Per l’asset manager i potenziali esiti del 2020 sono soltanto due, senza soluzioni intermedie: “O assisteremo a una ripresa economica generale o i mercati scenderanno del 20%”
Nell’outlook 2020 Robeco prevede che l’espansione economica si protrarrà ancora a lungo e che il mercato azionario entrerà nella fase conclusiva di un rialzo durato quasi un decennio.
E se queste previsioni si rivelassero errate? Secondo l’asset manager di matrice olandese i potenziali esiti sono soltanto due, senza soluzioni intermedie. Un primo scenario in cui gli eventi critici per i mercati si faranno sempre più da parte, lasciando il posto a una ritrovata ripresa economica, un secondo dove invece ad avere la meglio potrebbero essere i trend negativi di breve periodo.
Outlook 2020: i due scenari di Robeco
Peter Van der Welle, Strategist di Robeco
Peter Van der Welle, Strategist di Robeco, lo ha spiegato oggi nel corso di una presentazione a Milano: “Gli eventi che hanno fatto notizia nel 2019 – Brexit e guerra commerciale – saranno meno prominenti nel 2020. L’esplosione delle tensioni in Medio Oriente danneggerà la crescita globale solo se i prezzi del petrolio subiranno un grave shock negativo dell’offerta a seguito di una chiusura dello Stretto di Hormutz da parte dell’Iran”.
Nella visione del gestore, dunque, il ciclo economico globale dovrebbe protrarsi leggermente nel corso del prossimo anno. Anche perché, sottolinea Van der Welle, i segnali di una stabilizzazione e di un futuro miglioramento degli indici Pmi manifatturieri sono aumentati; al contempo, “le condizioni finanziarie rimarranno favorevoli, grazie soprattutto alle politiche monetarie persistentemente espansive delle banche centrali di tutto il mondo. Non assisteremo a una hard Brexit e quanto accadrà da qui ad allora dovrebbe essere liquidato come mero rumore di fondo. Non vedremo neppure un accordo commerciale completo, ma qualsiasi versione parziale sarà sufficiente a ridare fiducia alle imprese e a stimolare gli investimenti”.
Passando al setaccio le singole economie, Robeco pensa che l’economia statunitense non dovrebbe scivolare in una recessione poiché l’occupazione, mentre la spesa per i consumi e i servizi continuano a mostrare una buona tenuta. “L’inizio di una fase recessiva è più probabile dopo il 2020 – precisa il gestore – mentre la crescita del Pil cinese è destinata a rallentare ulteriormente a causa di tre fattori: le dinamiche demografiche, gli elevati livelli di debito societario e la transizione da un’economia incentrata sugli investimenti a un modello trainato dai consumi rendono ineludibili tassi di crescita strutturalmente più bassi.
Quanto all’Europa, le prospettive di crescita del Pil si confermano modeste: “Ci aspettiamo una crescita sotto le aspettative ma sopra l’1%. La Germania è alle prese con il cambiamento secolare che sta interessando l’industria automobilistica mondiale e con una minore crescita delle esportazioni, in parte legata alla guerra commerciale USA-Cina. Una parziale ripresa dell’economia tedesca è attesa sulla scia di una modesta crescita del commercio globale. Altre importanti economie dell’eurozona, come Francia e Spagna, evidenzieranno un’espansione più sostenuta, ma comunque inferiore al trend”.
Non esistendo uno scenario intermedio – nella view di Robeco per il 2020 – viene allora da chiedersi come si metterebbero le cose per i mercati nel caso in cui le ipotesi tratteggiate in queste righe non dovessero materializzarsi.
Flessione superiore al 20% nel worst case scenario dei mercati finanziari
“Se le circostanze dovessero volgere al peggio, i mercati azionari potrebbero subire una flessione superiore al 20%”, ammette la casa di gestione. In questo scenario alternativo, il percorso verso una recessione negli Stati Uniti sarebbe irreversibile, “in quanto le banche centrali sono dietro la curva, mentre lo spazio di politica monetaria convenzionale sarebbe alquanto limitato. Il settore manifatturiero non registrerà una ripresa e contagerà con la sua debolezza altri ambiti. Gli utili societari si indeboliranno ulteriormente, causando insolvenze dapprima tra le aziende di qualità inferiore e quindi tra le altre. La disoccupazione comincerà ad aumentare e la spesa dei consumatori diminuirà, provocando una contrazione del Pil. Le banche centrali dovranno allentare il più possibile la politica monetaria”.
Dove investire nel 2020 secondo Robeco
Per passare dalle parole ai fatti, Van der Welle ha evidenziato le convinzioni d’investimento di Robeco affermando che la società nel 2020 preferirà investire nel comparto ‘global equities’ in quanto “c’è più valore relativo rispetto ad altri settori come l’high yield o il governativo”.
All’interno della macrocategoria azionario, poi, sono state individuate dal gestore due aree di maggior interesse: le value stockse i compari non Usa, poiché nel Paese guidato da Donald Trump “le regole del gioco di stanno facendo meno trasparenti”.
Per Cesarano, global strategist di Intermonte Sim, con l’accordo Usa-Cina “non vengono affrontati i nodi più spinosi della guerra commerciale”. Focus sul Pil 2019 cinese in uscita venerdì
Gli investimenti Esg continuano ad essere una fonte di sovraperformance nel Vecchio Continente, mentre in Nord America i rendimenti sono in calo dal 2018. La ricerca Amundi
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