Scolari (Ascosim): “Consulenti, un ruolo all’altezza delle aspettative”
15 maggio 2018
di EUGENIO MONTESANO
4 min
Tutto pronto per l’ottavo Forum nazionale sulla consulenza finanziaria di Ascosim, il primo dell’era MiFID 2. Al centro il confronto tra protagonisti della consulenza tradizionale e indipendente che, secondo il presidente Scolari, hanno le carte in regola per (con)vivere e prosperare.
Maggiore trasparenza, qualità del servizio e concorrenza. Il definitivo approdo nell’ordinamento nazionale della direttiva europea MiFID 2 ha rafforzato i presidi di tutela del risparmio ed è stato l’evento che più degli altri ha impresso una svolta al settore, esaltando e rafforzando il ruolo di chi esercita la consulenza finanziaria.
Un cambiamento al quale il sistema italiano si sta progressivamente adeguando anche a livello istituzionale, come dimostra l’evoluzione dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari (Ocf) di cui si sta perfezionando sia la nascita delle due sezioni dell’Albo che andranno a ricomprendere gli autonomi e le società di consulenza (Scf) sia il rafforzamento e l’ampliamento dell’operatività, attraverso l’assegnazione dell’attività di vigilanza dei consulenti.
Tematiche di grandie attualità e rilevanza, che saranno ampiamente esaminate e dibattute domani, in occasione del Forum Nazionale sulla consulenza finanziaria promosso da Ascosim, giunto all’ottava edizione. FocusRisparmio fa il punto nave dell’industria del risparmio con Massimo Scolari, presidente dell’associazione delle società di consulenza finanziaria e organizzatore dell’evento.
Quali saranno i temi discussi nel summit di domani?
Massimo Scolari, presidente dell’associazione delle società di consulenza finanziaria e organizzatore dell’evento
Questa edizione assume un’importanza particolare dal momento che è il primo forum dopo l’entrata in vigore di MiFID 2, che ha introdotto nel contesto regolamentare l’attività di consulenza su base indipendente – la forma tecnica di consulenza finanziaria a cui ci ispiriamo. Ospitiamo voci molto diverse, parliamo di tematiche che riguardano il contesto generale, i mercati, la situazione politica con la presentazione del libro di Paolo Mieli. Parleremo delle tematiche di innovazione dei prodotti, della ricerca in materia di investimenti finalizzata alla conformità con le disposizioni di MiFID 2, del tema dell’intelligenza artificiale, elemento importante per collegare la situazione del mercato alla nuova regolamentazione e per fare in modo che la consulenza su base indipendente possa arrivare a un numero molto vasto di consumatori.
Può darci un’anticipazione?
Una cosa particolare che abbiamo pensato per aprire questa edizione è una sorta di “sketch” preparato da Roberta Rossi, consulente indipendente e responsabile consulenza di SoldiExpert, ed Eugenio De Vito, responsabile commerciale di 4Timing SIM che conosce da tanto tempo il mondo dei consulenti abilitati all’offerta fuori sede. Gli esperti faranno un simpatico duetto sulla differenza tra le due “consulenze”. Cerchiamo di ospitare un dialogo diretto e schietto tra queste due classi di operatori, che si scambieranno opinioni sul tema “Consulenza indipendente e non indipendente a confronto” per fare emergere differenze, punti di forza e debolezza dei rispettivi modelli.
Le due componenti di mercato possono dialogare?
Sì, e lo dimostreremo. Non si tratta di essere uno contro l’altro, si può dialogare nella diversità. Emergeranno aspetti utili alla discussione, è la prima volta che viene fatto pubblicamente un dibattito tra esponenti dei due rami di consulenza. Non avrà un taglio istituzionale – troppo spesso appesantito dalle necessità del politicamente corretto – bensì metterà a confronto i due mondi in ambito operativo in modo più diretto per far emergere opinioni, critiche reciproche del modo di fare consulenza.
Circa sei mesi sono trascorsi dall’introduzione della MiFID 2. Con quali effetti sugli operatori?
È presto per avere degli impatti, ma quello maggiore che abbiamo visto è all’interno del settore. Prima di entrare in vigore ha suscitato un forte dibattito sulle prospettive del settore: collocazione degli operatori, le tendenze commissionali, qualificazione della consulenza. Tutti temi che sono stati al centro della discussione e continuano a essere importanti. C’è sicuramente un impatto interno al settore più che sulL’attività verso i clienti. Prima di cambiare la nostra attività, la MiFID 2 ha cambiato noi stessi.
