4 min
In aumento a dicembre il Sentix, che mette a segno il miglior risultato dallo scorso giugno. Risale anche il Cfa Sentiment Index, ma deludono i Pmi europei
Mentre gli occhi sono puntati sui nuovi dati dell’inflazione Usa e sulle banche centrali, attese al varco la settimana prossima, gli investitori, complici anche i toni meno aggressivi di Fed e Bce e gli ultimi segnali non così scoraggianti sull’economia globale, tornano ad essere meno pessimisti. La doppia conferma arriva in contemporanea dall’indice Sentix di dicembre, che misura l’umore in Europa, e dal Cfa Italy Radiocor Sentiment Index, che tiene sotto controllo quello italiano.
Sentix oltre le attese
Stando al primo, quello europeo, questo mese è stato toccato il miglior risultato dallo scorso giugno. Secondo infatti il consueto sondaggio mensile dell’Istituto Sentix tedesco, l’indice si è attestato a quota -21 punti dai -30,9 punti di novembre. Un dato decisamente migliore anche delle attese degli analisti, ferme a -27,6 punti. In miglioramento, anche se ancora negativo, il sentiment sulle condizioni correnti, a -20 punti dai -29,5 di novembre, mentre l’indice delle aspettative segna -22 punti da -32,3.
“A livello internazionale, il quadro è lo stesso – commentano i tecnici del Sentix – In Cina, dove le proteste di massa stanno ormai contribuendo a ripensare la restrittiva strategia zero-Covid, misuriamo il terzo rialzo consecutivo dell’indice economico. Un forte miglioramento si registra anche per gli Usa. Qui, l’indice complessivo è di nuovo vicino alla linea dello zero. I segnali indicano quindi la fine della fase recessiva. Eppure questa fase non era ancora realmente iniziata”.
Migliorano le prospettive sull’Italia
Quanto all’Italia, anche il Cfa Italy Radiocor Sentiment Index a dicembre continua la sua risalita dai minimi di agosto. Il 48% degli investitori ritiene stabile la situazione attuale dell’economia tricolore mentre ‘solo’ il 45% vede nero, in calo dal 71% precedente. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, il 14,3% prevede poi un miglioramento delle condizioni macroeconomiche (+8,2% rispetto al mese scorso), il 28,6% stima condizioni invariate (+2% rispetto al sondaggio pubblicato ad inizio novembre) ed il 57,1% prevede un peggioramento (-10,2% rispetto al mese scorso).
La differenza tra ottimisti e pessimisti è quindi pari a -42,9, valore che rappresenta il ‘CFA Society Italy – Radiocor Sentiment Index’ per il mese di dicembre 2022. Il dato cresce di 18 punti circa rispetto alla precedente rilevazione, continuando il recupero dai valori minimi assoluti di agosto.
Rimangono nel complesso negative anche le view sul prossimo semestre per l’Eurozona, anche se in ulteriore recupero come per la nostra economia, e per gli Stati Uniti. La percentuale di coloro che vedono l’inflazione in diminuzione rimane superiore a coloro che si aspettano ulteriori rialzi in Italia ed Europa (oltre il 50% rispetto a circa il 21%) mentre due-terzi degli intervistati ritiene che l’inflazione in Usa scenderà nei prossimi sei mesi.
Gli investitori restano convinti di un incremento dei tassi di interesse sulla parte breve delle curve, come anticipato dalle banche centrali; tuttavia sulla parte a lunga gli operatori prevedono un rialzo per l’Italia e l’Eurozona, sebbene con minor enfasi rispetto al mese scorso, mentre risultano in maggior numero coloro che ritengono una discesa sui rendimenti a lungo termine in Usa, rispetto a coloro che si aspettano tassi in rialzo. Tornano in prossimità della neutralità le attese sulle performance dei prossimi mesi dei mercati azionari. Sulle valute i professionisti finanziari, per il secondo mese consecutivo confermano la previsione di un ribasso del dollaro Usa contro l’euro. Infine, sul petrolio, gli investitori propendono per una previsione di corsi sostanzialmente invariati rispetto gli attuali livelli.
Deludono gli indici Pmi europei
Infine, l’indice Pmi composito dell’Eurozona è salito in novembre a 47,8 punti. Il dato è in linea con le stime a fronte dei 47,3 punti segnati in ottobre. Scende però da 48,6 a 48,5 punti l’indice dei servizi, che era atteso invariato rispetto al mese precedente.
Nel dettaglio, l’indice composito italiano è salito da 45,8 a 48,9 punti, segnando il primo rialzo dopo una serie ininterrotta di cali registrati a partire dallo scorso luglio, quando scese per la prima volta da gennaio a quota 48,4. In rialzo sopra le stime da 46,4 a 49,5 il Pmi dei servizi, previsto in crescita a 48,3 punti.
Peggio va invece a Francia e Germania. Il Pmi composito di Parigi è sceso in linea con le stime a 48,7 punti. Ad ottobre era a quota 50,2 punti. In calo oltre le attese da 51,7 a 49,3 il terziario, previsto in ribasso a 49,4 punti. L’indice composito della Germania è salito meno delle stime in novembre a 46,3 punti. Lo scorso mese era a quota 45,1 punti e gli analisti avevano previsto un rialzo fino a 46,4. Giù, da 46,5 a 46,1, anche l’indice del terziario tedesco, in linea con le stime che si attendevano un calo a quota 46,4.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.