Staszewski (Columbia Threadneedle): “Mercati giustamente preoccupati dai bond italiani”
26 novembre 2018
di EUGENIO MONTESANO
3 min
Lo specialista della casa americana sul credito europeo vede buone prospettive per i corporate bond targati Europa. L’incognita principale resta l’Italia, con il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles che getta ombre sul futuro dell’UE e sulla tenuta dei mercati.
Ryan Staszewski, cogestore del fondo Threadneedle (Lux) European Strategic Bond fund di Columbia Threadneedle Investments
I grattacapi di fine anno, per gli investitori, non mancano: la riduzione degli stimoli monetari, le tensioni commerciali che minano varie aree dell’economia, il generale rallentamento della crescita e un sentiment negativo sugli asset finanziari che, di sell off in sell off, non ha lasciato incolume nessun segmento del mercato.
Le valutazioni di mercato da inizio anno – dal -8,7% dell’MSCI EMU al -14.9% dell’MSCI EM ($) – riflettono tali timori. La crescita globale dovrebbe subire una decelerazione, nel quadro dei toni più intransigenti della Fed e dei maggiori timori circa l’impatto dei dazi commerciali. Tale combinazione di scarsa liquidità e, in prospettiva, minore crescita degli utili ha portato a un aumento del nervosismo sui mercati, nonostante il terzo trimestre si sia confermato come un’ottima stagione di pubblicazione dei bilanci.
Eppure non mancano le buone notizie: l’economia mondiale si conferma resiliente, sostenuta soprattutto dalla solidità degli Usa – riflessa dal rimbalzo dell’S&P 500 che ha parzialmente recuperato le perdite delle scorse settimane, e da inizio anno registra un guadagno del 2,3% – mentre sull’altra sponda dell’Atlantico le notizie positive riguardo il potenziale accordo sulla Brexit, i toni meno duri sul commercio e i buoni risultati trimestrali hanno sostenuto la ripresa anche nell’area euro.
Le condizioni economiche dell’eurozona si stanno dunque stabilizzando; inoltre il calo della disoccupazione e il miglioramento del sentiment favoriscono i consumi. Date le valutazioni di mercato più basse, la maggiore probabilità di un accordo sul divorzio UK-UE, il potenziale avvio dei negoziati commerciali fra USA e Cina e una crescita degli utili ancora generalmente robusta, Ryan Staszewski – cogestore del fondo Threadneedle (Lux) European Strategic Bond fund di Columbia Threadneedle Investments – vede buone prospettive per i mercati obbligazionari europei. L’incognita principale resta l’Italia, con il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles che getta ombre sul futuro dell’Europa e sulla tenuta dei mercati.
Cosa si aspetta dal quantitative tightening della Bce? Proseguirà su questa strada, magari alzando i tassi? Con quali effetti su bond governativi e corporate?
Escludendo il verificarsi di una catastrofe, a fine anno la Bce cesserà definitivamente di effettuare nuovi acquisti nell’ambito del suo programma di easing quantitativo. L’eurotower è ormai certa del fatto che i rischi di deflazione si sono attenuati e che non è più tempo per misure monetarie di emergenza. Detto questo, il reinvestimento totale delle obbligazioni in scadenza probabilmente continuerà per qualche tempo, assicurando il proseguimento di condizioni tutt’altro che stringenti. Mentre l’eurozona procede verso la normalizzazione delle politiche monetarie – a partire da un primo aumento dei tassi previsto verso la fine del 2019 – ci aspettiamo che i rendimenti dei titoli di stato muovano leggermente verso l’alto. Ma la bilancia dei pagamenti del risparmio gestito europeo mostra deflussi netti dai portafogli obbligazionari negli ultimi quattro anni, e qualsiasi inversione di questa dinamica potrebbe limitare l’entità dell’aumento dei rendimenti. Riteniamo che l’impatto sugli spread delle obbligazioni societarie sarà del tutto contenuto, dato che i tempi del termine del QE sono stati ben comunicati al mercato.
In che modo il credito europeo risente dell’attuale incertezza dell’Eurozona? Gli spread creditizi europei si sono notevolmente ampliati nel 2018, sottoperformando altri mercati come Stati Uniti e Regno Unito. Mentre i mercati del credito a livello globale hanno reagito negativamente alle preoccupazioni relative alle guerre commerciali e alle prospettive di lungo termine per la crescita economica globale, quelli europei hanno anche dovuto subire la reazione degli investitori agli elevati rischi politici in Italia, insieme alla fine del QE targato Bce. È probabile che sarà raggiunto un risultato soddisfacente sull’impasse del bilancio italiano e ci aspettiamo che la rimozione degli stimoli in Europa sia gestita gradualmente e in linea con le aspettative del mercato. Tuttavia, a causa di queste incertezze, esiste un ulteriore premio per il rischio associato a molti asset europei, e in particolare a quelli italiani.
Quali sono i rischi per chi investe in bond italiani oggi? I mercati sono giustamente preoccupati per le prospettive dei bond italiani. Il grado di incertezza politica – combinato con l’attuale volontà del governo di contestare l’ortodossia fiscale dell’eurozona – giustifica un premio di rischio più elevato in un paese così indebitato. Ma con uno spread sui bund tedeschi superiore ai 300 punti base riteniamo che molte cattive notizie siano già incorporate nel prezzo dei titoli e non crediamo che l’adesione all’euro da parte dell’Italia sia messa in discussione nell’imminenza. La situazione diventerebbe più preoccupante se l’Italia scivolasse in una recessione, con il sistema bancario che subirebbe ulteriori pressioni, e ben più critiche.
Come selezionate le obbligazioni societarie e che ruolo ha il rating? Lo European Strategic Bond Fund utilizza ricerca bottom-up di alta qualità con un focus sui fondamentali del credito europeo come input di base per la selezione delle obbligazioni societarie. Il nostro team globale di analisti passa al setaccio le aziende su base prospettica, valutando la solidità del loro bilancio, i punti di forza e di debolezza dei loro modelli di business e la resilienza dei flussi di cassa e dei guadagni futuri. Il nostro team di ricerca sul reddito fisso è composto da una squadra di 80 esperti a livello globale. Noi gestori diamo maggiore importanza al lavoro e alle intuizioni del team di ricerca sugli investimenti, che ci fornisce informazioni indipendenti sullo stato di salute di un’azienda, rispetto a quanto le agenzie di rating comunicano al mercato.
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