Lo dimostra la ricerca Most Valuable Italian Brands del 2022 di Kantar Brandz che valuta il marchio 932 milioni di dollari ponendolo al 37° posto nella classifica generale dei brand italiani e al terzo posto tra le banche. Intervista a Gianni Rovelli, direttore comunicazione, marketing e canali digitali del gruppo, che spiega a FocusRisparmio perché Banca Mediolanum si è trasformata, nel tempo, anche in un editore a tutto tondo che investe 14 milioni circa all’anno nella creazione di contenuti e di eventi
Gianni Rovelli, direttore comunicazione, marketing e canali digitali di Banca Mediolanum
Riconoscibilità del brand, coinvolgimento di family banker e creazione di un legame di fiducia con il cliente. Su questi tre cardini si muove la comunicazione di Banca Mediolanum fin dalle origini, quarant’anni fa, ritenuta un asse portante nella strategia di sviluppo del gruppo e a cui tutt’oggi la società destina investimenti per circa 14 milioni di euro l’anno. Non è un caso quindi che emerga tra i brand più riconosciuti secondo la ricerca Most Valuable Italian Brands del 2022 di Kantar Brandz, che valuta il marchio 932 milioni di dollari ponendolo al 37° posto nella classifica generale dei brand italiani, la terza banca dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit. Focus Risparmio ha deciso di approfondire il tema con Gianni Rovelli, direttore comunicazione, marketing e canali digitali del gruppo, una divisione in cui lavorano duecento persone circa.
La comunicazione di Banca Mediolanum si è contraddistinta per aver scelto di “metterci la faccia” con un forte orientamento sul cliente finale, famiglie e privati, trasmettendo così fin dalla messa in onda del primo spot i valori della responsabilità, della fiducia e della solidità. Da cosa è nata questa strategia di comunicazione come si è evoluta nel corso del tempo?
Il volerci mettere la faccia rappresenta una sorta di marchio di fabbrica. In origine, nel 2000, si vedeva il fondatore della banca Ennio Doris disegnare sulla sabbia del lago salato in Sud Africa un cerchio a simboleggiare la “banca costruita intorno te”. L’esigenza era creare un legame di fiducia con il cliente che affidava i propri risparmi a un istituto di credito senza sportelli, in un’era in cui ci si imbatteva in sportelli ad ogni angolo di strada, anche nei borghi più remoti. Banca Mediolanum invece è nata con un’idea diversa capovolgendo completamente il paradigma: porre il cliente al centro, utilizzare le leve tecnologiche, a iniziare da telefono, fax e telex per passare poi al web e alle app quali abilitatori della relazione con i family banker. Per sopperire alla mancanza di “fisicità” è sceso in campo lo stesso Doris che, con l’iconico spot, ha rotto gli schemi tradizionali dell’epoca e divenendo testimonial in prima persona. Nel corso degli anni abbiamo reso protagonisti anche i nostri clienti i quali, seduti sulla celebe poltrona rossa, hanno portato la propria testimonianza delle esperienze di relazione con la banca. Nel 2014 è stato sancito, anche la comunicazione, il passaggio generazionale e di testimone da Ennio a Massimo Doris che, da quel momento, è il protagonista. Successivamente, per trasferire al pubblico italiano l’importanza dei Pir quale leva per l’economia reale, abbiamo scelto come testimonial alcuni nostri clienti, titolari di piccole e medie imprese. È stata poi la vostra dei nostri family banker insieme ai nostri dipendenti, con la volontà di suggellare la forza del lavoro di squadra: “dietro ad ogni family banker c’è tutta Banca Mediolanum”. Per giungere infine alla comunicazione Selfy che rappresenta l’evoluzione del nostro modello multicanale All’interno di questi spot rimangono riconoscibili tutti gli elementi dell’iconografia di Banca Mediolanum, presentando però alcuni tratti di discontinuità, per rivolgersi a potenziali clienti con un’attitudine di utilizzo semplice e smart soprattutto per servizi bancati meno complessi.
Quali sono le tappe di questa evoluzione del gruppo che spiegherete nel prossimo futuro?
Oggi Banca Mediolanum si rivolge a una clientela multi target con una proposta di servizi completa in grado di rispondere, con modalità di utilizzo e offerte di investimento e consulenza, ai bisogni finanziari di tutte le tipologie di clienti dai ragazzi che si affacciano per a prima volta al modo del risparmio, alle esigenze più complesse degli imprenditori che vogliamo soddisfare grazie a strutture come la direzione di wealth management e l’investment banking che offrono servizi di consulenza patrimoniale.
Negli ultimi anni, anche a causa delle crisi che si sono succedute nel tempo, la comunicazione ha preso una strada sociale. Proseguirete su questo percorso?
Abbiamo mostrato la volontà di essere vicino alla comunità di tutti i risparmiatori, attraverso la creazione di appuntamenti utili per spiegare ai clienti come gestire al meglio i propri risparmi anche nei momenti di difficoltà, nella gestione degli investimenti e nella relazione con la propria banca.
