Il vicepresidente dell’Eurotower attacca: “I governi sostengono l’Unione dei risparmi e poi sono contrari a operazioni specifiche”. E invita a considerare l’Area euro “come una singola giurisdizione”
“È molto difficile per i governi sostenere di essere favorevoli all’Unione dei risparmi e degli investimenti se poi si dicono contrari alla specifica operazione”. Luis de Guindos, vicepresidente della Banca Centrale Europea, ha scelto di congedarsi da Francoforte con messaggio forte. In un’intervista al Finacial Times, ha infatti lanciato un duro monito alla Germania proprio nei giorni in cui Berlino sta entrano a gamba tesa sulla partita Unicredit-Commerzbank: “Mosse di questo tipo vanno contro lo spirito del Mercato unico”.
I governi minano la credibilità dei piani di integrazione
Andrea Orcel, ceo di UniCredit
L’opposizione del cancelliere Friedrich Merz all’offerta della banca guidata da Andrea Orcel, che ormai detiene una partecipazione del 36% nel secondo istituto tedesco, viene insomma condannata senza mezzi termini dal banchiere centrale spagnolo in uscita tra un mese e pronto a lasciare l’incarico al croato Boris Vujcic. “Il problema principale di questo tipo di messaggi nazionali è che minano la credibilità della Savings and Investments Union”, ha scandito. Poi ha sottolineato di essere stato “abbastanza chiaro” sul risiko UniCredit-Commerz: “Applicherei a questo caso il quadro generale di regole, la nostra raccomandazione è considerare l’Area euro come una singola giurisdizione con libera circolazione di capitale ed equity e con una garanzia comune dei depositi”.
Banche tedesche frammentate: serve consolidamento
Luis de Guindos, vicepresidente della Banca Centrale Europea
Quanto alla Germania, de Guindos è convinto che Merz e colleghi debbano affrontare una serie di riforme per rilanciare la propria economia. E che “un certo processo di modernizzazione sarà necessario” anche dal punto di vista dell’industria bancaria, dal momento che quello teutonico è “un settore molto frammentato”. “Penso che una qualche riforma sotto questo profilo sarebbe importante”, ha raccomandato. Ribadendo come il consolidamento bancario cross-border sia un elemento positivo, dal momento che “esistono economie di scala” e che “una vera grande banca europea sarebbe l’unica in grado di competere con gli istituti americani”. “Le valutazioni potrebbero essere molto più elevate e sarebbe possibile anche un finanziamento più economico”, ha poi spiegato il funzionario. Interrogato in particolare sul sistema tedesco, de Guindos ha chiarito però che a volte è necessario un risiko domestico prima di poter arrivare a quello transnazionale.
Più chiarezza sull’Iran prima di intervenire sui tassi
Christine Lagarde, presidente della BCE
Il vicepresidente della BCE ha poi toccato anche il tema della politica monetaria. “Penso sia necessario aspettare prima di decidere quale sarà la prossima mossa sui tassi perchè abbiamo bisogno di maggiore chiarezza sul conflitto in Iran”, ha evidenziato, ricordando come a giugno si avranno nuove proiezioni. “La mia impressione è che i dati sulla crescita nelle prossime settimane non saranno buoni”, ha messo in guardia, facendo notare come di solito uno shock energetico si rifletta più rapidamente sugli indicatori di inflazione che su quelli di crescita. “L’impatto diventerà molto più visibile nelle prossime settimane e abbiamo bisogno di ulteriore chiarezza riguardo al conflitto”, ha ripetuto. In ogni caso, de Guindos si è detto convinto che questa guerra lascerà un segno: alcune infrastrutture sono state infatti distrutte. Un’altra preoccupazione riguarda poi i consumatori: “Abbiamo già visto un calo di indicatori chiave e, a prescindere dagli elementi concreti che spingono al rialzo i prezzi dell’energia, l’impatto sul sentimentè qualcosa che a volte abbiamo sottovalutato”. Ecco allora che un rinnovato pessimismo potrebbe tradursi in un’attività economica più debole: “È questa la ragione del mio invito alla prudenza”, ha concluso.
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