Il presidente dell’Associazione: “Puntare sul capitale umano significa lavorare per costruire performance future solide e resilienti”. Colao: “La sfida è promuovere un’innovazione buona”. Botsman: “La fiducia è la moneta più preziosa che abbiamo”
Carlo Trabattoni, presidente di Assogestioni
“Come Assogestioni e come industria siamo pronti a ricoprire un ruolo centrale e strategico nei prossimi anni, a supporto dei nostri clienti e dei loro obiettivi”. Con queste parole Carlo Trabattoni, presidente di Assogestioni, ha aperto la dodicesima edizione del Salone del Risparmio. Un’appuntamento quest’anno tutto dedicato al capitale umano, fulcro e punto di partenza di qualsiasi tipo di ripresa e sviluppo.
L’evento clou dell’industria del risparmio gestito, fino al 12 maggio in presenza al MiCo di Milano e online su FR|Vision, si è dunque aperto con la conferenza plenaria “Umano, responsabile, digitale” (disponibile on demand su FR|Vision), cui hanno preso parte anche il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, la trust fellow della Oxford University, Rachel Botsman, e i tre vicepresidenti di Assogestioni, Cinzia Tagliabue (Amundi Sgr), Saverio Perissinotto (Eurizon Capital) e Giovanni Sandri (BlackRock).
Obiettivo: inaugurare e indirizzare allo stesso tempo un’edizione che si preannuncia da record, con oltre 14.500 iscritti. Perché, ha chiarito appunto Trabattoni, il capitale umano è “fondamentale per affrontare le sfide che abbiamo di fronte a noi, non solo nell’industria del risparmio gestito, alle prese con i crescenti bisogni di protezione, innovazione e diversificazione”.
D’altra parte lo scenario globale è quanto mai complicato. Il presidente di Assogestioni ha sottolineato le sfide dell’attuale contesto, reso ancora più complesso dalla guerra in Ucraina, dal significativo balzo dell’inflazione e dalla pandemia che ancora impatta sulle catene di approvvigionamento e in molte aree globali. “La reazione sui mercati non si è fatta attendere – ha osservato – e abbiamo nuovamente dovuto gestire picchi di incertezza, con la volatilità su livelli decisamente superiori alla media storica degli ultimi anni. È uno scenario che, come investitori, dobbiamo affrontare con un approccio cauto, ma non timoroso, con disciplina e determinazione”.
E l’industria ha tutti i numeri per farcela, come ricordato da Trabattoni. Il mercato italiano del risparmio gestito “non è mai stato così forte con oltre 2500 miliardi di masse alla fine del 2021 e una spinta nella raccolta di 93 miliardi lo scorso anno: un risultato straordinario – ha evidenziato -. Cinque anni prima il livello delle masse era a meno di 2 mila miliardi. Si tratta di una crescita importante e non isolata poiché l’intero mercato europeo negli ultimi 10 anni ha registrato un significativo sviluppo, pari a oltre 5.000 miliardi dal 2011, grazie soprattutto alla consapevolezza del segmento retail. Gli investitori europei che hanno aumentato la quota dei propri portafogli in fondi comuni sono passati infatti dal 7,3% del 2011 al 10% del 2019”.
Bisogni del cliente, innovazione e private markets rappresentano i driver principali del percorso che secondo Trabattoni caratterizzerà l’industria del risparmio gestito. “Il mercato italiano del risparmio gestito è tra i più evoluti in Europa, in grado di combinare una ampia varietà di prodotti con l’eccellente qualità della consulenza finanziaria. Tuttavia, non possiamo ignorare le statistiche di organismi internazionali che ancora certificano la limitata preparazione degli italiani su temi finanziari. Per questo sono orgoglioso di proseguire nel percorso tracciato negli ultimi anni dall’associazione per riaffermare ancor più l’impegno per l’educazione finanziaria, mettendo in campo rinnovati sforzi per promuoverne la diffusione”, ha concluso il presidente Assogestioni.
Colao: “Promuovere l’innovazione ‘buona’”
Anche il ministro Colao si è soffermato sui cambiamenti in atto. “Il settore bancario-finanziario sta attraversando una fase di trasformazione importante sia dal lato della domanda che dell’offerta – ha puntualizzato nel suo videomessaggio -. È cambiato il modo di comunicare e distribuire i servizi offerti al risparmiatore e durante la pandemia è aumentata la propensione al risparmio. Abbiamo assistito allo sviluppo di applicazioni mobili per la gestione della spesa e del risparmio, che permettono ai cittadini di programmare le proprie capacità di risparmio e di spesa, nuovi prodotti di investimento, sempre più sofisticati, rispondono oggi alle specifiche esigenze dei risparmiatori, le piattaforme di trading online rendono possibile operare a costo minore e il mondo delle criptovalute ha conosciuto un vero e proprio boom durante la pandemia”.
