Giappone, Takaichi stravince: occhi dei mercati su yen e debito
La premier potrà ora mettere in pratica il suo programma di stimoli e tagli fiscali. Per i gestori l’azionario ne beneficerà, ma valuta e titoli di Stato porrebbero risentirne
La premier potrà ora mettere in pratica il suo programma di stimoli e tagli fiscali. Per i gestori l’azionario ne beneficerà, ma valuta e titoli di Stato porrebbero risentirne
La corsa alle urne voluta riaccende il “Takaichi trade”, ma gran parte delle attese è già nei prezzi. Con azioni ai massimi, valuta sotto pressione e nuovi stimoli fiscali sul tavolo, il nodo per gli investitori si sposta altrove. Dalla BoJ ai rendimenti e a possibili effetti a catena sui mercati globali, ecco l’orizzonte tratteggiato dai gestori
Il sell-off dei titoli giapponesi e il balzo dei rendimenti americani verso il 5% riaccendono l’allarme sulla sostenibilità fiscale. Per il fondatore di Citadel, il rischio è perdere il ruolo dei Treasury come asset rifugio
Politiche pro-crescita, riforma della corporate governance e normalizzazione monetaria stanno rendendo il Nikkei meno legato allo yen debole e più ancorato ai fondamentali interni. Un cambio che, per Emily Badger di Man Group, è strutturale. Dalla selezione alle logiche contraria, la sua ricetta azionaria per cavalcarlo
Secondo i gestori quella di Takaichi è una “scommessa audace”. Che può avere molte ripercussioni, dallo yen alla BoJ. E creare numerose opportunità nell’azionario
