L’incremento rispetto al 2025 è del 14,3% grazie a raccolta ed effetto mercato. Vola il risparmio gestito. Nell’amministrato titoli di Stato sempre in testa, exploit degli Etp
Per le reti di consulenza il primo semestre del 2026 chiude in bellezza. Il patrimonio è infatti cresciuto ancora e ha toccato quota 1.078 miliardi di euro, mettendo a segno un allungo del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dalla consueta rilevazione di Assoreti,secondo cui dietro all’aumento delle masse, salite del 7,4% rispetto a fine marzo e del 7% nei sei mesi, ci sono in egual misura l’attività di raccolta e il cosiddetto effetto mercato.
Tutte le componenti del portafoglio vantano il segno più. Quella finanziaria, assicurativa e previdenziale ha raggiunto i 939 miliardi, pari all’87,1% del totale, con una crescita del 15,8% sull’anno tra raccolta netta (7,4%) e performance dei mercati (8,3%). In particolare, il risparmio gestito è salito a 668 miliardi (+14,8%), mentre gli strumenti finanziari amministrati, pari a 271 miliardi, hanno fatto ancora meglio: +18,3%. Aumento più modesto (+5,1%) per i risparmi posizionati su conti correnti e depositi, che sono arrivati a 139 miliardi e valgono il 12,9% del patrimonio complessivo. Corre invece la parte di portafoglio sotto consulenza con fee specifica (fee only/fee on top): 170 miliardi, in crescita del 20,2%, che rappresentano il 15,8% delle masse complessive. Per il presidente dell’associazione, Gian Maria Mossa, questi risultati sono il segno della capacità dei professionisti “di costruire relazioni di fiducia durature, che tengono e aiutano in specie nelle fasi di incertezza”. In un contesto in cui “l’emotività può spingere i risparmiatori a decisioni controproducenti”, secondo Mossa “il valore della consulenza sta nel riconoscere e gestire questi bias, trasformandoli in scelte coerenti con i propri bisogni, traducendoli consapevolmente in obiettivi”.
Fondi in testa
Nel dettaglio del gestito, il valore degli OICR sottoscritti direttamente si è attestato a 302 miliardi, con un incremento del 16,8% e una quota complessiva pari al 28,1%. Alla crescita hanno contribuito sia i fondi aperti esteri (265 miliardi, +16,7%) sia quelli italiani (34 miliardi, +19,0%). Allungo da incorniciare per le gestioni collettive azionarie e flessibili, salite rispettivamente del 19,1% e del 22,5%, ma anche i fondi obbligazionari hanno archiviato il semestre con un invidiabile +15,3%. Le gestioni patrimoniali individuali hanno invece toccato quota 110 miliardi (+15%), con un’equa ripartizione tra GPF e GPM, confermando la propria incidenza sulle masse totali del 10,2%. Bene anche il comparto assicurativo e previdenziale che, con 256 miliardi e una crescita del 12,4%, è arrivato a valere il 23,7% del patrimonio. In testa si confermano le polizze unit linked (+16,5%), che hanno raggiunto i 130 miliardi, mentre i prodotti multiramo (+6,2%) e le Vita tradizionali (+5,7%) hanno registrato numeri positivi ma più contenuti. Il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in OICR aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, a fine giugno ha quindi raggiunto i 554 miliardi, con un’incidenza sul patrimonio di sistema salita al 39,9%, dal 37,2% di dodici mesi prima.
Infine, nell’ambito degli strumenti finanziari amministrati, con 96 miliardi (+15,5%), i titoli di Stato restano la componente più consistente con un’incidenza dell’8,9% sul patrimonio. Seguono i titoli azionari, con una valorizzazione cresciuta a 82 miliardi (+22,4%) e un’incidenza del 7,6%. Da segnalare l’exploit degli exchange traded product, che hanno messo a segno una crescita tendenziale del 51,4% e una valorizzazione di 30 miliardi, arrivando al 2,8% delle masse totali.
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