Consulenti, riannodare la corda tra risparmiatori e finanza con il filo infrangibile dell’etica
Al convegno inaugurale Anasf di Consulentia19 Bologna emerge tutto il valore di una professione “trasparente”
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Anasf ribadisce con forza il valore sociale della professione di consulente finanziario.
Formare, informare e mitigare i bias comportamentali: questi i principali compiti di un consulente finanziario individuati da Massimiliano Marzo, professore di economia del dipartimento scienze aziendali all’Università di Bologna, nella seconda giornata di Consulentia 2019 Bologna.
Per questo non si può prescindere dalla formazione professionale del consulente stesso: “il consulente finanziario si configura come la vera interfaccia del singolo individuo nei confronti della finanza. La sua formazione è elemento imprescindibile perché egli svolge una funzione nel pieno interesse pubblico, dal momento che il suo ruolo è principalmente incentrato sulla tutela del risparmio”, ha spiegato Luigi Conte, vicepresidente vicario Anasf e responsabile dell’area formazione e rapporti con le Università.

Il valore del rapporto fiduciario consulente-cliente
La cosa più importante nel rapporto fra consulente finanziario e cliente è la fiducia. “E’ empiricamente dimostrato da diversi paper accademici che la clientela non scegli cf in base a fee e performance, bensì prendendo in considerazione il rapporto fiduciario instaurato con il suo professionista, ossia come egli riesce a dominarne l’ansia negli investimenti”, ha spiegato Marzo.
La finanza come redistributore di ricchezza
La posizione di Anasf esposta a Consulentia 2019 di Bologna è chiara: per l’associazione dei consulenti finanziari il risparmio è uno strumento essenziale per il welfare e la redistribuzione del reddito, in un contesto sociale caratterizzato da disuguaglianze reddituali.
“Con il venir meno delle tutele offerte tradizionalmente dallo Stato, specialmente in materia di sanità e di previdenza diventa fondamentale il ruolo di un consulente finanziario ben preparato poiché permette la disseminazione dell’informazione legata agli strumenti finanziari e il miglioramento dell’accesso agli investimenti finanziari da parte di una vasta scala di investitori”, ha ribadito il professor Marzo.
