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Swiss Re Institute: sale l’indice di resilienza, ma il 73% delle esposizioni globali rimane non coperto. Il Nord America è l’area più protetta, avanza l’Europa. Ogni dollaro investito in prevenzione ne frutta quasi due
Nonostante le assicurazioni aumentino, il divario a livello globale tra le perdite economiche attese da catastrofi naturali e le coperture disponibili continua ad ampliarsi. Lo certifica l’ultimo report dello Swiss Re Institute, secondo cui nel 2025 il protection gap ha raggiunto quota 424 miliardi di dollari nel 2025, in decisa crescita rispetto ai 395 miliardi dell’anno precedente.
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Il 73% delle esposizioni globali rimane non coperto
Nel 2025, l’indice di resilienza assicurativa alle catastrofi naturali elaborato dal gruppo svizzero, che misura la quota di rischio potenzialmente coperta dal mercato assicurativo, è salito dal 25,3% del 2015 al 27,3%. Si tratta di un progresso significativo, ma ancora insufficiente: quasi il 73% delle esposizioni globali a eventi catastrofici rimane infatti non assicurato.
Nord America in testa, avanza l’Europa
A livello geografico, il Nord America resta l’area più protetta, con un indice di resilienza assicurativa pari al 40,7%. Tuttavia il protection gap continua ad ampliarsi a causa della crescente concentrazione di persone e attività economiche nelle aree più esposte ai rischi naturali. L’Europa avanzata registra i maggiori progressi, raggiungendo una resilienza del 41,3% nel 2025 (dal 37,1% del 2015), mentre l’Asia-Pacifico sviluppata sale al 29,1%. Situazione molto diversa nei mercati emergenti, dove la maggior parte delle esposizioni resta ancora priva di copertura assicurativa. L’America Latina si ferma infatti al 9,1%, l’area EMEA emergente all’8,2% e l’Asia emergente al 4,7%.
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Quota 186 miliardi di dollari entro il 2030
Se dovesse persistere l’attuale tendenza di crescita reale annua a lungo termine del 5-7% dei sinistri assicurati, secondo lo Swiss Re Institute questi potrebbero raggiungere i 186 miliardi di dollari a livello globale entro il 2030, contro i 107 miliardi del 2025. Per migliorare la resilienza e ridurre il divario nella protezione contro le catastrofi naturali, evidenziano gli esperti, è necessario aumentare la copertura assicurativa così da trasferire il rischio e ridurre le perdite economiche previste. “Un adattamento mirato può ridurre le perdite attese e contribuire a migliorare le condizioni di disponibilità e assicurabilità”, si legge nello studio.
Ogni dollaro investito in prevenzione ne frutta quasi due
Cruciale è anche la prevenzione. In Europa occidentale e centrale, le misure di protezione dalle inondazioni e di adattamento, come dighe, argini e pianificazione territoriale, hanno contribuito a contenere la crescita dei danni assicurati, evidenziando il valore economico degli investimenti nella resilienza. Il report sottolinea infatti l’importanza di puntare sull’adattamento e la prevenzione: i progetti analizzati mostrano un rapporto beneficio/costo mediano di 1,86, ovvero quasi due dollari di benefici per ogni dollaro investito. “Solo la combinazione di maggior copertura assicurativa e misure di adattamento potrà ridurre il crescente protection gap globale”, concludono da Swiss Re.
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