I policy maker stanno orientando l’economia verso una maggior dipendenza dai consumi interni per stimolare una crescita autosufficiente. La crescita della classe media può alimentare gli utili delle aziende locali per gli anni a venire
Martin Gilbert, co-chief executive, Aberdeen Standard Investment
“Come saprà chiunque abbia parlato di recente con chi investe in Cina, la sensazione è negativa. La crescita economica del Paese sta rallentando, i fallimenti sono in aumento e la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina continua”. Fatta questa doverosa premessa, Martin Gilbert, co-chief executive, Aberdeen Standard Investments, sottolinea che “la Cina non è sulla soglia di un rallentamento tale da giustificare una simile avversione. Mentre l’economia sta affrontando alcuni venti contrari nel breve termine, il quadro appare molto più positivo a lungo termine”.
Nello specifico “i policy maker stanno orientando l’economia cinese verso una maggior dipendenza dai consumi interni per stimolare una crescita autosufficiente. La crescita della classe media può alimentare gli utili delle aziende locali per gli anni a venire. Inoltre, l’economia cinese, che cresce di oltre il 6% l’anno, ha una solida bilancia dei pagamenti, con oltre 3 trilioni di dollari di riserve in valuta estera, contro 1,9 trilioni di dollari di debito estero. I tassi di default rimangono estremamente bassi e i policy maker hanno introdotto misure di alleggerimento fiscale e monetario per stimolare la crescita. Il miglioramento del contesto finanziario interno ha portato a una ripresa delle condizioni del credito”.
“Dal punto di vista degli investimenti – prosegue l’analista – la Cina sta aprendo per la prima volta i suoi mercati dei capitali agli investitori stranieri. FTSE, MSCI e S&P stanno aggiungendo sempre più azioni cinesi A-shares ai loro indici globali. Questo aumenterà la minuscola partecipazione straniera al mercato, esponendo le gestioni locali a standard globali di affidabilità e contribuendo a promuovere una mentalità di investimento a più lungo termine”.
Per quanto riguarda le obbligazioni, “il Bloomberg Barclays Global Aggregate Bond Index si appresta ad aggiungere il debito denominato in Renminbi a partire dal prossimo aprile. S&P è inoltre appena diventata la prima agenzia di rating estera a ricevere l’autorizzazione ad assegnare un rating a emittenti ed emissioni onshore”.
“L’introduzione di standard globali nel processo di determinazione del rischio di credito amplificherà le potenzialità del mercato a livello mondiale”, conclude Gilbert.
Tentori (Axa Im): “Ci aspettiamo da parte delle banche una contrazione delle condizioni di credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese che sarà la causa del rallentamento economico negli Stati Uniti per questo e per il prossimo anno”
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