Francoforte terrà conto del cambiamento climatico nei suoi acquisti di obbligazioni societarie. Lagarde: “Trasformiamo impegno in azione reale”
Una corsia preferenziale per le aziende più sostenibili. Il clima entra nel portafoglio obbligazionario della Bce, che ha deciso di adottare nuove misure concrete contro il climate change favorendo appunto i titoli delle imprese virtuose. Il Consiglio direttivo dell’istituto ha infatti annunciato ulteriori norme per includere le considerazioni sui cambiamenti climatici nel quadro di politica monetaria e per “adeguare le partecipazioni in obbligazioni societarie nei portafogli di politica monetaria dell’Eurosistema e nel suo quadro di garanzia, di introdurre requisiti di informativa sul clima e di migliorare le sue pratiche di gestione del rischio”.
Christine Lagarde
Partecipazioni obbligazionarie che valgono la bellezza di 344 miliardi di euro. “Con queste decisioni stiamo trasformando il nostro impegno nella lotta al cambiamento climatico in un’azione reale”, ha sottolineato la presidente Christine Lagarde.
Le misure, fanno sapere da Francoforte, saranno adottate da ottobre e sono concepite nel pieno rispetto dell’obiettivo primario dell’Eurosistema di mantenere la stabilità dei prezzi. “Mirano a tenere maggiormente conto del rischio finanziario legato al clima nel bilancio dell’Eurosistema e, con riferimento al nostro obiettivo secondario, a sostenere la transizione verde dell’economia in linea con gli obiettivi di neutralità climatica dell’Ue – si legge -. Inoltre, le nostre misure forniscono incentivi alle aziende e alle istituzioni finanziarie per essere più trasparenti riguardo alle loro emissioni di carbonio e per ridurle”.
Lagarde ha spiegato che la Bce sta “compiendo ulteriori passi concreti per incorporare il cambiamento climatico nelle nostre operazioni di politica monetaria. E, come parte della nostra agenda climatica in evoluzione, ci saranno più passi per allineare le nostre attività con gli obiettivi dell’accordo di Parigi”. Le decisioni hanno riguardato le partecipazioni in obbligazioni societarie, il quadro delle garanzie, i meccanismi informativi delle società e la gestione del rischio.
“I cambiamenti annunciati – commenta Katharine Neiss, chief european economist di Pgim Fixed Income – confermano che la Bce è uno degli istituti centrali leader nell’integrazione delle considerazioni sul clima nelle politiche. Detto questo, la Bce sta giustamente svolgendo un ruolo complementare piuttosto che primario in materia di cambiamento climatico, dato il suo mandato per la stabilità dei prezzi. Allineandosi agli obiettivi dei governi, dando l’esempio e incentivando i piani di investimento delle imprese affinché siano coerenti con gli obiettivi climatici concordati, l’impatto positivo sarà incrementale nel tempo”, conclude l’esperta.
Per questo motivo, secondo la Neiss le misure annunciate sono semplicemente troppo limitate rispetto alla portata della sfida climatica e non dovrebbero essere considerate come un sostituto per la notevole quantità di investimenti pubblici e privati necessari. “La svolta annunciata dalla Bce è stata ben comunicata ai mercati ed effettuata in modo ordinato e prevedibile, in linea con le migliori pratiche. La direzione di marcia delle banche centrali, tra cui la Bce e la Banca d’Inghilterra, verso l’inserimento di considerazioni sul clima all’interno dei programmi sulle partecipazioni in obbligazioni societarie, ha dato un segnale importante: esse si stanno mettendo al passo con le tendenze dei mercati pubblici, che si riflettono già nei prezzi”.
I bond societari
In sostanza, l’Eurosistema mira a decarbonizzare progressivamente le proprie partecipazioni in obbligazioni societarie, in un percorso in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. A tal fine, indirizzerà queste partecipazioni verso emittenti con una migliore performance climatica attraverso il reinvestimento dei cospicui rimborsi previsti nei prossimi anni. Le migliori prestazioni climatiche saranno misurate con riferimento a minori emissioni di gas serra, obiettivi di riduzione del carbonio più ambiziosi e migliori informazioni sul clima. Questo mira anche incentivare la riduzione delle emissioni di carbonio. Le misure si applicheranno a partire da ottobre 2022.
Le garanzie
Di contro, l’Eurotower limiterà la quota di attività emesse da entità con un’elevata impronta di carbonio che possono essere costituite in pegno come garanzia dalle singole controparti quando prendono in prestito dall’Eurosistema. Inizialmente, l’Eurosistema applicherà tali limiti solo agli strumenti di debito negoziabili emessi da società al di fuori del settore finanziario (società non finanziarie). Altre classi di attività possono anche rientrare nel nuovo regime di limiti man mano che la qualità dei dati relativi al clima migliora. La misura dovrebbe applicarsi entro la fine del 2024, a condizione che siano presenti i necessari presupposti tecnici. Per incoraggiare le banche e le altre controparti a prepararsi in anticipo, l’Eurosistema eseguirà prove del regime dei limiti prima della sua effettiva attuazione. Ulteriori dettagli, compresa la tempistica, saranno comunicati a tempo debito.
Obblighi di informativa sul clima
La Bce accetterà solo attività negoziabili e crediti di società e debitori conformi alla direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD) come garanzia nelle operazioni di credito dell’Eurosistema (una volta che la direttiva sarà pienamente attuata). I nuovi criteri si applicheranno a partire dal 2026.
Valutazione e gestione del rischio
Infine, Francoforte migliorerà ulteriormente i propri strumenti e capacità di valutazione del rischio per includere meglio i rischi legati al clima. Ad esempio, l’analisi della Bce ha mostrato che, nonostante i progressi già realizzati dalle agenzie di rating, gli attuali standard di informativa non sono ancora soddisfacenti. Per migliorare la valutazione esterna dei rischi legati al clima, l’Eurosistema esorterà le agenzie di rating a essere più trasparenti su come incorporare i rischi climatici nei loro rating e ad essere più ambiziosi nei loro obblighi di informativa sui rischi climatici. Sono poi stati concordati una serie di standard minimi comuni su come i sistemi di valutazione interna del credito delle banche centrali nazionali dovrebbero includere i rischi legati al clima nei loro rating. Tali norme entreranno in vigore entro la fine del 2024.
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