BCE: AI, rinnovabili e SIU per salvare l’Europa
Francoforte avverte Bruxelles: per ora l’economia dell’Area ha resistito allo shock energetico, ma i rischi stanno aumentando. Ecco le tre priorità per mettersi al sicuro
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A poche ore dalla maxi stretta Fed, anche la Bce si conferma in modalità falco. Francoforte continuerà infatti ad aumentare i tassi d’interesse nei prossimi mesi pur di fronte alla previsione di una stagnazione economica e con rischi al ribasso per la crescita creati dalla guerra in Ucraina. È questo, in estrema sintesi, il messaggio recapitato dall’Eurotower a mercati e governi nel consueto Bollettino economico.
“Dopo il recupero osservato nella prima metà del 2022, i dati recenti indicano un considerevole rallentamento della crescita nell’area dell’euro, con l’economia che dovrebbe ristagnare nel prosieguo dell’anno e nel primo trimestre del 2023”, scrivono i tecnici di Francoforte, che puntano l’attenzione sulla discesa ad agosto dell’indice Pmi dei servizi “che indica una stagnazione dell’attività”. Per la Bce “vi sono chiari segnali di un protratto rallentamento dell’attività economica in un contesto di elevata inflazione e perdurante incertezza collegate alla guerra in Ucraina e agli andamenti connessi all’energia”.
Ma questo non cambierà traiettoria né ritmo della politica monetaria. Dopo la stretta da tre quarti di punto a inizio settembre, la banca centrale europea prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nelle prossime riunioni per frenare la domanda e mettere al riparo dal rischio di un persistente incremento delle aspettative d’inflazione, che “è probabile che si mantenga su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo”.
Tanto per essere ancora più chiari, Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo dell’Eurotower, ha spiegato in un’intervista che il board terrà conto della flessione economica, ma “il punto di partenza dei tassi d’interesse è molto basso, quindi è chiaro che dobbiamo continuare ad alzarli”. Non solo. L’economista tedesca ha anche avvertito i governi sul fatto che misure di sostegno pioggia in questa fase possono stimolare la domanda e spingere a rialzo l’inflazione. E “potrebbe toccarci di far salire i tassi di interesse anche di più”.
D’altra parte, come si legge ancora nel bollettino, a Francoforte prevedono che i prezzi del gas rimangano “straordinariamente alti” nei prossimi mesi. “Il protrarsi della guerra in Ucraina continua a rappresentare un rischio significativo per la crescita, soprattutto se imprese e famiglie dovessero affrontare un razionamento delle forniture di energia – si legge nel bollettino -. In una tale situazione si potrebbe assistere a un ulteriore deterioramento del clima di fiducia e a un nuovo inasprimento dei vincoli dal lato dell’offerta. Anche i costi dei beni energetici e alimentari potrebbero rimanere persistentemente più elevati delle attese. Inoltre, un ulteriore peggioramento delle prospettive economiche mondiali potrebbe agire da freno aggiuntivo alla domanda estera dell’Area dell’euro”. Quanto ai rischi per le prospettive di inflazione, secondo la Bce “sono prevalentemente orientati al rialzo”.
Alla luce di tutto questo, per i tecnici di Francoforte è probabile che la capacità di tenuta delle imprese dipenda anche dal perdurare del sostegno fornito dalle politiche economiche, in particolare da quello offerto dai governi. Eppure viene raccomandata agli Stati un’inversione di tendenza rispetto ai sostegni a pioggia della pandemia: “Le misure di sostegno di bilancio volte ad attutire l’impatto dei rincari dell’energia dovrebbero essere temporanee e indirizzate alle famiglie e alle imprese più vulnerabili, in modo da limitare il rischio di alimentare pressioni inflazionistiche, migliorare l’efficienza della spesa pubblica e preservare la sostenibilità del debito”.
Intanto i mercati scommettono su 225 punti base di ulteriore stretta monetaria entro giugno, con il tasso sui depositi fissato dalla Bce che raggiungerebbe così il 3% dall’attuale 0,75%. Lo rivela Bloomberg, sulla base dei dati ottenuti incrociando i contratti swap con le date dei prossimi meeting del Consiglio direttivo della banca centrale.
Il drastico aumento della stretta prevista dai mercati, mentre nella Bce ufficialmente si discute se il tasso ‘terminale’ a cui fermarsi debba essere o meno il 2%, è dovuto anche all’acuirsi delle tensioni geopolitiche e alle mosse della Fed e delle altre banche centrali.

Di diverso parere Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am, secondo cui la Bce non manterrà l’atteggiamento decisamente da falco mostrato l’8 settembre scorso. “Mentre tutti i principali tassi di interesse sono stati aumentati di 75 punti base – sottolinea -, notiamo dalla forward guidance della presidente Lagarde che il Consiglio direttivo ‘prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse… nel corso delle prossime riunioni’, aggiungendo che significa ‘più di due’ (compresa la riunione dell’8 settembre) ma meno di cinque”.
Questo, secondo Jung, indica ulteriori rialzi a ottobre, dicembre e forse febbraio. “Ma noi riteniamo probabile una pausa dopo un altro rialzo dei tassi a ottobre – precisa -, poiché la situazione economica nel quarto trimestre si sarà deteriorata in modo significativo, il che porterà a una pausa”.
Per l’economista di Mirabaud Am, le previsioni di Francoforte sono ottimistiche, perché escludono una recessione. “La crescita del Pil dovrebbe raggiungere quasi l’1% l’anno prossimo, quasi il doppio di quanto previsto dagli economisti, e una recessione non è lo scenario di base per gli economisti della Bce. Riteniamo che i rischi al ribasso siano i più importanti, come del resto sottolineato dalla stessa presidente Lagarde, ‘alcuni di questi si sono già concretizzati’”, conclude.
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