I vantaggi della gestione attiva in ambito obbligazionario
Gli investimenti nel reddito fisso sono in crescita. Nel 2024, le emissioni totali di obbligazioni sono aumentate del 25,6% rispetto all’anno precedente . Allo stesso tempo, in alcuni dei principali segmenti dei mercati obbligazionari, i rendimenti e la volatilità si sono discostati dalle aspettative nei 12 mesi fino alla fine di dicembre 2024. Quindi, proprio come i grandi maestri degli scacchi, i gestori attivi nel reddito fisso devono pensare a diverse mosse in anticipo e bilanciare la strategia con la tattica. Di seguito, analizziamo nel dettaglio sette mosse che gli investitori attivi possono utilizzare sui mercati.
Scegliere la mossa
1 . Strategie basate su duration e curva dei rendimenti
I gestori attivi possono posizionare strategicamente i propri portafogli in base all’evoluzione dei rendimenti di mercato da essi attesa. In previsione di un calo dei rendimenti potrebbero inserire in portafoglio titoli a maggiore scadenza, quelli destinati a trarre più vantaggio da un tale scenario. Strategie più sofisticate possono consistere nel mirare a specifici segmenti della curva dei rendimenti o a vari investimenti con diverse scadenze. Ipotizzando che gli spread siano relativamente uniformi lungo le varie scadenze, ad esempio, un gestore potrebbe optare per un’esposizione sovrappesata alle obbligazioni a minor scadenza prediligendo allo stesso tempo i titoli di Stato tra quelle a maggior scadenza. Una tale strategia consentirebbe di conseguire un maggior rendimento di portafoglio minimizzando al contempo l’impatto di un ampliamento futuro degli spread.
2. Gestione del beta
I costituenti di un indice obbligazionario presentano in ogni momento un certo livello di rischio di credito aggregato. I gestori attivi dispongono della flessibilità per assumersi un rischio di credito inferiore o superiore a quello dell’indice. Questa decisione può essere influenzata dalla fase del ciclo creditizio, dal livello medio delle valutazioni o da un giudizio tattico sul mercato. Un ottimo esempio è l’indice Bloomberg Aggregate, composto sia da titoli di Stato che da obbligazioni societarie. I gestori attivi possono regolare la propria esposizione ai titoli di credito tramite un posizionamento sovra- o sottopesato su tali asset class in base alla loro attrattiva in senso relativo.
La giusta selezione
3. Selezione dei titoli tramite l’analisi fondamentale:
L’analisi fondamentale del credito mira a individuare quei titoli le cui valutazioni non rispecchiano in maniera corretta la solidità o la debolezza attuale o futura della società sotto il profilo dei fondamentali. Quando si scelgono i titoli di un emittente è cruciale optare per quelli con bilanci robusti e con un facile accesso ai mercati monetari. Potrebbe inoltre essere necessario sottoporre gli emittenti a stress test per verificare la presenza di rischi come quelli legati a contenziosi, nuove norme, fattori ambientali o sociali e possibili operazioni di fusione e acquisizione.
4. Strategie settoriali
A volte può accadere che le valutazioni di interi settori economici nei mercati obbligazionari non rispecchino l’attuale o futura solidità o debolezza delle aziende che ne fanno parte. Ciò dipende spesso dal fatto che il settore in questione segue un ciclo economico leggermente diverso da quello del mercato nel suo complesso.
Alcuni settori, poi, possono presentare livelli di indebitamento eccessivi rispetto ad altri, con una conseguente diminuzione della loro attrattiva per i gestori attivi. Questi ultimi, fatto importante, possiedono la flessibilità necessaria per evitare di investire in settori caratterizzati da prospettive che ritengono preoccupanti.
Catturare il pezzo
5. Sfruttare i premi di emissione:
A differenza di quelli azionari, gli investimenti obbligazionari hanno in genere una data di scadenza prestabilita. Man mano che questa data si avvicina l’emittente sovrano o societario si trova spesso a dover tornare sul mercato per rifinanziare il proprio debito, oppure può emettere nuovo debito per vari motivi, ad esempio per finanziare la propria crescita o un’acquisizione. Nel mondo delle obbligazioni societarie gli emittenti spesso emettono nuovo debito a rendimenti leggermente più elevati di quelli di mercato per attrarre acquirenti; si tratta del cosiddetto “premio di emissione”. I gestori attivi possono sfruttare questo fenomeno tenendo sott’occhio le opportunità disponibili nei mercati primari.
Mosse complesse
6. Sfruttare la frammentazione del mercato
L’acquisto di un titolo azionario è generalmente un processo semplice, con una sola classe di azioni da acquistare. Quando si acquista un’obbligazione, invece, un singolo emittente societario potrebbe aver emesso un’ampia gamma di strumenti di debito con diverse scadenze e in varie valute, ciascuno con la propria documentazione legale e perfino esposto a una diversa porzione della struttura patrimoniale. Ciascuna emissione potrebbe avere diverse dimensioni, con livelli variabili di liquidità. Questa frammentazione fa sì che un gestore attivo debba valutare un ampio ventaglio di possibilità. L’investitore, ad esempio, potrebbe decidere di mirare a un maggior rendimento acquistando il debito subordinato a minor rating di un emittente societario di grandi dimensioni. Sebbene i rischi siano più elevati in caso di default rispetto a un titolo a maggior rating, l’investitore potrebbe ritenere che siano mitigati in maniera significativa dalle consistenti dimensioni e dalla forte posizione di mercato della società in questione.
Scacco matto
7. Valore relativo
Il valore degli strumenti obbligazionari in un dato istante può variare tra un mercato e l’altro o tra diversi segmenti dell’universo obbligazionario. Una società statunitense di grandi dimensioni, ad esempio, può emettere obbligazioni in dollari, yen ed euro, con uno spread variabile a seconda della valuta di emissione. I gestori attivi possono sfruttare a proprio vantaggio queste variazioni tramite un’esposizione sovrappesata ai titoli di credito nel mercato che offre più valore e una sottopesata a quello che offre meno valore.
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