Finanza sostenibile, la Tassonomia Ue non può attendere
“In un mondo con migliaia di fondi ‘sostenibili’, uno standard comune è una àncora di salvezza per gli investitori a caccia di prodotti davvero green”. L’analisi di MainStreet Partners
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Finalmente anche i prodotti finanziari scambiati nel territorio dell’Unione europea avranno la loro tassonomia “verde”. Dopo mesi di rinvii, il Parlamento e il Consiglio europeo hanno concordato un compromesso che definisce le attività di investimento che possono essere classificate in conformità ai criteri Esg.
La tassonomia chiarirà agli investitori istituzionali, cioè asset manager, assicurazioni, fondi pensione, o consulenti finanziari, come integrare gli obiettivi Esg nei loro processi decisionali. Questi dovranno poi dimostrare come i loro investimenti sono allineati agli obiettivi. Infine, saranno obbligati a proporre investimenti sostenibili anche agli investitori retail.
L’accordo richiede ancora l’approvazione formale da parte delle rappresentanze permanenti degli Stati membri e del parlamento europeo.
Tanguy van de Werve, direttore generale dell’European fund and asset management association (Efama) ha dichiarato: “In quanto voce dell’industria a livello europeo, sosteniamo l’obiettivo politico dell’Ue di combattere i cambiamenti climatici e raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi e per questo abbiamo seguito da vicino i negoziati relativi al regolamento sulla tassonomia dell’Unione”.
Secondo il direttore dell’associazione di categoria europea è necessaria una tassonomia comune europea “ben progettata per chiarire ciò che costituisce investimenti sostenibili, migliorare la comparabilità per gli investitori e prevenire il fenomeno del greenwashing”.
“La divulgazione di informazioni Esg veritiere e pubblicamente disponibili sulle società partecipate è un prerequisito per far funzionare concretamente la tassonomia dell’Ue, soprattutto in considerazione dell’ampliamento dell’ambito di applicazione delle prescrizioni in materia di informativa per includere tutti i prodotti finanziari. È quindi fondamentale che le società partecipate siano tenute a divulgare tutti i dati chiave necessari per valutare l’investimento rispetto alla tassonomia dell’Unione”, spiega van de Werve.
Sven Giegold, deputato al Parlamento europeo nelle fila dei Verdi, chiarisce che il regolamento definisce le attività economiche che possono essere classificate come sostenibili nel mercato comune dell’Ue e possono quindi essere incluse in un prodotto finanziario etichettato come sostenibile.
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“Qualsiasi prodotto Esg-compliant deve dare un contributo positivo alla protezione del clima senza danneggiare l’ambiente in altri modi”, aggiunge l’eurodeputato, sottolineando alcuni paletti che il compromesso pone: per prima cosa le case d’investimento che non applicano la tassonomia saranno tenuti a renderlo pubblico in una dichiarazione di non responsabilità; in secondo luogo il carbone è “esplicitamente escluso” dai prodotti finanziari sostenibili, mentre l’energia nucleare –poiché gli standard di protezione ambientale sono “molto elevati” –, non sarà in grado di qualificarsi e sarà di fatto escluso dai prodotti finanziari sostenibili.
Secondo il World Wide Fund for Nature, la divulgazione sarà richiesta per tutti i prodotti finanziari, che “forniranno molta più trasparenza ai consumatori sul grado di sostenibilità di ciascun prodotto finanziario”.
L’accordo contiene anche una clausola per riesaminare la tassonomia entro la fine del 2021, per aggiungere attività non sostenibili, nel novero delle esclusioni.
Giegold precisa che “i valori soglia esatti per la definizione di sostenibilità” dovranno essere stabiliti dalla Commissione europea e concordati dal consiglio e dal parlamento prima che la classificazione possa entrare in vigore” e aggiunge: “Con queste nuove regole gli investimenti privati in economia verde saranno più economici. Gli investimenti dannosi per l’ambiente diventeranno più costosi. L’Europa sta finalmente creando chiarezza sulla questione di quali prodotti finanziari possano essere definiti sostenibili. La classificazione pone fine al greenwashing”.
Soddisfazione anche da parte del vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, che sottolinea come la definizione di una tassonomia Esg “Aiuterà a sbloccare i miliardi di euro che servono per rendere l’Europa il primo continente neutro per il clima entro il 2050”.
