Persi 7,8 miliardi nel primo semestre. Farina (Ania): risultati influenzati dal conflitto in Ucraina, buona tenuta del Vita e in crescita il Danni
Bianca Maria Farina, presidente di Ania
La perdita è stata notevole, 7,8 miliardi nel primo semestre dell’anno, ma il settore delle assicurazioni ha mostrato comunque una buona capacità di resilienza di fronte al rapido peggioramento dello scenario. Parola della presidente Ania, Maria Bianca Farina, che nel corsoall’Insurance Summit organizzato da Il Sole 24Ore ha sottolineato come tutto questo sia stato possibile grazie a un forte orientamento all’innovazione.
“Le assicurazioni stanno ormai da tempo attuando un percorso di innovazione, investendo in maniera sostanziale in nuove tecnologie”, ha spiegato, aggiungendo che per comprendere lo stato di salute del settore basta osservare l’andamento della raccolta premi.
“Nel settore Vita delle compagnie italiane nei primi 8 mesi la nuova produzione è diminuita in maniera importante, del 13% circa, con una diminuzione manifestata in particolare nel ramo terzo, maggiormente influenzato dall’andamento volatile dei mercati – ha spiegato -. Però la raccolta netta è rimasta, ancora a settembre, in territorio positivo e questo segnala sicuramente una buona tenuta del settore”.
Per quanto riguarda il Danni, il primo semestre 2022 è stato positivo con i premi che hanno superato i 20 miliardi. E per la Farina c’è da segnalare “la crescita a due cifre del ramo malattia ed Rc generale”. Prosegue invece il calo dei premi auto (-2% a giugno): “nonostante la crescita dell’inflazione è confermato il trend ormai decennale che ha consentito di eliminare sostanzialmente il gap con altri Paesi europei e anche a livello territoriale”, il commento.
Sempre nel primo semestre, è aumentato poi di ben sette punti percentuali il combined ratio, passato da 95,2 a 102,4, anche per l’aumento dell’importo complessivo dei sinistri. E ora “con l’alta inflazione potrebbe raggiungere livelli ancora più elevati”. Buona tenuta della Solvency.
“Il settore assicurativo nel suo complesso ha registrato nel primo semestre del 2022 una perdita di 7,8 miliardi, contro un risultato positivo di 5 miliardi a fine giugno 2021. Non è stato certamente quindi un periodo che possa dirsi caratterizzato da extraprofitti”, ha affermato la presidente Ania, evidenziando come i settori Danni e Vita abbiano mostrato, tuttavia, andamenti diversi dal punto di vista tecnico.
“Mentre nel primo il risultato tecnico è rimasto positivo (1,4 miliardi), sebbene inferiore a quanto rilevato l’anno precedente, nel Vita, a causa principalmente del calo delle plusvalenze nette dei titoli obbligazionari, è stato fortemente negativo per oltre 14 miliardi, mentre nel primo semestre del 2021 registrava un valore positivo di 2,4 miliardi”, ha concluso.
In particolare, ha fatto notare il presidente dell’Ivass e direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, l’impennata dei rendimenti e l’aumento dell’inflazione stanno incidendo in maniera significativa sulla redditività delle compagnie italiane. “Le plusvalenze nette non realizzate sono diventate negative da maggio – ha chiarito -. Questo fatto, unito alla diminuzione della raccolta premi, sta portando la redditività del settore vita sotto lo zero”.
Per Signorini il rialzo dei tassi ufficiali e l’elevata incertezza, in parte legata agli effetti del conflitto in Ucraina, si sono riflessi in un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani, “per cui è molto importante il mantenimento di una politica fiscale orientata alla stabilità”.Nel ramo Danni, i costi dei sinistri sono in aumento. Per le compagnie assicurative, l’esigenza di accrescere l’efficienza di costo, contenendo al massimo l’impatto sui clienti è quindi “ancora più impellente del solito”, ha concluso il presidente Ivass.
Bain: la crescita globale è stata però in gran parte ciclica. Gli investitori restano cauti: la sfida ora è la riduzione del costo del rischio. Il mercato tricolore ha superato quota 180 miliardi
Accenture: una compagnia su due sta sviluppando casi d’uso in diverse funzioni aziendali. E il valore dell’intermediazione si sta spostando verso la consulenza. La sfida? Passare dalla sperimentazione alla scala
Secondo S&P Global Ratings, solo l’8% dei progetti nelle società è oggi pienamente integrato a livello organizzativo. Ma gli investimenti saliranno e i risparmi sui costi toccheranno il 6%-8% entro il 2028. Governance, dati e fornitori i driver per trasformare l’AI in un vantaggio competitivo. Con effetti sui rating
Capgemini-Limra: pesano il linguaggio e i timori legati alla sostenibilità economica. Due su tre vogliono ancora un consulente in carne e ossa. Ecco come fanno le compagnie migliori (il 10% del settore) a crescere il 41% in più e ad avere tassi di decadenza inferiori del 12%
Secondo un sondaggio Denodo, il 73% delle organizzazioni finanziarie ha già portato soluzioni di intelligenza artificiale in produzione. Ma qualità, latenza e governance delle informazioni ne frenano la scalabilità. Nell’integrazione delle infrastrutture la chiave per colmare il gap
Secondo lo Swiss Re Institute, data center per l’AI e infrastrutture per le energie rinnovabili potrebbero generare circa 200 miliardi di dollari di premi commerciali cumulativi entro il 2030. Ma la concentrazione degli asset e le interdipendenze tra reti, fornitori e infrastrutture aumentano il rischio di perdite simultanee
Il settore ha chiuso il 2025 a quota 182 miliardi di euro. Per Deloitte, il consolidamento sta accelerando e farà emergere 4-6 grandi gruppi entro il 2030. Anche il modello sta cambiando e diventerà simile a quello franco-iberico
Per il gruppo di consulenza, l’adozione dell'intelligenza artificiale nel settore finanziario aumenta la dipendenza del continente da fornitori tecnologici extra-UE. Dagli investimenti alle competenze fino al tandem pubblico-privato, la ricetta per rafforzare l’autonomia strategica
Secondo la Global Insurance Investments Survey 2026 di Marsh, il debito privato è oggi l’asset class preferita dalle compagnie. A trainare l’interesse sono soprattutto direct lending e credito asset-backed investment grade. Ma aumentano i timori per la compressione degli spread e il deterioramento degli standard di mercato
Il presidente Liverani: no a ripensamenti sulla riforma per difendere lo status quo. Le compagnie investono in Italia oltre mille miliardi. “Siamo una leva per il Paese, non un giacimento cui attingere”
Siamo entrati in una fase storica in cui demografia, previdenza e mercati finanziari sono destinati a intrecciarsi come mai prima d’ora. Ecco come l'invecchiamento sta ridisegnando prodotti, portafogli e strategie delle compagnie assicurative
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio