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In questo incontro con FocusRisparmio Manuela Cedarmas, gestore del fondo Investcorp-Tages Impact Fund, ci racconta come si articola la strategia attraverso un approccio multi-manager che punta a selezionare i migliori gestori europei di private equity che abbiano un impatto positivo in termini ambientali e sociali
Secondo le stime del GIIN – Global Impact Investing Network – nel 2019 in tutto il mondo venivano gestiti circa 715 miliardi di dollari in investimenti a impatto, sia ambientale che sociale. “Una cifra – commenta in un incontro privato con FocusRisparmio Manuela Cedarmas, gestore del fondo Investcorp-Tages Impact Fund – che non mi stupirei di vedere raddoppiata nel 2022”.
In questa intervista l’esperta spiega come il suo fondo, dopo aver concluso il secondo round di raccolta a inizio giugno, abbia ora raggiunto una dotazione di circa 60 milioni di euro da destinare a investimenti a impatto sociale e focus geografico in Europa, con un occhio di riguardo alle opportunità in Italia.
“Ci siamo posti come obiettivi 8 dei 17 SDGs promossi dalle Nazioni Unite”, spiega Cedarmas, “scelti in modo da poter generare un mix di impegno sociale e ambientale poiché li riteniamo due elementi interconnessi fra loro che non possono prescindere l’uno dall’altro”. La fund manager ha identificato quattro aree settoriali di impatto dove il fondo è interessato ad avere un’esposizione: sanità, educazione, economia circolare, creazione di posti di lavoro.
La gestione si articola attraverso un approccio multi-manager che punta a selezionare i migliori gestori di private equity in tutta Europa. Il fondo, che si qualifica come art. 9 ai sensi dell’SFDR, ha già investito in quattro gestori in Francia, Germania, Inghilterra e Penisola Iberica. Nel mirino ora ci sono diverse opportunità, fra cui una già identificata: “si tratta – racconta Cedarmas – del fondo Oltre III di Luciano Balbo, il padre degli investimenti a impatto in Italia”.
Una parte della strategia, circa il 20% come spiega la fund manager, sarà invece impegnato in co-investimenti: “una scelta strategica presa a valle per ottenere una maggior diversificazione del prodotto”, afferma.
Il processo d’investimento e la ricerca di impatto
L’intero processo d’investimento, sintesi di un approccio sia bottom-up che top-down, che poggia sulla convivenza di due chief investment officer: uno in quota a Tages e l’altro per Investcorp. “Rappresentano la sensibilità delle due anime, europea e statunitense, dei team d’investimento. In totale – spiega Cedarmas – i professionisti coinvolti nel processo sono 15, alcuni con funzioni più operative come la verifica del track record dei gestori e la due diligence operativa, altri con funzioni di analisi finanziaria, ESG e d’impatto”.
Su quest’ultimo punto poi entra in gioco la partnership con la Human Foundation Do&Think Tank per l’innovazione sociale e la impact economy presieduta da Giovanna Melandri che ha sviluppato un processo di analisi proprietario che si inserisce nella metodologia dell’Impact Measurement Project di cui si avvale il fondo.
L’universo d’investimento si compone di gestori con una size media di circa 100 milioni e soprattutto – è l’aspetto più peculiare emerso – con un track record sia finanziario sia di generazione di impatto. “Pochi, circa una 30ina, sono i fondi a impatto sociale e ambientale in Europa ad aver lanciato almeno un fondo precedente”, conclude Cedarmas.
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