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Dopo la Bce, anche la Fed prende tempo in vista dei dati macroeconomici sul nuovo anno. Ma il Pil oltre le attese permette a Powell di avere le mani più libere sui tassi. E così, tra gli investitori, cresce l’idea che possa essere Lagarde a inaugurare i tagli
La corsa è stata lunga. Ma, proprio ora che siamo all’ultimo miglio, a tagliare il traguardo rischia di essere lo sfavorito. Sebbene la scena lasci pensare a un gara olimpica, gli atleti non c’entrano nulla. Tanto più che nessuno dei rivali, se potesse, sceglierebbe di vincere. I protagonisti di questo testa a testa sono infatti Federal Reserve e Banca Centrale Europea, che da un anno si sfidano a suon di rialzi dei tassi per cercare di contenere I prezzi. Eppure, il colpo di scena finale non è meno d’impatto: Christine Lagarde, impegnata a inseguire il collega Jerome Powell fin dalla prima apparizione dell’inflazione, si trova sul punto di sorpassarlo. Questa, per lo meno, è l’idea che si sta diffondendo tra gli operatori dopo le ultime riunioni degli istituti. Due meeting ravvicinati che hanno visto entrambi i regolatori prendere fiato prima dello sprint decisivo. Con lo statunitense che ha però più carte da giocare per non mollare la presa.
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Cambio di passo per la Bce
Come ampiamente atteso, la Bce ha aperto il 2024 in modalità “wait and see”. Il board ha infatti confermato l’approccio totalmente dipendente dai dati e la stessa Lagarde ha definito “prematura” qualsiasi discussione su un’eventuale allentamento della politica monetaria. I tassi restano quindi fermi sul livello record …

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