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Il tema della sostenibilità è sempre più sotto i riflettori e trattarlo richiede competenze ma anche una strategia di comunicazione efficace e definita. Una breve guida per distinguersi e non essere la copia di tanti altri relatori che trattano queste tematiche
Come sempre per parlare efficacemente in pubblico o con un cliente il presupposto chiave per il successo consiste nel rendersi conto che non si deve mai parlare per sé stessi, bensì sempre per chi ascolta.
Non occorre sempre dire tutto ciò che passa per la mente, nello stile comunicativo che è più consono, bensì dire ciò che è davvero rilevante per chi ascolta, usando uno stile comunicativo che coinvolga il più possibile il pubblico. Solo in questo modo si riuscirà nell’arduo compito di distinguersi lasciando il segno nel proprio interlocutore/i.
Ma andiamo un po’ più nel concreto, partendo dalle prassi (ahimè alquanto diffuse) che non permettono a un relatore di spiccare.
Quando si è dietro a un leggio, con tono monocorde, senza usare pause, senza fare domande retoriche al pubblico, si sta semplicemente “parlando”, ovvero dicendo quello che si pensa senza coinvolgere: in una parola, annoiando.
Dire le cose che contano
Pensateci un attimo: cosa attira di più l’attenzione di una platea o di un interlocutore? Un’immagine statica o un’immagine dinamica? Uno speaker statico, fermo dietro e un leggio e che parla con tono monocorde, non sarà in grado di tenere alta l’attenzione di chi lo ascolta.
Allo stesso modo inizi scontati come “Buongiorno a tutti, oggi vi parlerò di…” e conclusioni del tipo “Spero che mi abbiate capito e seguito, questo è tutto e vi ringrazio per l’attenzione” non sono neppure una strategia vincente. Così come anche i cosiddetti “metadiscorsi”, ovvero i “discorsi sui discorsi”, ad esempio ogni qualvolta si annuncia quello ciò che si dirà successivamente, per esempio, “Adesso faccio una breve premessa, poi vi spiego il mio punto di vista e poi ancora….”
Ma allora, come è possibile, parlando di sostenibilità, coinvolgere da subito il tuo pubblico? Ecco sei strategie vincenti.
1-Distinguiti dagli altri relatori catturando dai primissimi istanti l’attenzione del pubblico. Prima di iniziare a parlare, guarda in silenzio il tuo pubblico per tre secondi (contando nella tua mente 1001-1002-1003). In questo modo attirerai tutti gli occhi su di te. A quel punto, esordisci con un incipit che nessuno si aspetta. Ad esempio, con una statistica (del tipo: 5 miliardi di alberi vengono tagliati ogni anno nel mondo. Solo 3 miliardi di alberi ogni anno vengono piantati nel mondo) o una domanda (sapete qual è la città leader nell’economia circolare in Europa? Milano) e solo dopo saluti il pubblico, fai i necessari convenevoli e dichiari l’obiettivo del tuo intervento. Senza usare alcun metadiscorso. Un’ottima alternativa per iniziare con impatto è condividere una storia col pubblico.
2-Sfrutta lo spazio che hai a disposizione. Non rimanere impalato dietro a un leggio. Ti consiglio di iniziare il tuo intervento al centro del palco e poi di spostarti in diversi punti dello stesso per trattare sottopunti del tuo discorso. Ad esempio, se vuoi spiegare al tuo pubblico i tre capisaldi dell’energia rinnovabile, potresti spostarti a sinistra quando parli della manifattura, al centro quando parli dell’efficienza energetica e a destra quando parli del trasporto. Per poi tornare al centro quando concludi il tuo speech.
3-Sia che tu debba parlare davanti a una platea come singolo speaker, sia che tu debba intervenire in una tavola rotonda, evita il più possibile l’uso di intercalari che sporcano il flusso dell’eloquio. I più tipici sono: “Ehm”, “allora”, “diciamo” … Presta attenzione a quali intercalari tendi a usare più spesso e allenati a sostituirli con delle pause. In alternativa, dì pure la prima parola che ti viene in mente e nella frase successiva spiegati meglio, dicendo “o meglio, intendevo dire…”
4-Diventa un fan della concretezza. Hai presente Steve Jobs quando presentava i suoi prodotti? Rendeva specifici, rilevanti e contestualizzati i numeri che citava. Quando presentò l’iPod nel 2001 non disse solo che esso memorizzava le canzoni su un disco da 5 Gb, bensì fece innamorare la sua platea con il famoso slogan “1.000 canzoni in tasca”. Tieni sempre presente che di rado i numeri rappresentano qualcosa per la gente, a meno che non siano inseriti in un contesto accessibile. Il metodo migliore per renderli rilevanti è quello di collegarli a qualcosa di conosciuto. Non sarà snocciolando cifre per te rilevanti che contaminerai il tuo pubblico di entusiasmo, ti devi sempre assicurare che queste cifre dicano qualcosa a chi ti ascolta. Anche quando parli di sostenibilità.
5-Assegna al consumatore il ruolo di potenziale eroe, facendogli capire in che modo anche lui può contribuire alla tutela dell’ambiente e, al contempo, fare buoni investimenti. A tal proposito, usa sempre i dati, a prova dei risultati già ottenuti in passato.
6-Sii tu il primo a mostrare passione per ciò che comunichi. Come puoi pensare che chi ti ascolta si appassioni di quello che dici se non sei tu il primo a cui brillano gli occhi?
In definitiva, comunicare la sostenibilità richiede impegno, disponibilità a uscire dalla propria zona di comfort per esplorare nuovi modi di comunicare, entusiasmo e creatività. Sei pronto alla sfida?
* Founder Chiara Alzati Srl – Public Speaking Training & Coaching Campionessa Europea di Public Speaking 2020 e 2021
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