Btp Italia, tasso minimo dell’1,85%. I gestori: abbastanza generoso
Al via la ventesima emissione del bond indicizzato all’inflazione tricolore. Per Intermonte si tratta di un titolo che "può andare bene in un portafoglio diversificato"
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Sarà che il 17 porta male, ma si chiude con mestizia la diciassettesima emissione del Btp Italia, il titolo indicizzato all’inflazione con scadenza giugno 2030 dedicato ai risparmiatori retail. Il Tesoro porta infatti a casa poco più di 9,4 miliardi, di cui 7,26 miliardi da investitori individuali e 2,18 dagli istituzionali. Il tasso minimo garantito è stato confermato all’1,6%.
Un risultato sotto le attese e decisamente magro se si considera che nel maggio del 2020, in piena emergenza Covid, il Tesoro incassò 22,29 miliardi di euro. La sedicesima emissione aveva visto una partecipazione degli investitori istituzionali pari a 8,3 miliardi a fronte di una domanda complessiva di 19,5 miliardi di euro.
Più nel dettaglio, una nota del Mef spiega che nel corso della prima fase del collocamento, dedicata appunto a investitori individuali e affini, dal 20 al 22 giugno 2022, sono stati conclusi 211.432 contratti per un controvalore pari a 7,26 miliardi. Nella seconda fase del collocamento, quella per gli istituzionali che si è aperta e conclusa nella mattinata del 23, il numero delle proposte di adesione pervenute ed eseguite è stato pari a 238, per un controvalore emesso di 2,179 miliardi. L’esatto ammontare del collocamento è di quindi 9.440,001 milioni.
Il nuovo titolo, con scadenza a 8 anni, data di godimento 28 giugno 2022 e data di scadenza 28 giugno 2030, ha quindi un tasso cedolare reale annuo definitivo pari all’1,60%, pagato in due cedole semestrali insieme alla rivalutazione del capitale legata all’inflazione dello stesso semestre. Il regolamento dell’operazione si terrà lo stesso giorno del godimento del titolo.
Il Btp Italia prevede un meccanismo con un doppio “premio fedeltà” per coloro che lo hanno sottoscritto in questa fase di collocamento e lo deterranno fino a scadenza. Chi lo terrà in portafoglio fino al 28 giugno 2030 si vedrà infatti riconoscere un valore dell’1% del capitale investito. In particolare, agli investitori retail che acquistano il titolo durante la prima fase del periodo di collocamento e lo detengono fino al termine dei primi quattro anni (28 giugno 2026), il Mef corrisponderà un premio fedeltà intermedio pari allo 0,4% del capitale nominale acquistato non rivalutato. Dopo i successivi quattro anni, alla scadenza definitiva del titolo, agli investitori retail che hanno continuato a detenere il titolo dall’emissione sarà corrisposto un premio finale pari allo 0,6% del capitale nominale sottoscritto non rivalutato.
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