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Ne è convinto Bufi, presidente di Anasf, che ha aperto la conferenza annuale dell’Associazione: “Dobbiamo puntare a un cambio di passo e di strategia se vogliamo un ricambio generazionale qualificato”
“Oggi il quadro normativo che disciplina il nostro settore è definito e, anche se alcuni passaggi sono ancora da chiarire, abbiamo acquisito una consapevolezza: il mondo della consulenza finanziaria si deve preparare alla sfida della competitività”. Con queste parole, Maurizio Bufi, presidente di Anasf, ha aperto a Milano la conferenza annuale dell’Associazione, sottolineando che la sfida si giocherà sul campo della contrazione dei margini, come ha preannunciato anche una ricerca condotta da McKinsey per Anasf. “La riduzione dei margini che ci aspettiamo dovrà essere distribuita su tutta la catena del valore e i protagonisti dell’industria devono prepararsi fin da ora – argomenta Bufi – Tutti, dai consulenti finanziari alle reti di consulenza, alle società di gestione del risparmio, dobbiamo puntare all’innalzamento della qualità del servizio, perché questa sarà la risposta più efficace per mantenere e incrementare la redditività. Il nostro modello di servizio è risultato vincente e i risparmiatori che si affidano al nostro canale distributivo sono tra i più soddisfatti del servizio ricevuto. Oggi però dobbiamo essere messi nelle condizioni di crescere ancora”.
E secondo Anasf, la chiave del futuro è in mano ai giovani professionisti che devono diventare la priorità strategica delle reti di distribuzione. “Dobbiamo puntare a un cambio di passo e di strategia se vogliamo un ricambio generazionale qualificato – sottolinea Bufi – Noi da tempo evidenziamo il valore di questa strada e promuoviamo molteplici iniziative rivolte ai giovani, a partire dalle Borse di studio che l’Associazione mette a disposizione di brillanti neo consulenti finanziari con la collaborazione di JPMorgan asset Management, oppure attraverso un impegno capillare nelle Università d’Italia per presentare le opportunità della professione di consulente finanziario. Chiediamo da tempo percorsi di tirocinio e praticantato dedicati alle nuove leve e sotto questo punto di vista il Regolamento Intermediari Consob ci ha dato ascolto. Certo, ci sono ancora alcuni aspetti su cui far chiarezza, ma ora l’avvio alla carriera sotto supervisione di un consulente tutor è una realtà. Introdurre nell’offerta accademica anche percorsi universitari ad hoc sarebbe altresì auspicabile e altrettanto l’apertura delle nostre società preponenti verso una popolazione di consulenti finanziari under 40, che potrebbero dare impulso a un circolo virtuoso per intercettare una clientela di target giovane, con esigenze finanziarie e comunicative in linea con una nuova generazione di consulenti”.