Per il Fondo monetario la lotta all’inflazione resta la priorità e la politica della banca centrale deve continuare a inasprirsi. Ai governi: “Attuare subito i Pnrr”
Mentre da più parti arrivano critiche per le stime sul Pil giudicate troppo ottimiste, e quelle sull’inflazione eccessivamente nere, la Bce incassa la promozione del Fondo monetario internazionale. Nel rapporto diffuso al termine della missione 2023 sull’Eurozona, gli economisti di Washington preannunciano infatti una crescita modesta per Eurolandia e invitano l’istituto centrale a proseguire sulla strada di una politica monetaria restrittiva per contrastare quello che resta il nemico principale, l’inflazione.
Nell’Area, si legge, “si prevede che la crescita aumenterà modestamente per tutto il 2023 e il 2024, sostenuta da una lenta ripresa dei redditi reali, un ulteriore allentamento dei vincoli di offerta e una domanda esterna più solida, anche se le condizioni finanziarie continuano a inasprirsi”. Per l’Fmi potrebbe esserci una ripresa graduale nel 2023 e 2024, “dopo un significativo indebolimento nella seconda metà di quest’anno”, ma “l’incertezza sulle prospettive rimane elevata, con i rischi per la crescita orientati al ribasso e quelli per l’inflazione al rialzo”.
Quanto all’inflazione, che Eurostat ha confermato a maggio in calo al 6,1% dal 7% di aprile (giù al 5,3% il dato core), secondo gli economisti di Washington ha ormai raggiunto il picco, ma il target del 2% rimane lontano. E la “convergenza verso l’obiettivo” è prevista intorno alla metà del 2025. Ne deriva che, anche se al momento l’Eurozona sta attraversando una fase di recessione tecnica, “la politica monetaria deve continuare a inasprirsi per portare tempestivamente l’inflazione al target prefissato” ed “il consolidamento fiscale deve proseguire per allentare le pressioni inflazionistiche e ricostituire un margine di bilancio”.
Kristalina Georgieva, presidente del Fondo Monetario Internazionale
“La massima priorità politica a breve termine è continuare a ridurre l’inflazione all’obiettivo, preservando al tempo stesso la stabilità finanziaria. La nostra raccomandazione sulla politica monetaria per l’Area euro indica un profilo restrittivo e ciò che questo significa in concreto deve essere guidato dai dati”, ha precisato la responsabile del Fondo monetario, Kristalina Georgieva, in conferenza stampa. Proprio a proposito della stabilità finanziaria, la Georgieva ha posto l’accento sul fatto che le autorità di vigilanza del Vecchio Continente dovrebbero continuare a valutare le esposizioni delle banche “ai rischi di tasso di interesse, finanziamento, liquidità e credito, compresi quelli relativi al settore immobiliare”.
Sul fronte politico, poi, il Fondo sollecita un rapido accordo sulla riforma del Patto di stabilità Ue, considerato “una priorità date le sfide di bilancio a medio termine”. E striglia i governi a lavorare sui Pnrr per la loro messa a terra. “Una fedele attuazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza darebbe impulso alla crescita realizzando le necessarie riforme strutturali e gli investimenti”, vene sottolineato. Per l’Fmi le riforme dovrebbero essere attuate come previsto, “anche se potrebbe essere necessaria una maggiore flessibilità sulla tempistica degli investimenti se i Paesi hanno vincoli sulla loro capacità di utilizzare i fondi”.
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