Per Ivass, inflazione e tassi hanno frenato la raccolta premi e alimentato i riscatti. Utile del settore a 2,3 miliardi e solvibilità in calo ma ancora nella media. Signorini: “Polizza abbia ruolo meno finanziario.” E su Eurovita: “Soluzione in vista”
Valore delle attività e delle passività in calo, contrazione dell’utile e minore redditività. Ma anche un indice di solvibilità che, pur sceso di cinque punti rispetto a un anno prima, si mantiene elevato e resta in linea con la media europea. É questa la fotografia del comparto assicurativo italiano scattata dalla relazione 2022 di Ivass, che mostra come un ruolo chiave nel penalizzare il settore sia stato giocato soprattutto da inflazione e repentino rialzo dei tassi di interesse. Due fattori che hanno impattato soprattutto il ramo Vita.
L’anno nero del ramo Vita
A tratteggiare il quadro generale dell’industria è stato il presidente dell’ente Luigi Federico Signorini, che ha innanzitutto spiegato come nella Penisola l’82% dei premi totali sia riferibile a 88 imprese nazionali e quattro rappresentanze di aziende extra See mentre il restante 18% vada attribuito società See. “Il Roe medio si è ridotto di oltre cinque punti al 3,2%, il risultato di esercizio è calato del 65,9% a 2,3 miliardi di euro, il rapporto riscatti premi ha superato il 100% per poi stabilizzarsi intorno al 90% e l’indice di solvibilità medio si è attestato al 246% dal 251%”, ha sintetizzato Signorini. Performance che il massimo dirigente riconduce per lo più al comparto Vita. Per le compagnie specializzate nel ramo, l’indicatore di solvibilità è in effetti calato in media di oltre 25 punti a poco più del 200%. Così come negativa è stata anche la raccolta: il dato si è ridotto dell’11% 94,3 miliardi, di cui il 64,3% riguarda polizze rivalutabili e il 30,7% le unit-linked (che svolgono una funzione simile a quella di strumenti di investimento), con premi arrivati a pesare appena l’1,9% del Pil (25° posto Ocse). Non solo. La gestione ha chiuso in rosso per la prima volta da dieci anni: perdita di 0,4 miliardi contro l’utile di 4,3 miliardi del 2021. “L’incremento dei rendimenti delle attività finanziarie alternative alle polizze ha frenato la raccolta premi e alimentato le estinzioni anticipate dei contratti”, è la spiegazione data dall’ente.
Ramo Danni resiliente. E anche il ‘multiramo’
Per le compagnie Danni e ‘multiramo’ non si sono viste, al contrario, diminuzioni medie significativamente. Le prime, anzi, hanno perfino fatto registrare numeri in aumento: la raccolta è cresciuta del 4,6% a 37,5 miliardi di euro, a valere il 4,9% del Pil oltre alla settima posizione Ocse, e ha interessato soprattutto le polizze auto (42,6%) mentre minor peso hanno avuto immobili (20,1%), salute (19,5%) e r.c. generale (10,5%). Quanto ai canali, il 76,7% degli afflussi è arrivato dalle agenzie, il 9,7% tramite broker, l’8,6% dagli sportelli bancari o postali e il 4,6% con vendita diretta. Sostanzialmente invariato l’utile, pari a 2,7 miliardi, anche se l’assicurazione auto ha segnato una lieve perdita in scia all’effetto dell’inflazione sul costo dei sinistri e alla raccolta in diminuzione.
Investimenti e altri dati
Come si legge dalla relazione dell’Istituto di vigilanza, gli investimenti delle assicurazioni tricolore sono calati del 16,4% a 677,3 miliardi di euro, di cui il 47,8% in titoli di Stato e il 33,6% in obbligazioni corporate o quote di Oicr. Quelli degli assicurati per contratti index e unit linked, invece, ammontano a 212,9 miliardi e risultano ugualmente in calo ma della metà: l’8,5%. Gli stessi clienti hanno ricevuto dalle imprese 78,8 miliardi di euro per capitali, rendite e riscatti nei rami Vita e 20,6 miliardi a fronte di sinistri in quelli Danni.
Il nodo minusvalenze e la regolamentazione
Luigi Federico Signorini, presidente Ivass
“Il 9 2023 giugno il saldo tra plusvalenze e minusvalenze era negativo per 30 miliardi di euro dopo aver toccato un massimo di 50 miliardi a dicembre 2022”, ha evidenziato Signorini. Poiché tensioni sulla liquidità possano rappresentare un fattore critico, soprattutto in presenza di decrementi di valore latenti sul portafoglio investimenti, l’ente si è speso affinché le compagnie più esposte alle dinamiche di tassi e riscatti non distribuissero dividendi. “Trentasei assicurazioni hanno sterilizzato minusvalenze per 17,7 miliardi, utilizzando la facoltà di non registrarne gli effetti economici sui titoli del portafoglio non immobilizzato nel 2022. Una norma successiva ha consentito di liberare parte di tali riserve per lo stacco di cedole ma noi abbiamo chiesto di non avvalersene, se non dopo aver valutato la situazione di solvibilità anche prospettica e la tenuta della posizione di liquidità”, ha detto il presidente di Ivass. Da qui, il doppio consiglio dell’Authority: alle società, di mantenere cautela e di rivedere il presidio sul rischio di liquidità sia nel disegno dei prodotti sia nel risk management; al Governo, di non estendere oltre la deroga legale in oggetto.