Per Colao si tratta di tecnologie e innovazioni che avanzano rapidamente e incidono sulla gestione e sulla propensione del risparmio individuale. “Ciò significa che tra 15 anni avremo una nuova generazione di risparmiatori sempre più esperti che rappresentano un’opportunità per l’industria del risparmio gestito – ha scandito -. La sfida per il futuro sarà sostenere e promuovere lo sviluppo tecnologico e bilanciare le esigenze dei risparmiatori, che vanno tutelati, e degli operatori che operano nella finanza affinché possano sviluppare nuove idee e rendere il mercato sempre più efficiente”.
Botsman: “Tutta questione di fiducia”
Rachel Botsman
Per Rachel Botsman la sfida per il risparmio gestito ruota intorno al mantenimento di una posizione di interlocutore in grado di meritare la piena fiducia degli attori della catena del valore. “Ciò che è più rilevante è il passaggio da un modello top-down centralizzato in culla fiducia è racchiusa in una istituzione che sovrasta i singoli, ad un modello di fiducia distribuita: un ricollocamento della fiducia a cui corrisponde un radicale ripensamento del modo in cui sono concepiti i rapporti che riguardano il denaro, esso stesso in evoluzione come concetto a partire anche da una dematerializzazione ormai pressoché totale”.
“Una reazione sbagliata – ha avvertito la Botsman – è quella di focalizzarsi sulle nuove tecnologie senza tenere conto che il vero cambiamento sta nella centralità che ognuno pretende sia riconosciuta ai propri specifici obiettivi di vita. Questo è il vero nodo intorno a cui lavorare per chi si occupa di sviluppare modelli di business in tutti i settori, compreso quello finanziario”.
Per questo, la prima domanda per iniziare a ragionare sul tema è, secondo la Botsman, “In quale modo io, professionista del mondo della gestione o della consulenza, mi guadagno la fiducia del mio interlocutore?”.
I tre pilastri dello sviluppo nella tavola rotonda istituzionale
A margine degli speech di apertura si è tenuta la tavola rotonda istituzionale con il presidente Trabattoni e i tre vicepresidenti dell’Associazione: Cinzia Tagliabue, Ceo di Amundi Sgr, Giovanni Sandri, country head BlackRock Italia e Saverio Perissinotto, amministratore delegato e direttore generale di Eurizon Capital Sgr.
I protagonisti dell’industria si sono concentrati sui temi portanti inclusi nel titolo della dodicesima edizione di questa manifestazione, individuando le sfide e le opportunità che gli operatori stanno e dovranno affrontare nei prossimi anni.
“Formazione e cultura finanziaria devono essere al centro della nostra industria”, ha esordito Perissinotto, aggiungendo che “il capitale umano rimane un fattore abilitante e fondamentale per tutto il settore del risparmio”.
Una visione sposata dal presidente Trabattoni che ha aggiunto: “Il primo sforzo dell’industria è la semplificazione dei linguaggi, dobbiamo far capire a cosa serve investire: è un dovere sociale e morale. La famiglia e in primis la scuola hanno un ruolo fondamentale in questo processo”.
E sull’innovazione è intervenuto Sandri portando sul palco l’esperienza internazionale di BlackRock: “La tecnologia è diventata catalizzatore dell’evoluzione di modelli di business per l’industria del gestito”. L’esperto ha anche richiamato all’attenzione le nuove modalità di fruizione dei servii digitali per le fasce più giovani che rappresenteranno gli investitori di domani: “non possiamo ignorare il rischio rappresentato dall’esplosione dei servizi digitali on line, soprattutto per i giovanissimi”.
Infine, Tagliabue ha messo l’accento sulla responsabilità dell’industria, sia verso le persone che nei confronti dell’ambiente: “La sostenibilità è al centro dell’agenda del governo e del risparmio gestito: come industria dobbiamo favorire questa transizione”. E ha chiosato con un richiamo ad “una corretta tassonomia Esg” per avere “un’interlocuzione più efficiente con l’investitore finale”.
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