Nell’intervista a Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, il ruolo sistemico del risparmio gestito e dei suoi attori come supporto per l’azione delle Istituzioni e sostegno per una crescita sostenibile
Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni
La recente approvazione da parte del governo del Documento di Economia e Finanza e la presentazione del Disegno di Legge Capitali ha riportato al centro del dibattito pubblico il rapporto tra mondo finanziario e tessuto produttivo. “Un tema certamente importante che il disegno di legge affronta in modo positivo per quanto riguarda l’accoglimento di alcune istanze da noi sostenute già nel tavolo di lavoro per il Libro Verde del MEF, ma in cui ravvisiamo anche punti critici, in particolare in materia di governance”, commenta Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni.
Che cosa ritenete problematico?
L’introduzione di diritti asimmetrici oltre un certo grado per degli azionisti, ad esempio. Misura che non siamo certi possa avere effetti positivi. Dobbiamo qui rilevare una questione di carattere generale. Perché il mondo delle imprese, ma anche delle grandi iniziative pubbliche, come ad esempio quelle infrastrutturali, abbiano un flusso di investimenti abbondante e stabile è necessario che siano tenute nella debita considerazione le istanze dei risparmiatori a cui i capitali vengono chiesti ed è nostro specifico compito portare all’attenzione delle istituzioni tali istanze.
La catena del valore dell’industria ha certamente al centro il risparmiatore ma connette tutti gli attori del sistema economico. Dal vostro punto di osservazione, dove si dovrebbe agire con più decisione e urgenza?
Riteniamo il rilancio della previdenza complementare il tema più importante che abbiamo di fronte. Nessun mercato dei capitali è davvero robusto e attrattivo se …
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