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Gli esperti sottolineano che ci troviamo in una fase densa di incognite, in cui occorre diversificare ed essere molto selettivi. Ma i mercati dovrebbero mantenersi resilienti
Navigare a vista nell’era dell’incertezza. Gli esperti sottolineano che la fase attuale è connotata da un’assenza di punti fermi, da continui cambi di direzione e dalla prospettiva di picchi di volatilità. Uno scenario che impone un ripensamento delle strategie di portafoglio che tenga conto delle incognite all’orizzonte e dalla previsione di rendimenti che continueranno a mantenersi abbastanza bassi a lungo. Ma senza grandi patemi: la convinzione degli addetti ai lavori è che anche in questo clima di incertezza i mercati si manterranno resilienti.
“In questo contesto dall’esito incerto, lasciamoci alle spalle tutti i discorsi su value, growth e momentum e diamo il benvenuto a uno stile di investimento nuovo di zecca: lo stile flipper”, osserva Fabiana Fedeli, Global Head of Fundamental Equities di Robeco. Per esempio, argomenta l’esperta, basta qualche tweet che fa pensare che l’accordo commerciale tra Usa e Cina si faccia e i mercati azionari guadagnano e i titoli più rischiosi sovraperformano, mentre con indizi di senso contrario i mercati azionari perdono e si diventa più difensivi. Da settembre in poi, sottolinea Fedeli, la ripresa dei negoziati ha determinato una sovraperformance degli investimenti value.
Secondo il Vanguard Economic and Market Outlook Summary 2020, lo stallo nella guerra commerciale e la perdurante incertezza politica zavorreranno la crescita globale, che continuerà a rallentare nel 2020, perché un contesto incerto frena gli investimenti e la diffusione di tecnologie per migliorare la produttività “I modesti rendimenti attuali sono destinati a mantenersi nel prossimo decennio”, commenta Peter Westaway, Chief Economist e Head of Investment Strategy di Vanguard in Europa. “Le nostre prospettive a breve termine per i mercati azionari globali rimangono prudenti e la possibilità di una flessione delle azioni e di altre attività a più alto rischio rimane elevata e significativamente superiore a quella di un contesto di mercato normale”, aggiunge.
Per Vanguard nell’Eurozona la crescita dovrebbe rimanere debole intorno all’1% nel 2020, a causa del contesto commerciale e della Brexit. La crescita degli Stati Uniti dovrebbe rallentare a circa l’1% il prossimo anno, evitando una recessione tecnica, ma al di sotto della normale crescita tendenziale del 2%. Anche la Cina dovrebbe rallentare e attestarsi a un ritmo inferiore al trend pari al 5,8% nel 2020, al di sotto del proprio obiettivo del 6%. “Le prospettive dovrebbero migliorare in misura limitata nei prossimi anni, quando le banche centrali riprenderanno la normalizzazione”, afferma Westaway.
Ma per ora occorre fare i conti con il contesto attuale. “In questa nuova fase di incertezza è essenziale che gli investitori si concentrino su ciò che possono controllare”, prosegue l’esperto di Vanguard, aggiungendo che in un’epoca di ritorni contenuti, è anche importante per gli investitori mantenere bassi i costi degli investimenti. E dovrebbero assolutamente “resistere alla tentazione di inseguire i ritorni puntando su azioni o obbligazioni di bassa qualità, soprattutto in un periodo di rischi più elevati”.
Tony Docal, Peter Moeschter e Heather Waddell di Templeton Global Equity Group sottolineano in una nota che le incertezze geopolitiche e macroeconomiche hanno fatto sì che nel terzo trimestre i due settori migliori sono stati dei comparti tipicamente difensivi, come i beni di prima necessità e le utility, mentre a soffrire sono stati soprattutto i settori ciclici, energia e materiali. “In un contesto di rallentamento della crescita economica e aumento dei rischi, gli investitori sono stati disposti a pagare un premio per crescita e sicurezza. Il premio di sicurezza è evidente nella sovraperformance di bond proxy quali i beni di prima necessità e le utility”.
Tuttavia gli esperti di Franklin Templeton ravvisano opportunità nei vari settori, ma molto selettive. “Secondo noi, l’affollamento estremo e il posizionamento in settori bond proxy (come già detto) rafforzano la probabilità di una rotazione drastica e repentina dai settori difensivi a quelli ciclici”. Per questo motivo, “abbiamo adottato nel nostro portafoglio un certo posizionamento di tipo barbell. Su un lato del barbell, abbiamo investito prevalentemente in società che riteniamo di qualità superiore, generatrici di liquidità, leader nell’industria che (per qualsiasi motivo) sono ancora negoziate con valutazioni modeste. Sull’altro lato del barbell, vi sono situazioni speciali selettive di titoli ciclici, dove le valutazioni sono semplicemente diventate troppo basse per poterle ignorare”, aggiungono.
Docal, Waddell e Moeschter ritengono che le azioni europee sovraperformeranno quelle statunitensi, che oggi scontano scenari particolarmente ottimisti, grazie anche al fatto che in Europa “secondo noi le misure di austerità continueranno presumibilmente ad attenuarsi e un maggiore stimolo fiscale potrebbe complementare il quantitative easing aperto”. Sul Regno Unito, la Brexit all’orizzonte impone prudenza ma al moment si trova valore soprattutto nelle multinazionali. Mentre sugli Usa, “i prezzi delle azioni sono quasi perfetti mentre i fondamentali appaiono vulnerabili, e ciò predispone per possibili delusioni nel caso di un peggioramento delle condizioni economiche”. Si trova sicuramente valore negli Stati Uniti, ma occorre essere fortemente selettivi.