Anche se il nodo rimane uno: “Se tutti gli assicurati detengono la polizza fino a scadenza, non vi sono rischi che non trovino presidio nella regolamentazione prudenziale delle assicurazioni poiché le minusvalenze che si determinano naturalmente in un periodo di rialzo dei tassi si riassorbiranno via via con l’approssimarsi della scadenza dei titoli che coprono le polizze. Se invece queste permettono riscatti anticipati a valori predeterminati, si pone il problema di garantire congruità tra la liquidità dell’attivo e del passivo, nonché di coprire il rischio economico-finanziario connesso al rendimento promesso agli assicurati lungo tutta la vita del contratto”. Ecco perché, e questo è il terzo ammonimento sul tema, “nel riconsiderare il quadro normativo, sarebbe opportuno valorizzare il ruolo più propriamente assicurativo della polizza rispetto a quello di un surrogato degli investimenti puramente finanziari”. Un cambiamento che dovrebbe passare, per Signorini, dalla revisione europea dei requisiti di capitale in Solvency II in un’ottica precisa: rafforzare il mass laps e adottare presidi applicabili fin dal momento della stipula a contratti liberamente riscattabili in anticipo, senza penalità e con rendimento garantito.
In ultimo, poiché in Europa proseguono i lavori per dotare il sistema assicurativo di schemi per la risoluzione delle crisi e il testo sulla Recovery and Resolution è stato definito dal Consiglio lo scorso dicembre, l’auspicio del presidente di Ivass è che “anche il nostro mercato di doti di schemi di protezione già presenti in altri Paesi come Francia e Germania”. Un tema che si lega a quello dell’arbitro assicurativo, strumento varato ormai cinque anni fa dall’approvazione della relativa legge ma che ancora non è stata introdotto per mancanza del decreto interministeriale che ne definisca la struttura: “È tempo che parta e contiamo sulla determinazione del Governo in merito”, è stato il commento di Signorini, che si è detto però ottimista “Il Consiglio di Stato ha fatto una valutazione preliminare e ora attende altri dati che i ministeri stanno lavorando per mettere a sua disposizione”.
Il caso Eurovita “verso una soluzione”
Ivass non ha mancato di fare un punto anche sul caso Eurovita, la compagnia assicurativa finita in crisi dopo che le mutate condizioni di mercato hanno portato alla luce problemi come inadeguata gestione dei rischi, limitata dotazione di capitale e disimpegno degli azionisti. Perfezionata la nomina di un commissario, la messa in amministrazione straordinaria e la proroga del blocco dei riscatti fino al 30 giugno, l’Autorità ha fatto sapere che si sta delineando una via d’uscita grazie al coinvolgimento di un gruppo di banche e assicurazioni. “Una soluzione sostenibile, robusta, equilibrata”, l’ha definita il segretario generale dell’ente Stefano De Polis. Che ha precisato come le negoziazioni siano in corso e una soluzione, considerando i tempi tecnici e, possa essere trovata già entro un mese o poco più, con la conseguenza di poter ipotizzare settembre quale termine massimo entro cui far finire lo stop ai riscatti. Il tutto, mentre sul tavolo resta la prospettiva di valutare “a breve” tempi più contenuti per gli alluvionati della Romagna.
Le novità in vista
Il discorso di Signorini si è chiuso sui progetti cui Ivass sta lavorando per l’immediato futuro. Tra questi, è stato citato il rafforzamento delle coperture su agricoltura, abitazioni private, attività produttive e impianti industriali. Un’esigenza resa ancora più pressante non solo dai recenti disastri climatici ma anche dagli ultimi dati: nel settore agricolo, alla fine del 2021, era infatti assicurato meno di un quarto del valore totale della produzione e poco più del 10% delle superfici coltivate. “Al tavolo sulla finanza sostenibile istituito presso il Mef con Bankitalia, Consob, Covip e i ministeri delle Imprese e dell’Ambiente, abbiamo promosso l’avvio di un progetto per la protezione di imprese e famiglie dai rischi connessi ai mutamenti climatici e catastrofi, con l’obiettivo di definire uno schema basato sulla collaborazione tra sistema pubblico e privato”, ha detto il presidente. Un progetto ha aggiunto, il cui orizzonte di realizzazione si estende fino a giugno 2024.
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