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Per gli esperti di Allianz GI, l’Europa è nel pieno di una crescita silenziosa ma dirompente. Fondamentali solidi e valutazioni interessanti segnano la ripresa dell’equity UE. Finanziari, automazione ed energia guidano il rilancio
Mentre l’attenzione dei mercati globali resta concentrata sulla tecnologia statunitense, in Europa sta prendendo forma una narrazione meno rumorosa, ma strutturalmente potente . In un contesto segnato da tensioni geopolitiche crescenti e incertezza monetaria, il Vecchio Continente mostra fondamentali solidi e un profilo di rendimento sempre più interessante. Una dinamica che, per gli esperti di Allianz Global Investors, implica un mercato azionario capace di offrire agli investitori con focus sul reddito non solo stabilità, ma anche opportunità concrete.
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L’anatomia del rilancio
“L’Europa non sta arretrando ma si sta rafforzando”, ha osservato il portfolio manager della casa Andrew Koch, sottolineando come il contesto attuale stia favorendo una generale rivalutazione dell’equity europeo. “In uno scenario complesso”, è la sua sintesi, “il mercato del Vecchio Continente può rivelarsi un serbatoio di ottime occasioni”. E non potrebbe apparire diversamente, visto che il rendimento per gli azionisti, considerando dividendi e buyback, si attesta tra il 4,5% e il 5%1 nel caso di indici come lo STOXX 600 e lo MSCI UK: un livello che contribuisce a fornire protezione al ribasso e che rappresenta una base solida per strategie attive orientate al reddito. “A fronte di dividend yield statunitensi prossimi ai minimi storici”, ha aggiunto la product specialist associate Carola Dorn, “l’Europa presenta un mix più equilibrato tra reddito e potenziale di rivalutazione”. Ma il confronto resta favorevole anche sul fronte delle valutazioni, secondo l’esperta: “Nonostante i recenti rialzi, l’equity UE scambia ancora a multipli intorno a 14-15 volte gli utili e quindi nettamente inferiori a quelli americani”. Un segnale che indica come il valore resti una componente centrale sulla sponda orientale dall’Atlantico.
Il ritorno in primo piano delle banche
A sostenere il momentum del mercato non è però solo una maggiore stabilizzazione macroeconomica, ma anche un chiaro cambio nella leadership settoriale. “Non è più soltanto una questione di contesto”, ha evidenziato Koch, “ma di chi sta guidando i rendimenti”. In questo quadro, il comparto finanziario europeo rappresenta uno dei casi più emblematici: dopo anni in cui era stato associato alle crisi, il settore bancario ha messo a segno una delle riprese più significative degli ultimi anni ed è arrivato a sovraperformare persino i colossi tecnologici statunitensi a partire dalla seconda metà del 2024. “Gli istituti del Vecchio Continente hanno dimostrato una capacità di generare considerevoli ritorni per gli azionisti”, ha affermato l’altro gestore di Allianz GI specializzato nel tema: Grant Cheng. Dal suo punto di vista, è un mix di fattori ad aver rafforzato la fiducia degli investitori nel comparto: dai profitti solidi ai dividendi record, dai programmi di buyback ai risultati incoraggianti negli stress test. Senza contare che rispetto a molti player regionali statunitensi, penalizzati da una regolamentazione più leggera, quelli europei beneficiano di un quadro normativo solido e di requisiti patrimoniali stringenti. “Quello che un tempo era percepito come un settore difensivo è oggi un vero motore di dividendi a livello paneuropeo”, ha sottolineato Cheng.
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Industria: da settore ciclico a pilastro strutturale
Accanto ai finanziari, nella visione di Allianz GI, anche l’industria europea sembra vivere una fase di profonda trasformazione. Reindustrializzazione, automazione e investimenti infrastrutturali stanno alimentando una ripresa strutturale che va oltre il ciclo economico. “Il settore sta attraversando una vera rinascita”, ha osservato anche Cheng, richiamando l’attenzione sul ritorno dei PMI manifatturieri in area di espansione e su una crescita degli utili per azione attesa oltre il 12%3 entro il 2026. La combinazione di stimoli fiscali, razionalizzazione delle scorte e miglioramento dei margini ha ridato centralità a un comparto che oggi si dimostra sempre più rilevante anche per strategie orientate al reddito.
Energia: il settore sottovalutato
Più complessa, ma altrettanto significativa, la traiettoria del settore energetico. A lungo considerato un semplice presidio difensivo, il comparto sta assumendo un ruolo strategico nella transizione verso un’economia a basse emissioni. “In Europa l’energia non è più solo una copertura contro la volatilità”, ha sottolineato Koch aggiungendo che “è diventata una storia di crescita con una profondità strategica sempre più evidente”. Non solo i programmi di investimento pubblici e privati stanno infatti accelerando l’implementazione di progetti concreti, con benefici diretti per le aziende del settore, ma la diversificazione tra attività upstream, downstream e low carbon contribuisce a mitigare l’impatto di un contesto geopolitico incerto e di prezzi delle commodity volatili. “Valutazioni ancora contenute e payout elevati rendono il settore energetico particolarmente interessante per chi cerca reddito nel lungo periodo”, ha concluso Dorn.
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