Cosa vi ha spinti ad operare determinate scelte di sponsorizzazione? In cosa vi distinguete?
Siamo sponsor del Giro d’Italia da venti anni. Quando ci è stata proposta la sponsorizzazione del Giro d’Italia, nel 2003, abbiamo subito colto le potenzialità di una forte visibilità sull’intero territorio, in grado di creare occasioni di coinvolgimento, attraverso esperienze esclusive, con i nostri clienti. Più in generale ci muoviamo su un doppio binario. Da un lat0 “l’advertising classico”, con campagne di comunicazione pianificate su tutti i mezzi a livello nazionale che rafforzano l’identità del brand oggi primo per ricordo spontaneo in Italia. A questa attività si affiancano le sponsorizzazioni di eventi e manifestazioni culturali, sportive e artistiche locali, in cui supportiamo i family banker nell’engagement con i clienti e con la nostra rete.
In ultimo, tra piattaforme web, la testata World e la prima televisione aziendale nata nel 1989, Banca Mediolanum è diventata un editore a tutto tondo nella produzione di contenuti e nella creazione di eventi. Quanto è cruciale la comunicazione interna nel vostro modello di business?
Su ispirazione di Ennio Doris, abbiamo da sempre investito fortemente nella comunicazione interna. La nostra tv, aziendale è nata, prima in Europa, per creare un canale di dialogo con i family banker, accorciando le distanze e dando un’impronta di comunicazione univo alla nostra rete che è composta di fatto da piccoli imprenditori del territorio. Oggi fornisce un palinsesto d sempre più diversificato, con programmi di approfondimento su prodotti e servizi e trasmissioni formative. Un momento sempre molto atteso è poi la nostra convention nazionale in grado di richiamare, formare e intrattener oltre 5mil persone tra family banker e collaboratori. Non solo. Anche in tempi di recessione abbiamo mantenuto costanti gli investimenti nella comunicazione esterna più tradizionale con i flight di comunicazione televisivi e radiofonici e con tutte le attuali declinazioni digital, ma anche organizzando eventi secondo la formula ibrida perché riteniamo fondamentale guidare verso corrette scelte finanziarie i nostri clienti soprattutto in momenti complessi come quelli che stiamo vivendo.
Assoreti calcola flussi in aumento del 28% rispetto a giugno e del 6,4% sul 2025. Da inizio anno la raccolta sale a 41 miliardi, con oltre metà delle risorse indirizzata al risparmio gestito. Tofanelli: “Industria sempre più centrale nel passaggio dalla liquidità agli investimenti”
L’incremento rispetto al 2025 è del 14,3% grazie a raccolta ed effetto mercato. Vola il risparmio gestito. Nell’amministrato titoli di Stato sempre in testa, exploit degli Etp
I dati Assoreti confermano il ruolo della consulenza nell’orientare il risparmio verso i mercati: nove euro su dieci investiti. Crescono anche i clienti e gli afflussi nel segmento parcella. Nel gestito restano favoriti gli strumenti obbligazionari, ETP e BTP leader dell’amministrato
Secondo uno studio di Excellence Consulting, gli istituti stanno riscoprendo il valore del modello della consulenza fuori sede. Già 15mila gli intermediari che operano al di fuori di Assoreti
Assoreti: flussi per 7 miliardi, in aumento dell'8,4% rispetto ad aprile e del 61,8% sul 2025. A far da traino sia il gestito, con i fondi obbligazionari in testa, sia l’amministrato, dove guidano Etp e Btp
Le associate Assoreti archiviano il mese con una crescita tendenziale dell’11,8%. Da inizio anno incassati 23,5 miliardi di euro (+13,7%), mentre la base clienti supera quota 5,5 milioni. Torna l’interesse per i fondi azionari
L’ad di Banca Generali scelto per guidare l’associazione delle reti nel triennio. Per il ceo di Banca Mediolanum, un posto al suo fianco insieme a Fabio Cubelli (Fideuram ISPB). Innovazione, clienti e passaggio generazionale le priorità
Le consistenze patrimoniali di marzo diffuse da Assoreti mostrano masse in crescita del 9,4% annuo, sostenute dalla crescita dai fondi e dei prodotti assicurativo-previdenziali. Obbligazionari, gestioni flessibili ed ETP guidano i flussi, mentre resta elevata la liquidità detenuta sui conti
Il mese registra 6,6 miliardi, tra l’effetto del Btp Valore e l’accelerazione delle gestioni. Da inizio anno, flussi equilibrati tra gestito e amministrato
Balzo nei flussi per le reti di consulenza, con una crescita a doppia cifra su base mensile e annua. Il gestito si conferma driver principale, sostenuto da fondi e polizze, mentre nell’amministrato restano centrali gli exchange traded product
Tra riforme fiscali frenate dalle coperture e bisogno di mobilitare risparmio privato, la kermesse organizzata da Anasf rilancia il ruolo del settore come leva strategica per sostenere crescita ed educazione. Non senza un impatto sui mercati dei capitali
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio