics, Haver Analytics. Dati al 20 agosto 2025.
Guardando al futuro, l’intelligenza artificiale (IA) sta emergendo come una forza di trasformazione.
Storicamente, diverse innovazioni tecnologiche hanno rivoluzionato i settori e aumentato drasticamente la produttività. Il motore a vapore, l’elettricità, il motore a combustione interna, i semiconduttori e Internet sono esempi lampanti di tecnologie generiche (GPT, General Purpose Technology) che hanno ridisegnato le economie. Si prevede che l’IA si aggiungerà a questo illustre elenco.
Tuttavia, l’impatto di queste tecnologie è stato generalmente sottovalutato. Un caso di studio sulla rivoluzione dei personal computer (PC) mostra che le stime originali sulla crescita della produttività e altre misure economiche critiche erano, col senno di poi, troppo caute rispetto ai guadagni che alla fine si sono realizzati.
Una domanda da porsi è se oggi stiamo commettendo lo stesso errore.
Applicando lo stesso margine di errore degli anni ’90 alle stime attuali, si ottiene uno scenario che quasi raddoppierebbe l’impatto sulla produttività, oltre agli effetti positivi su altri indicatori economici.
Gli esperti hanno sottovalutato la rivoluzione dei PC nel 1993. Stiamo ripetendo lo stesso errore nel 2025?
Previsioni sui PC nel 1993
Philip Laffont, CBO, OMB, Capital Group, 30/06/2025
Previsioni su AI nel 2025
CBO, OMB, Capital Group, 30/6/2025
Le stime sono fornite al solo scopo illustrativo
Una domanda da porsi è se l’IA stimolerà la produttività globale o se i suoi benefici saranno concentrati in poche nazioni leader. Vediamo tre possibili scenari:
Benefici ampiamente diffusi: l’IA potrebbe aumentare la produttività in molti Paesi, portando a una nuova ondata di crescita mondiale. Ciò aiuterebbe le società che invecchiano a mitigare la carenza di manodopera e consentirebbe alle economie in via di sviluppo di superare alcune fasi di sviluppo.
Benefici concentrati: i vantaggi dell’IA potrebbero andare principalmente a beneficio di alcune nazioni leader, in particolare Stati Uniti e Cina. Questi Paesi sono all’avanguardia nella ricerca e nell’implementazione dell’IA, rappresentando la maggior parte dei finanziamenti alle startup nel settore dell’IA, dei migliori talenti e dei risultati della ricerca.
Disruption strategica: il Paese che “vincerà” la corsa all’IA, possibilmente raggiungendo per primo l’intelligenza artificiale generale (AGI), potrebbe utilizzarla come risorsa strategica, condividendo la proprietà intellettuale solo con i propri alleati.
Il risultato più probabile è che l’IA diventerà una tecnologia di uso generale con un’implementazione disomogenea. Gli Stati Uniti e la Cina potrebbero essere i primi ad adottare l’IA su larga scala, ma altre nazioni ne trarrebbero vantaggio con un certo ritardo o in settori specifici.
Un altro fattore critico è se la tecnologia e gli investimenti procederanno di pari passo. Se la tecnologia avanzasse più rapidamente degli investimenti, potrebbe creare un grave shock lato offerta, sconvolgendo il mercato del lavoro. Allo stesso tempo, tuttavia, potrebbe portare a importanti aumenti di produttività in alcuni settori orientati alla tecnologia.
Tuttavia, se i progressi tecnologici ritarderanno rispetto agli investimenti, l’economia avrà più tempo per adattarsi e sviluppare nuove applicazioni per le tecnologie emergenti. Ciò consentirebbe di mantenere un’occupazione produttiva in tutto il mercato del lavoro.
Il risultato ottimale è quello in cui la tecnologia e gli investimenti avanzano insieme.
L’IA promette di aumentare notevolmente la produttività, e gli effetti sulla crescita economica e sui livelli di debito pubblico potrebbero essere profondi. Tuttavia, il suo impatto varierà a seconda delle regioni e dei settori. L’adozione strategica e l’integrazione dell’IA determineranno quali Paesi e settori trarranno i maggiori benefici.
Andy Budden è Investment Director di Capital Group. Vanta un’esperienza di 33 anni nel settore degli investimenti, di cui 22 in Capital Group. Ha conseguito sia una laurea di primo livello che una laurea di secondo livello in ingegneria presso l’Università di Cambridge. È membro associato dell’Institute of Actuaries. Opera presso la sede di Singapore.
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