Reti: Fideuram, Fineco e Allianz Bank sul podio a giugno
Per tutti e tre i gruppi gran parte della raccolta ha riguardato prodotti del risparmio gestito, una tendenza generale che ha interessato tutta l’industria nel primo semestre dell’anno
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Volendo guardare ai lati positivi della pandemia, il settore del risparmio gestito offre diversi spunti. Gli italiani, lo certificano i dati delle diverse associazioni di categoria e alcune ricerche in merito, non hanno disinvestito irrazionalmente dai mercati ma, al contrario, sono riusciti – guidati in questo difficile esercizio dai consulenti finanziari – a mantenere la barra dritta.
L’effetto più tangibile è emerso questa settimana con i risultati di raccolta delle Sgr e delle reti di consulenza finanziaria che mostrano il reciproco beneficio fra prodotti del risparmio gestito e consulenti finanziari.
Lo spiega lo stesso presidente di Assoreti, Paolo Molesini: “Mentre il sistema nel suo complesso ha assistito a una concentrazione della liquidità sui conti correnti, il sistema delle reti conferma la propria capacità nel sostenere sia gli interessi dei risparmiatori sia quelli dell’industria del risparmio gestito”.
I dati di giungo stilati da Assoreti confermano il successo del risparmio gestito: le reti hanno raccolto 3,6 miliardi, grazie agli oltre 1,46 miliardi raccolti dai fondi e ai 969 milioni dei prodotti assicurativi e previdenziali che superano nettamente il risparmio amministrato che si ferma, a giugno, a quota 544,7 milioni.
Nell’ambito del risparmio gestito, i volumi netti di raccolta continuano a coinvolgere prevalentemente i fondi comuni di investimento, sui quali si confermano i livelli raggiunti nel mese precedente, pari a 1,5 miliardi di euro, con una concentrazione pressoché totale sulle gestioni collettive di diritto estero.
Il contributo mensile delle reti al sistema di Oicr aperti – sottolinea Assoreti -, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, risulta, quindi, positivo per più di 2,5 miliardi di euro, rappresentando il 58,3% della raccolta netta dell’intero sistema fondi aperti (4,4 miliardi di euro).
Anche fra asset manager e reti di consulenza quotate in Borsa il primo semestre 2020 si è chiuso con un bilancio tutto sommato positivo se si considerano le premesse con cui era iniziato l’anno.
Azimut archivia i primi sei mesi con una raccolta netta di 1,8 miliardi e masse in gestione per 55,4 miliardi di cui 42,9 afferenti al risparmio gestito. Il semestre è stato chiuso con un utile netto in crescita del 18% a/a a 95 milioni di euro. Al 30 giugno i consulenti finanziari e i private banker del gruppo Azimut sono 1.806 per una base clienti di circa 223.000 persone.
Banca Mediolanum fra gennaio e giugno ha raccolto 5 miliardi, di cui 2,1 nel gestito. Numeri che fanno salire le masse in gestione (Aum) a 85,4 miliardi, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il conto economico del primo semestre si chiude con un utile netto di 150,5 milioni. La banca guidata dall’Ad Massimo Doris conta al 30 giugno 5.316 Family Banker per una base clienti di quasi 1,5 milioni di persone.
Banca Generali chiude il conto economico con un utile netto stabile a 131,9 milioni. La raccolta netta ammonta a 2,8 miliardi, flussi che arrivano prevalentemente da “prodotti del risparmio gestito soprattutto a vocazione Esg”, spiega l’Ad Gian Maria Mossa. Le masse salgono del 9,5% rispetto lo scorso anno a 68,9 miliardi.
