2018, l’anno della sostenibilità
Il concetto di Esg sarà sempre più al centro dei megatred che caratterizzano l’orizzonte degli investimento. Lo sanno anche le società di gestione, che lanciano sempre più prodotti etici
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Attività un tempo di nicchia, l’investimento ambientale sta oggi conquistando il grande pubblico, e il 2018 è stato l’anno in cui i fondi sostenibili sono usciti dalle allocazioni di nicchia per affacciarsi al mainstream dei portafogli globali. Lo dicono i numeri: la società di ricerca Sustainalitycs ha rilevato che il 24% degli Etf e il 15% dei fondi comuni adottano criteri di investimento sostenibili. McKinsey stima che circa un quarto degli asset gestiti del mondo sono ESG, mentre in Italia negli ultimi 10 anni gli investimenti socialmente responsabili sono cresciuti di sette volte.
“Gli investitori privati e quelli istituzionali sono alla ricerca di soluzioni che consentano loro ‘to do well while doing good’, ovvero generare performance positive e nel contempo avere un impatto ambientale positivo”. Si spiega così l’attuale propensione degli investitori per le strategie d’investimento sostenibile secondo Luciano Diana, senior investment manager di Pictet Asset Management e responsabile del fondo Global Environmental Opportunities che, lanciato nel settembre 2010, ha raggiunto un patrimonio di 727 milioni di euro (dati al 30/9/2018).
Qual è il suo giudizio sugli indici e i rating ESG?
È un argomento complesso. I rating ESG sono molto difficili da valutare isolatamente. Noi pensiamo che le considerazioni ESG debbano essere pienamente integrate nell’analisi fondamentale. Separare i rating è pertanto paradossale. Inoltre, il grado di copertura molte volte è lacunoso e non omogeneo in termini di qualità. Per quanto riguarda gli indici ESG, il loro valore aggiunto è discutibile, poiché sono basati su rating ESG che non sono omogenei. Va anche detto che ciascun indice segue una propria metodologia, rendendo spesso difficili le comparazioni con gli omologhi portafogli.
Qual è il principio fondamentale per l’investimento sostenibile?
I valori chiave e la filosofia del gestore devono essere in linea con quelli della strategia, non può essere semplicemente un esercizio di enunciazione formale. Oltre all’integrazione delle considerazioni ESG, l’impegno e il voto nelle assemblee (una autentica titolarità attiva), l’intenzione di avere un impatto e di misurarlo devono essere esplicitati.
Cosa pensa dell’interpretazione incredibilmente vasta dell’«impact investing» da parte di alcuni gestori di fondi?
L’investimento tematico, soprattutto quando riguarda un tema sostenibile, può essere impact investing, ad esempio l’allocazione di capitale in imprese impegnate nello sviluppo di prodotti o servizi sostenibili. Vi sono però due criteri aggiuntivi perché l’impact investing possa essere considerato veramente tale. Primo, l’intenzione a produrre un impatto deve essere dichiarata fin dall’inizio, secondo, l’impatto deve essere quantificato.
Perché le principali imprese hanno cambiato la loro posizione sulla sostenibilità?
La ragione è che innumerevoli studi hanno dimostrato che la sostenibilità influisce positivamente sull’attività aziendale: migliora le relazioni con gli stakeholder, aumenta la capacità di attrarre giovani talenti, diminuisce i rischi e aumenta le opportunità, attrae gli investitori e i prestatori e migliora la fedeltà dei clienti.
Dove si possono individuare le migliori opportunità di investimento azionario sostenibile?
Seguiamo un processo d’investimento di tipo bottom up. Una volta costruito il nostro universo d’investimento, che è composto da imprese che forniscono soluzioni ambientali, scegliamo le azioni migliori per creare un portafoglio con il profilo di rischio/rendimento più valido. Questo universo è molto diversificato e quindi troviamo opportunità in tutte le regioni e settori. Attualmente siamo comunque leggermente più esposti verso i settori dell’informatica e industriale.
Ritiene che l’interesse degli investitori stia aumentando?
Tutte le regioni e segmenti mostrano un crescente interesse. Gli investitori retail e istituzionali in America Latina, Nord America, Europa, Asia e Giappone sono interessati alle strategie sostenibili.
Alla ricerca di ‘Alpha’” è la rubrica di FocusRisparmio.com dedicata a investimenti, mercati e all’attualità economico-finanziaria. Ogni lunedì, con l’aiuto degli esperti del settore, vengono messi sotto la lente i fatti recenti più significativi e gli appuntamenti che avranno effetti sul medio e lungo termine.
