Puntare sui megatrend per battere l’incertezza
Cambiamento demografico, scarsità delle risorse e tecnologia: ecco le tre tendenze di lungo termine che daranno forma a economie e mercati secondo Martin Currie
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Se le Tmt erano la triade perfetta di inizio Millennio, il nuovo mantra per Neuberger Berman, che vanta 433 miliardi di dollari in gestione, è 5G, Mobilità di Nuova Generazione e Space Economy. Sono questi a giudizio dell’asset manager Usa, presente all’ultimo Salone del Risparmio al convegno “Guida Autonoma e 5G. The time is now”, i tre grandi driver di crescita che, nei prossimi anni, garantiranno le opportunità di investimento più interessanti per diversificare i portafogli e massimizzare i rendimenti. E tutto sarà estremamente veloce: le nuove tecnologie in 10-15 anni saranno già storia, rispetto ai trent’anni necessari allo sviluppo delle reti digitali, della biotecnologia, e del software, ai quarant’anni in cui petrolchimica, elettronica, aviazione e spazio erano le parole d’ordine, o ai cinquant’anni in cui si sono sviluppati i settori dell’elettricità, della chimica e dei motori a combustione interna.
Anche solo prendendo come riferimento l’ultimo decennio, l’evoluzione è stata strabiliante. Se nel 2010 le dieci società a maggiore capitalizzazione a livello mondiale erano ExxonMobil (con 369 miliardi di dollari), seguita da PetroChina (con 303 miliardi), Apple (con 296), Bhp Billliton (con 244), Microsoft (con 239), Icbc (con 233), Petrobras (con 229), China Come (con 222), Shell (con 209) e Nestlè (con 204), nel 2020 il mondo si è rivelato in mano alle società hi tech.
Le dieci maggiori società per capitalizzazione a livello mondiale nel 2020 sono state infatti Apple (con 2254 miliardi di dollari), Microsoft (con 1682), Amazon (con 1634), Alphabet (con 1185), Facebook (con 777), Tencent (con 683), Tesla (con 668), Alibaba (con 629), Tsmc (con 565) e Berkshire Hathaway (con 545).
Il convegno svoltosi al Salone del Risparmio punta proprio a capire quali saranno i big dei prossimi dieci anni. D’altro canto la tecnologia è dei visionari, di chi sa vedere oltre e immaginare l’evoluzione invisibile agli occhi dei più. Proprio come Mark Sullivan, President and Director of Pacific Telephone & Telegraph Co., che in una intervista del 1953 sostenne: “Nel suo sviluppo finale, il telefono sarà portato in giro dalle persone, forse come oggi indossiamo l’orologio. Probabilmente non richiederà alcuna tastiera o equivalente, e penso che gli utenti saranno in grado di vedersi, se lo desiderano, mentre parlano”.
E infatti sul tema è intervenuto anche Mattia Pianorsi, lab researcher e docente presso lo Space Economy Evolution Laboratory (SEE Lab) della Sda Bocconi School of Management, che immagina già come i temi oggetto del convegno (nuova mobilità e 5G) siano in qualche modo trasportabili da 2030 in poi nello spazio, quando si inizierà a parlare di sfruttamento commerciale delle risorse del satellite terrestre.
“L’accelerazione dei progressi tecnologici unita a rapidi ed epocali cambiamenti ambientali, demografici ed economici, ci sta guidando a un’economia trainata da ondate di innovazione tecnologica” ha dichiarato Marco Avanzo Barbieri, head of client group Italy di Neuberger Berman, che suggerisce agli investitori di valutare un’esposizione a questi trend per posizionare il proprio portafoglio su una crescita a lungo termine.
Sono due in particolari le direttrici seguiti dagli esperti: il 5G e la mobilità di nuova generazione.
Più in dettaglio “Il 5G sarà una maratona, non una gara di velocità su pista”, ha commentato YT Boon, director of research Asia e gestore del fondo Neuberger Berman 5G Connectivity, secondo cui “Il 5G consentirà il lancio di nuove app rivoluzionarie, sia per le industrie che per i consumatori. Le più innovative, le più interattive, le cosiddette ‘killer app’, verteranno su magazzini smart, realtà aumentata, live streaming e-commerce, porti connessi, cloud mobile gaming e monitoraggio da remoto”.
Tra i più recenti stimoli economici globali a sostegno del 5G, ritenuto ovunque asset strategico di sviluppo, si ricordano il pacchetto complessivo da 2300 miliardi di dollari destinati negli Usa alle infrastrutture (di cui 300 miliardi per la manifattura e 380 per l’elettricità a banda larga), i 750 miliardi di euro previsti da Bruxelles per migliorare la connettività e la transizione digital e i 300 miliardi di dollari che Pechino ha messo a bilancio per lo sviluppo di 5G, data center e infrastrutture tech. Si tratta, a giudizio del broker, di un terreno ertile per una selezione di titoli per tre ragioni: perché sono presenti interessi geopolitici contrapposti; perché l’innovazione è a livello global; in ragione di un focus sui leader di mercato e sui campioni locali.
In particolare, lo studio fa riferimento a due ecosistemi: quello cinese (con Baidu, Tencent, Alibaba, Huawei e Zte) e quello occidentale (con Google, Facebook, Amazon, Samsung e Qualcomm).
In questo scenario occorre considerare con cura l’ambito dei semiconduttori, sia perché cresce la domanda strutturale guidata dal 5G e dalla trasformazione digitale e nel frattempo le nuove capacità produttive richiedono tempo; sia perché i semiconduttori sono sempre più visti come un bene strutturale e strategico, con i governi che si stanno muovendo con investimenti domestici aggressivi. Il trend da ciclico diventa quindi secolare, mentre l’attuale carenza di offerta ha condotto a un rialzo duraturo di prezzi e margini. La difficoltà nella catena di approvvigionamento potrebbe durare ancora due o tre anni. Bisognerà aspettare la fine del 2022, infatti, per vedere l’entrata in esercizio dei primi nuovi impianti produttivi, tra i trenta attualmente in costruzione.
Non solo. Secondo quanto emerge dallo studio, l’Asia è la nuova Silicon Valley. Molte piccole ma già grandi società stanno trainando la rapida crescita dei centri di innovazione asiatici.
“L’evoluzione delle innovazioni tecnologiche crea opportunità d’investimento di lungo periodo. Tre megatrend stanno trasformando il trasporto globale: guida autonoma, connettività ed elettrificazione”, ha poi aggiunto Michael DiTillio, senior research analyst e gestore del fondo Neuberger Berman Next Generation Mobility. Complessivamente elettrificazione della mobilità, guida autonoma e connettività varranno 623 miliardi di dollari nel 2030 dai 53 miliardi del 2017, con un tasso di crescita media annua del 21 per cento. Ma sarà la connettività a registrare il tasso di sviluppo maggiore (+53%), seguita dalla guida autonoma (+20%) e dalla elettrificazione (+14%).
In ogni caso l’evoluzione dei trasporti e dell’ecosistema genera, a giudizio del rapporto, numerose opportunità di investimento a lungo termine. I veicoli autonomi saranno dotati sempre più di tecnologie avanzate di assistenza (ADAS), la cui esistenza è resa possibile da sensori intelligenti sempre più numerosi e costosi nonché da potenti microprocessori. Regolamentazioni più stringenti sulle emissioni, inoltre, sosterranno la diffusione dell’elettrificazione delle stazioni di ricarica per le automobili di nuova generazione. E ci saranno ripercussioni positive anche su settori non-automotive quali l’agricoltura di precisione e le costruzioni.
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