BCE: AI, rinnovabili e SIU per salvare l’Europa
Francoforte avverte Bruxelles: per ora l’economia dell’Area ha resistito allo shock energetico, ma i rischi stanno aumentando. Ecco le tre priorità per mettersi al sicuro
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Mentre l’onda lunga del discorso di Jerome Powell continua a pesare sui mercati finanziari globali, i falchi della Bce riprendono quota e premono per un rialzo dei tassi consistente già nella riunione del prossimo 8 settembre. L’ultimo ad alzare il tiro è stato Martins Kazaks, banchiere centrale lettone, che nel corso di un’intervista a Bloomberg ha auspicato senza giri di parole una risposta “forte, risoluta ed evidente” da parte della Banca centrale europea “di almeno 50 punti base”.
I dati sull’inflazione di agosto, attesi mercoledì, e le nuove proiezioni della Bce saranno determinanti per definire la dimensione del taglio, ma per Kazaks l’aumento dovrà essere “forte e significativo, e in questo momento, direi di 50 o 75 punti base”. Stessa linea per un altro falco, il governatore della banca centrale finlandese, Olli Rehn, che sempre a Bloomberg tv ha sottolineato come “il prossimo passo sarà una mossa significativa a settembre, che dipende dai dati in arrivo e dalla prospettiva dell’inflazione”.
Le dichiarazioni dei due banchieri hanno fatto eco alle parole pronunciate da altri due membri del board Bce, il francese Francois Villeroy de Galhau, di solito più moderato, e la tedesca Isabel Schnabel. Per il primo un altro rialzo “significativo” dei tassi di interesse è un passo necessario in settembre, mentre la seconda ha scandito che bisogna “agire con forza” contro la corsa dei prezzi. “Anche se entriamo in recessione, abbiamo ben poche scelte se non continuare sulla strada della normalizzazione”, ha avvertito.

A frenare sul maxi- aumento dei tassi è arrivato Philip Lane, capo economista della Bce e fervente colomba vicinissimo alla presedente Christine Lagarde, secondo cui molteplici piccoli aumenti di tassi sono meno pericolosi di meno aumenti ma più ampi. “C’è incertezza sulla trasmissione” dei tassi, cosa che “rende sensato consentire al sistema finanziario di assorbire i cambi passo dopo passo”, ha spiegato. In particolare, per il banchiere irlandese “è meno probabile che lo stesso aumento cumulativo” di tassi, “in un intervallo di tempo fissato, generi effetti negativi se assume la forma di una serie calibrata di passi piuttosto che un numero più piccolo di aumenti grandi”.
Intanto le parole dei falchi, cui si aggiungono quelle dello steso tenore pronunciate anche dall’olandese Klaas Knot e dall’austriaco Robert Holzmann, hanno scatenato pressioni sui titoli di Stato della Zona euro. Lunedì mattina la stragrande maggioranza dei rendimenti dei titoli a due, cinque e dieci anni registra rialzi superiori ai 10 punti base, con gli incrementi maggiori sulla parte a breve della curva. Al Btp a due anni la maglia nera, con un incremento di 17,8 punti base, al 2,06%, al di sopra anche del titolo di stato greco di analoga durata (1,92%).
Per Thomas Hempell, head of macro and market research di Generali Investments, tutto questo implica che a settembre rialzi di 50 punti base siano il minimo sia per la Bce sia per la Fed, con addirittura uno scenario di 75 punti base da prendere in considerazione.
“I movimenti dei tassi incidono sull’economia reale con un ritardo sostanziale, sopportando il rischio di un irrigidimento eccessivo – sottolinea Hempell -. L’imminente recessione economica, l’allentamento delle pressioni sulla catena di approvvigionamento e il calo dei prezzi delle materie prime potrebbero ancora consentire alle banche centrali di ridurre il ritmo di inasprimento in autunno. Il forte repricing delle aspettative sui tassi (che ora prezzano ulteriori aumenti di +135 punti base per la Fed entro la fine anno e +155 pb per la Bce) è già andato abbastanza lontano. Ma dato il fermo impegno delle banche centrali di mantenere la loro attuale posizione da falco, una rapida inversione delle aspettative sembra poco probabile”.

Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco, fa notare come attualmente per la Bce si prezza un ciclo di rialzi di 175 punti base (che si traduce in un tasso terminale dell’1,25% del tasso sui depositi). “Riteniamo che l’attuale valutazione secondo il mercato offra finalmente una compensazione molto più ragionevole agli investitori europei front-end rispetto a quanto offerto durante la maggior parte dell’ultimo decennio – afferma -. Detto questo, non daremmo troppa importanza alle varie stime di un tasso di riferimento neutrale per l’area dell’euro; ad esempio, il tasso finale dell’attuale ciclo di rialzi potrebbe finire in territorio di politica restrittiva invece che all’1,25%, ampiamente neutrale”.
Inoltre, secondo l’esperto Pimco, una volta lasciatasi alle spalle i tassi negativi, l’Eurotower sarà piuttosto riluttante a riprendere una simile misura di politica in futuro. “I tassi negativi dal 2014 sono stati in gran parte un tentativo di evitare il più a lungo possibile gli acquisti di obbligazioni sovrane, data l’elevata sensibilità politica dell’epoca nei confronti di un quantitative easing su larga scala – spiega -. In futuro, se un contesto disinflazionistico dovesse giustificare un ulteriore accomodamento al limite inferiore dello zero dei tassi di interesse, riteniamo che la Bce sarebbe più propensa a ricorrere ad acquisti di asset su larga scala, forward guidance e operazioni di rifinanziamento favorevoli per il settore bancario, senza che i tassi negativi rientrino nuovamente nel mix di politica monetaria”.
Per questo, secondo Veit, è tempo di passare dalla difesa a un attacco selezionato. “Sebbene riteniamo che questo sia un buon momento per impiegare il capitale nei mercati europei a breve termine – conclude -, vediamo due rischi importanti per le decisioni di investimento nel medio termine, rischi che suggeriscono di passare a un attacco selezionato, pur non abbandonando del tutto il tema difensivo. La volatilità in arrivo (il primo rischio) invita a concentrarsi sulla gestione attiva, mentre la prospettiva di una recessione (il secondo rischio) invita a puntare sulla qualità”.
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