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L’autorità ha pubblicato due delibere per “neutralizzare” gli effetti restrittivi delle misure di contenimento del contagio che possono limitare l’esercizio del contraddittorio da parte dei destinatari dei procedimenti sanzionatori
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Il coronavirus dispiega i suoi effetti anche sull’operatività della Consob. L’autorità ha pubblicato due delibere che informano gli operatori della necessaria adozione di misure a tutela dei destinatari dei procedimenti sanzionatori, così da tutelare la possibilità di far valere le proprie ragioni.
Alla luce dell’estensione all’intero territorio nazionale delle misure di contenimento del contagio da Covid-19, che a tutela della salute pubblica implicano “forti restrizioni nella mobilità e nei contatti delle persone fisiche anche con i propri legali” – come si legge nella delibera n. 21300 del 12 marzo 2020 – la Consob informa il mercato della decisione di sospendere fino al 3 aprile i termini dei procedimenti già avviati, o che saranno avviati successivamente al 12 marzo.
Questo così da non “precludere ai destinatari dei procedimenti sanzionatori l’effettivo esercizio delle facoltà partecipative loro riconosciute” e per non mettere a rischio “la piena conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio, della verbalizzazione, nonché la possibilità di presentarsi presso gli uffici della Consob per accedere agli atti relativi al procedimento sanzionatorio avviato nei loro confronti, ovvero di partecipare alle eventuali audizioni personali richieste nel corso dello stesso”, si legge nella delibera.
Arbitro in panchina
Analogamente, con un’altra delibera del 12 marzo (la n. 21299) la Consob ha deciso di sospendere sino al 22 marzo i termini dei procedimenti in corso presso l’Arbitro per le controversie finanziarie, l’organismo di risoluzione stragiudiziale dei contenziosi tra risparmiatori e intermediari, “al fine di limitare gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sui procedimenti che si svolgono dinanzi all’Arbitro, assicurando comunque la continuità delle attività”.
Ciò per ottemperare ai dettami del decreto legge 8 marzo 2020, n. 11 recante “Misure straordinarie e urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria”.
Anasf chiede attenzione al governo
Nella serata di venerdì anche Anasf, l’associazione nazionale dei consulenti monomandatari, si è unita agli organismi di categoria che portano la tutela dell’operatività dei propri iscritti all’attenzione del governo in questa fase delicata.
In un comunicato unitario sottoscritto dalle associazioni di categoria, Anasf, Fiarc-Confesercenti e Federagenti auspicano che il nuovo DPCM dedicato al lavoro e alle misure di sostegno per le imprese, attualmente allo studio, “sia rivolto anche al mondo del lavoro autonomo e in particolare agli agenti di commercio e ai consulenti finanziari e non soltanto ai lavoratori dipendenti, come parrebbe. Non ci possono mai essere discriminazioni, men che meno in questo momento, tra lavoratori di serie A e di serie B”.
Per Alfonsino Mei di Anasf, manager IW Bank UBI Banca e membro del CdA di Fondazione Enasarco, “la peculiarità del lavoro svolto dalle categorie che rappresentiamo impone importanti interventi governativi a fronte di un momento particolarmente critico”.