4 min
Per l’Osservatorio Anima Sgr, è risalita la fiducia sul futuro del Paese. In discesa l’interesse per il mattone. Esg: cresce la ricerca di rendimenti e consulenza dedicata
Gli italiani sono tornati a risparmiare e hanno voglia di investire in prodotti finanziari, giudicati al momento più vantaggiosi dell’amato mattone. Merito di un ritorno alla fiducia nel Paese, che non deriva da una visione edulcorata della realtà ma dall’aver imparato a fare i conti con il problema numero uno: l’inflazione. Senza dimenticare un atteggiamento più attendista per quel che riguarda la situazione economica personale. A fotografare il cambio di rotta nel sentiment delle famiglie tricolore è l’edizione di maggio 2023 dell’Osservatorio semestrale di Anima Sgr. Uno studio condotto in collaborazione con Eumetra e Dogma Research su 1.005 adulti bancarizzati (titolari di un conto corrente o libretto bancario-postale e con accesso al web), di cui il 50% anche investitore, rappresentativo di circa 35 milioni di persone.
La capacità di risparmio torna a crescere
Stando all’indagine, da settembre sono aumentati da 31 a 32 milioni coloro che affermano di avere progetti da sviluppare per i prossimi anni: in un contesto di forte inflazione, cresce soprattutto la percentuale di chi ha pianificato di risparmiare (dal 62% al 64%) mentre cala leggermente (dal 79% al 78%) quella di chi annuncia progetti di consumo. Una nota positiva giunge anche dal dato sugli italiani che riescono ad accantonare con una certa costanza almeno una parte del proprio reddito, con una risalita dal 50% al 56% fra i bancarizzati e dal 68% al 72% fra gli investitori. Si tratta, per entrambe le categorie, della prima crescita dall’autunno del 2021.
C’è margine per accantonare

La percentuale di chi riesce a risparmiare con una certa costanza parte del proprio reddito. Fonte: Osservatorio Anima.
Più prodotti finanziari, meno immobili
Cambiano anche le preferenze negli investimenti, con gli sviluppi macroeconomici globali che condizionano inevitabilmente le scelte. Se la soluzione preferita restano i prodotti finanziari, che si attestano in marginale progresso e sono prediletti dal 53% dei bancarizzati e dal 71% degli investitori, i rialzi dei tassi e il conseguente rincaro dei mutui si accompagnano a un leggero calo di chi assegna la propria preferenza al mercato immobiliare: se a settembre avrebbero investito nel mattone il 35% del primo gruppo e il 34% del secondo, oggi le due percentuali calano rispettivamente al 33% e al 32%.
In cosa vogliono investire gli italiani

Quali prodotti o servizi sceglierebbe l’intervistato se avesse risparmi da investire (dati in percentuale). Fonte: Osservatorio Anima.
Sale la fiducia nell’Italia. Meno nella situazione personale
Dati, questi, che vanno letti alla luce del netto cambio del sentiment sulla situazione del nostro Paese rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio. Nonostante la maggioranza di bancarizzati e investitori ritenga ancora che la situazione dell’Italia sia peggiorata da un anno fa, questa percentuale cala dal 71% al 55% fra i primi e dal 66% al 50% fra i secondi. Si tratta di un miglioramento inedito dall’autunno 2021. Un fenomeno analogo si registra anche analizzando le aspettative per il futuro: la percentuale di chi si attende un peggioramento della situazione a un anno scende di 15 punti per i bancarizzati e di 12 per gli investitori. Per contro, nelle due categorie aumenta dal 15% al 24% e dal 21% al 29% la quota di chi prevede un miglioramento dello scenario domestico nei prossimi 12 mesi.
Quanto alla situazione personale, emerge invece una certa stabilità rispetto alla rilevazione precedente. Se fra i bancarizzati si registra un leggero aumento (dal 18% al 20%) di chi la giudica migliore rispetto a un anno fa, sono il 2% in meno (22% contro 24%) gli investitori che hanno una visione positiva. Parallelamente, fra i primi decresce dal 40% al 38% il numero di chi rileva un peggioramento, mentre fra i secondi passa dal 31% al 35%.
Inflazione e guerra in cima alle preoccupazioni
Cruciali, quando si parla di fiducia, sono le preoccupazioni. Fra i rischi citati dagli italiani restano ai primi posti l’inflazione, indicata da quasi tre intervistati su dieci, e la guerra. Con il superamento della crisi energetica, invece, i timori legati al caro-bollette si ridimensionano, scendendo di ben 15 punti percentuali fra i bancarizzati e di 17 punti fra gli investitori. Tra le altre paure più comuni figurano anche la disoccupazione-recessione, che impensierisce il 28% dei bancarizzati e il 26% degli investitori, e il cambiamento climatico (24% e 23%). Sale la quota di chi menziona la siccità fra i rischi di medio termine, rispettivamente al 16% e 15%, mentre le pandemie sono quasi uscite dall’orizzonte: ormai rappresentano una minaccia solo per il 13% di entrambe le categorie.
Sostenibilità: più attenzione al rendimento
Quanto alla sostenibilità, questa è ormai un aspetto di primo piano nelle scelte di consumo: insieme al basso impatto socio-ambientale, risulta molto o abbastanza importante per l’84% dei bancarizzati e l’86% degli investitori. Quando si passa alle prospettive sugli investimenti, però, la percentuale di chi si dice disposto a privilegiare il rendimento rispetto alla sostenibilità cresce dal 38% al 42% e dal 45% al 50% mentre quella di chi assegna più peso alla sostenibilità cala dal 62% al 58% e dal 55% al 50%. Questi dati non frenano l’aumento di chi si dice “molto o abbastanza” interessato a una consulenza che consenta di realizzare investimenti sostenibili in linea con i propri valori: la quota passa infatti dal 50% al 55% fra i bancarizzati e dal 61% al 66% fra gli investitori.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.