Quali sono le principali novità per Ascosim, a partire dal cambio di denominazione?
Il cambiamento del nostro statuto nasce dal fatto che il Regolamento Consob n. 20307, che disciplina la rappresentanza delle associazioni nell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari, prevede che le associazioni che intendono assumere la rappresentanza di una sezione dell’Albo debbano avere in via prevalente, tra i propri associati, soggetti che rientrano nel novero delle categorie di iscritti previste dall’Albo. Nel novero degli associati ad Ascosim rientra una pluralità di soggetti [l’associazione è costituita da 30 società di consulenza indipendenti (24 Scf e 6 Sim di pura consulenza), 11 altri intermediari (banche e Sim) e 19 società di servizi (di cui 8 appartenenti al settore fintech), ndr]. Dobbiamo dunque ridefinire in modo più appropriato i soggetti che possono essere nostri associati, che saranno prevalentemente le Scf, la forma tecnica che si è imposta sul mercato. Dunque il nome Ascosim non è più appropriato e in particolare risulta improprio mantenere il suffisso Sim. Non facciamo altro che adeguare la nostra denominazione e lo statuto alla realtà dei fatti e alle disposizioni del regolamento intermediari della Consob.
Quale sarà il nome della nuova Ascosim?
Si chiamerà Associazione per la Consulenza Finanziaria Indipendente – caratterizzazione da cui non ci muoviamo. Gli associati saranno in via prevalente le Scf così come previste dal Testo Unico all’art. 18-ter, che disciplina i soggetti che si iscriveranno all’Albo nell’apposita sezione delle Scf. L’acronimo identificativo non è ancora stato stabilito ma richiamerà i soggetti che rappresentiamo.
Manterrete dunque l’aggettivo “indipendente”.
La consulenza su base indipendente è prevista dalla MiFID 2. Ci richiamiamo espressamente a quel tipo di consulenza e vogliamo essere precisi su questo dal momento che per noi rappresenta una componente distintiva. Le norme, ivi compreso il regolamento intermediari, prevedono che le Scf siano dotate del requisito di indipendenza legale per potersi iscrivere all’Albo. Potranno anche darsi la denominazione di “Scf indipendente” se vorranno, anche se la definizione dell’albo rimarrà semplicemente Scf. “Indipendente” è dunque un aggettivo appropriato per definire una tipologia di attività che si distingue dalle altre, senza voler dare una connotazione di minore o maggiore valore. Ma è certamente un tratto distintivo.
La trasparenza imposta dalla MiFID metterà in discussione il patrimonio dei rapporti consolidati, come messo in luce da alcuni studi di settore che mettono in guardia dalla pressione sui margini nel dopo-MiFID?
La trasparenza dei costi prevista dalla MiFID non potrà che accentuare la concorrenzialità tra gli operatori per la strutturazione di proposte e servizi di investimento che abbiano un maggiore equilibrio tra costi e benefici. Ma non penso che ci saranno effetti dalla portata così disruptive come temono alcuni. Ciò che osserviamo è che, indipendentemente dalla MiFID, in tutto il mondo – e non solo nel nostro settore – la tendenza è verso una diminuzione delle commissioni. Questo vale a maggior ragione per i prodotti finanziari in generale, e per i fondi in particolare.
Quali sono le cause di questa evoluzione del mercato?
C’è una maggiore attenzione all’economicità dei prodotti, anche rispetto ai rendimenti più contenuti offerti dai mercati. La riduzione progressiva delle commissioni dei prodotti finanziari è anche normale in un contesto di mercato maturo, interessato da processi di concentrazione volti a sfruttare le economie di scala tra i produttori. MiFID 2 non fa altro che introdursi in questo momento storico.
Per l’iscrizione in tempi utili di autonomi e SCF si rende necessario l’avvio di un regime transitorio, “primo passo operativo e tangibile per il nuovo corso dell’attività di consulenza finanziaria autonoma”, conferma il d.g. dell’Ocf Joe Capobianco.
Ne è convinto Bufi, presidente di Anasf, che sul no all’iscrizione d’ufficio dei commercialisti dice: “Non ci devono essere corsie preferenziali per nessuno”