In Italia la raccolta in aumento e il dinamismo del settore confermano il trend. E il confronto tra le best practice francesi e i nostri player mostra che c’è spazio per correre. La ricerca Excellence
La bancassicurazione danni può costituire un nuovo motore di crescita per le banche italiane. A certificarlo sono sia i numeri sia le dinamiche interne al comparto, che testimoniano un grande fermento, come rivela una ricerca di Excellence Consulting.
Dal punto di vista dei numeri, nel 2021 i canali postale e bancari italiani hanno raccolto il 7,8% dei premi totali danni pari a 39,1 miliardi di euro contro il 6,8% dell’anno precedente e il 2,9% del 2019. Una crescita che, appunto, si accompagna a un grande dinamismo del settore: dall’interesse di diverse compagnie, tra cui Crédit Agricole, Axa, Generali e Allianz, per il business assicurativo di Banco Bpm, a Unipol fautore del polo Bper-Carige-Popolare di Sondrio; da Cassa Centrale Banca e Icreaa che, forti dei rispettivi 1.483 e 2.472 sportelli, preparano accordi con partner assicurativi per vendere polizze attraverso i propri canali distributivi, fino all’intesa Unicredit-Allianz di inizio 2022.
Il trend in crescita del settore emerge chiaramente dall’analisi intitolata appunto “La bancassicurazione danni in Italia: un modello in evoluzione e trasformazione che crea valore per tutti gli stakeholder”, che ha messo a confronto le best practice francesi Crédit Mutuel (Credit Mutuel Assurances), Crédit Agricole (CA Assurances) con i risultati dei player della bancassurance domestici. Sotto la lente sono passati Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Assicura), Poste Italiane (Poste Assicura), Mps (Axa Mps), UniCredit (CreditRas e Incontra), Bper e Popolare Sondrio (Arca Assicurazioni), Banco-Bpm (Vera Assicurazioni e Vera Protezione), Credem (Credem Assicurazioni).
Ebbene, dai risultati emerge che le banche italiane sono pronte a sostenere la domanda delle coperture danni, che tenderà a diffondersi nel nostro Paese come già avvenuto in altri europei, a partire dalla Francia. Infatti, il valore dei premi danni per cliente delle prime banche nazionali nel 2020 – Bper (104 euro), Popolare Sondrio (78 euro) – non distano molto da quanto realizzato da Crédit Mutuel (116 euro) e Crédit Agricole (94 euro).
Maggiore divario, ma quindi anche potenzialità, tra i nostri istituti e quelli d’oltralpe, lo dimostrano i premi conseguiti per sportello lo scorso anno: Mps 126.000 euro, Credem 115.000, Intesa San Paolo 112.000, Bper 101.000. Rusultati ben lontani da quanto registrato da Crédit Mutuel (736.000 euro) e Crédit Agricole (595.000 euro), a riprova secondo gli espertiExcellence del potenziale di crescita che può avere il canale bancario.
La ricerca evidenzia anche che le banche e la posta nel 2021 hanno accumulato il 7,8% dei premi danni totali del mercato, pari a 39,1 miliardi di euro, contro il 2,9% del 2009. Altro indicatore che il cammino nello sviluppo delle coperture assicurative danni è oramai iniziato. Tanto è vero che, se si esamina la ripartizione dei premi ricavati per canale distributivo (agenti, consulenti finanziari abilitati/Sim, vendita diretta, broker, Internet), nei rami vita gli sportelli bancari/postali sono al primo posto (59,2%), seguiti da agenti (14,7%) e consulenti finanziari abilitati/Sim (13,7%), mentre sono al terzo posto in malattie e infortuni (15,5%), preceduti da agenti (53,8%) e vendita diretta (17,45%) e sempre al terzo posto nei danni alla proprietà (11,7%), business storicamente appannaggio degli agenti (74,2%) e dei broker (11,4%).
Gianluca Zanini, partner di Excellence Consulting
“Nel comparto danni – sottolinea Gianluca Zanini, partner di Excellence Consulting – nel nostro Paese la raccolta assicurativa, se si esclude la Rc auto obbligatoria, appare molto ridotta con un peso sul Pil inferiore al 1%, a fronte di valori pari al 2,1% in Francia, al 2,5% in Germania e nell’ordine del 3,5% in Uk. Lo sviluppo del modello di bancassicurazione nei rami danni si è realizzato più recentemente rispetto a quanto avvenuto nei rami vita e presenta un peso ancora limitato rispetto agli altri canali, pur avendo raggiunto il 7,8% nel 2021 dal 2,9% nel 2009 – per completezza, nei rami vita gli sportelli bancari e postali hanno toccato il 59,2%, circa 62,7 mld rispetto al totale mercato vita pari a 106 mld di euro”.
Per Zanini, la ricerca mette in luce che esistono ampi margini di crescita nelle coperture assicurative danni e per questo le partnership con le assicurazioni sono al centro delle strategie delle banche, che vogliono replicare lo sviluppo già sperimentato nel business assicurativo vita e per tale via incrementare le fonti di ricavo grazie alle commissioni sui prodotti assicurativi danni.
Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting
Per Maurizio Primanni, founder Gruppo Excellence, le coperture assicurative danni rappresentano un’opportunità di crescita rilevante per le banche e così si spiegano le evoluzioni di questi mesi.
“I risultati ci dicono che il modello più efficace per la banca è proprio quello che prevede una compagnia captive o comunque una relazione equity based con il partner assicurativo, come nel caso di Unipol Bper/Sondrio o delle best practice francesi che abbiamo ripreso nella nostra ricerca. Per cogliere le opportunità dei rami danni sarà in ogni caso indispensabile agire su più fronti: dall’analisi dinamica e personalizzata dei bisogni dei clienti, all’offerta basato su un approccio olistico – che cioè consideri tutti i potenziali rischi a cui sono esposti il cliente, la sua famiglia e la sua attività imprenditoriale –, allo sviluppo di customer journey multicanale, che consentano al cliente di dialogare alternativamente con filiali e canali digitali senza soluzione di continuità, infine ad un miglioramento dell’offerta oltre che per completezza anche in trasparenza e reporting”, conclude Primanni.
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