Presentato al Salone del Risparmio il 2° Rapporto Censis-Assogestioni “Gli italiani e la finanza sostenibile, per andare oltre la pandemia”. Le famiglie conoscono e apprezzano i prodotti Esg, ma temono il green washing: per l’84% servono regole condivise a livello europeo per identificare i prodotti finanziari green autentici
Giorgio De Rita, segretario generale Censis
Durante la pandemia gli italiani hanno quasi raddoppiato la propensione al risparmio, passata dall’8,1% del 2019 al 15,8%. Una tendenza che ha fatto lievitare la ricchezza finanziaria delle famiglie: nel primo trimestre del 2021 il portafoglio delle attività finanziarie è arrivato a quasi 4.900 miliardi di euro, con un aumento del 10,9% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2020. Nello stesso periodo la liquidità delle famiglie è aumentata di 85,5 miliardi di euro (+5,7%), toccando la cifra record di 1.600 miliardi.
Se molte famiglie sono ancora stordite dalla tormenta di notizie ed eventi negativi che ha caratterizzato il 2020 e parte del 2021, è vero anche che è in crescita il numero di italiani disposti a tornare a investire.
“E vogliono farlo con maggior consapevolezza, indirizzando le risorse verso quegli investimenti che fanno bene all’ambiente”, commenta Giorgio De Rita, segretario generale Censis.
È quanto emerge dal 2° Rapporto Censis-Assogestioni “Gli italiani e la finanza sostenibile, per andare oltre la pandemia”. Secondo lo studio il 63,4% degli italiani (il 68,4% tra i giovani, il 71,9% tra i laureati) conosce gli strumenti finanziari Esg (Environmental, Social, Governance) basati su criteri di investimento responsabile.
L’ora del green: italiani pronti a metterci il risparmio
Il rapporto rileva che il 52,5% sarebbe interessato ad investire in prodotti verdi (il 72,1% tra i giovani, il 67,2% tra le persone benestanti, il 66,6% tra i laureati). Nelle scelte di investimento l’opzione green piace: per il 63,9% degli italiani gli investimenti Esg rappresentano una opportunità per investire bene e dare prova dei valori nei quali si crede.
Gli italiani temono però il green washing. Per l’84,6% servono regole condivise a livello europeo e strumenti come l’adozione di marchi ‒ ad esempio un bollino ‒ con cui gli investitori possano identificare i prodotti finanziari green. L’80,8% (l’84,7% tra i benestanti, l’82,7% tra i laureati) introdurrebbe penalizzazioni per le aziende o i fondi di investimento che non rispettano le finalità ambientali e sociali indicate, dando anche la possibilità agli investitori di recedere subito dall’investimento.
Sostenibilità non è solo ambiente: la sfida da vincere. Oggi per la maggioranza degli italiani investire in modo responsabile significa soprattutto tutelare l’ambiente: per il 52,1% (il 62,9% tra i più ricchi) il criterio Esg si conferma come il più importante, mentre solo il 26,2% indica il sociale e il 21,7% la governance.
Lo sguardo dei consulenti
Anche per i consulenti finanziari gli investimenti responsabili attirano più di prima. Secondo l’82,4% la clientela è molto o abbastanza interessata ai prodotti Esg, il 76,9% nota una maggiore attenzione rispetto al periodo pre-Covid e il 68,3% li propone con più frequenza.
Ma per i cf occorre uno scatto in avanti in termini di autenticità e verificabilità. Creando a livello europeo un sistema di regole chiare con cui identificare i prodotti Esg (49,6%), attivando parametri (indici, dati, ecc.) con cui misurare il rispetto delle finalità ambientali, sociali e di governance da parte dei destinatari dei fondi (42,9%), aumentando la trasparenza nelle informazioni e nei regolamenti (26,9%).
Riguardo alla rilevanza degli altri due spetti dell’acronimo Esg rispetto alla sola variabile ambientale, la prospettiva dei cf è ancora più netta: per il 90,7% l’ambito Esg più attrattivo per la clientela è quello ambientale (fermo al 6,3% l’ambito sociale e al 3% la governance). Avvicinare gli investitori a una idea di sostenibilità che integri ambiente, sociale e governance è la sfida che la finanza deve vincere per contribuire all’evoluzione sostenibile della società italiana.
Prodotti Esg: buone idee per conoscerli e apprezzarli di più
Come ampliare la diffusione dei prodotti Esg tra gli investitori? L’81,2% degli italiani (l’85,1% tra i benestanti, l’85,3% tra i laureati) è favorevole all’introduzione di agevolazioni e incentivi. Per il 72,5% è strategico il ruolo della consulenza finanziaria nel promuovere gli investimenti Esg (il dato sale all’84,8% tra i benestanti e al 76,9% tra i laureati). Per il 75,7% dei consulenti finanziari serve una formazione ad hoc sugli investimenti Esg per presentarli al meglio alla clientela.
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