Longevità, qualità della vita e pianificazione non finanziaria entrano di diritto nel risparmio gestito, con una presenza crescente anche nell’offerta di prodotti
Gianluca Serafini, Condirettore Generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
Il wealth management italiano continua a espandersi, ma la crescita non basta a garantire posizioni consolidate. Aumentano le masse e la concorrenza, e i clienti chiedono soluzioni sempre più complesse. La crescita, d’altronde, è proprio strutturale: nel terzo trimestre del 2025 gli AUM hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro (fonte AIPB). Il mercato perciò cambia rapidamente: la ricchezza finanziaria delle famiglie resta alta e il risparmio gestito diventa sempre più centrale. “Cresce l’esigenza dei clienti di una pianificazione ampia per navigare la complessità dell’ecosistema attuale ed affrontare i cambiamenti legati a fattori finanziari, sociali e personali per vivere più a lungo e meglio”, spiega Gianluca Serafini, Condirettore Generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking. “Tuttavia, serve visione per un modello distintivo e dinamico di consulenza patrimoniale assieme alla capacità di indirizzare risorse che lo alimentino. Così si evolvono le nostre piattaforme di consulenza evoluta SEI e Private Advisory e nuovi prodotti sono tra i supporti abilitanti per restituire valore e creare l’alpha differenziante in un’arena molto partecipata”. Insomma, la chiave è quella di costruire soluzioni efficaci, “caratterizzate da un elevato grado di personalizzazione”.
Il ventaglio offerto da Fideuram ISPB, con le novità aggiunte anche quest’anno, toccano l’evoluzione della piattaforma di consulenza. Da una parte c’è la pianificazione patrimoniale con soluzioni per rimanere investiti pur in presenza di alta volatilità (un esempio i Fogli Step In, nati oltre sette anni fa per investire su vari mercati e settori con metodo), dall’altra si continua a preservare il capitale e proteggerlo senza perdere opportunità (tra cui le linee protette della GP Wealth Collection e della GP Fogli). Poi c’è la previdenza e la protezione non finanziaria: “Abbiamo appena lanciato il nuovo contratto unico Sfera+ per la tutela della casa, della famiglia e della persona”, conferma Serafini. “Con l’allungamento dell’aspettativa di vita sta crescendo nella clientela anche la consapevolezza del valore della tutela del proprio stile di vita associato alla gestione dei rischi per la persona (tra cui salute, infortunistica, caso morte) e i beni (furti, incendi, eventi climatici avversi). Questo sta portando al rafforzamento della componente di previdenza complementare e della protezione non finanziaria (Ramo Danni) nella nostra offerta”, aggiunge il manager. Parallelamente, si rafforzano anche gli investimenti reali e alternativi. “Anche le soluzioni di investimento nell’economia reale sono divenute un asset necessario per la diversificazione dei portafogli in un’ottica di investimento di lungo periodo”. Secondo i dati di mercato, infatti, l’allocazione in private markets e infrastrutture cresce in media del 5-7% annuo nei portafogli high-net-worth italiani.
Il modello si sposta di fatto verso un approccio a piattaforma, dove i prodotti si integrano in un servizio completo. “Negli anni l’offerta (tra gestioni patrimoniali, polizze assicurative di investimento, fondi tradizionali e alternativi e strutturazione sul primario) si è progressivamente evoluta verso un modello sempre più orientato al servizio”, continua Serafini. Un tema centrale è senza dubbio il passaggio generazionale, destinato a crescere nei prossimi anni. “Un ambito di particolare attenzione è quello del trasferimento della ricchezza, che vede la valorizzazione della componente di offerta di soluzioni unit linked e multiramo con una rivisitazione volta ad arricchirle di nuovi servizi, come i portafogli guidati in ETF”. Anche per questo l’evoluzione dell’offerta si è focalizzata sullo sviluppo di “soluzioni sempre più complete e combinabili, modulabili in funzione dei diversi segmenti di clientela e dei loro bisogni”.
Il futuro del wealth management
Guardano al domani, per il condirettore generale, c’è indubbiamente bisogno di equilibrio tra rischio e opportunità. “Il wealth management si trova di fronte a sfide complesse, ma anche a significative opportunità per gli operatori capaci di adottare una visione di lungo periodo. L’evoluzione demografica, la crescente complessità dei bisogni e i contesti economico-finanziari sempre più mutevoli e influenzati anche dall’incertezza geopolitica richiedono modelli di servizio sempre più evoluti”, continua. In questo contesto, le nuove tecnologie rappresentano un fattore abilitante fondamentale: “Se integrate in modo efficace, consentono di offrire un servizio di elevata qualità, scalabile e personalizzato, mantenendo centrale il ruolo della relazione tra consulente e cliente”. In un mercato sempre più sofisticato, la differenza si fa dunque su scala, personalizzazione e qualità della consulenza: elementi chiave, secondo il manager, per creare valore duraturo.
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