In estate il debutto dei primi Pir alternativi
Vino, infrastrutture e made in Italy nei fondi chiusi pronti al debutto. Fondamentale sarà la consulenza al cliente: “stiamo lavorando per assicurare l’opportuna formazione sul prodotto”
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Ophelia, BG Real Italy, HI Algebris Italia, ITEЯ e Renaissance: sono i nomi dei primi prodotti conformi alle norme sui Pir Alternativi lanciati questa estate (l’ordine è rigorosamente cronologico) dalle società di gestione per i risparmiatori italiani.
All’interno del mondo delle banche reti a muovere il primo passo è stata Azimut lanciando il fondo AZ Eltif Ophelia (6 luglio 2020) che ha soglia minima di accesso di 10 mila euro e un target di raccolta di 200 milioni alla fine del periodo di collocamento (9 mesi a partire dal lancio).
Ophelia è caratterizzato da una strategia tipica dei fondi di private equity, acquisirà quote di minoranza delle Pmi non quotate favorendo l’incontro tra economia reale e risparmio gestito attraverso strumenti sia di credito sia di equity.
Banca Generali propone 8A+ Real Italy Eltif, un prodotto partito il 31 luglio esposto sul mercato italiano e diversificato sull’obbligazionario.
Sul fronte Sgr si sono mosse Algebris, in tandem con Hedge Invest, Pramerica e Kairos. La società guidata da Davide Serra ha lanciato il suo HI Algebris Italia Eltif il 4 agosto scorso (la raccolta proseguirà fino al 29 luglio 2021) con un target di raccolta dichiarato al momento della presentazione del prodotto a 200 milioni di euro. La strategia d’investimento sarà seguita del fund manager Luca Mori, specialista in azionario Italia, e si concentra su piccole e medie imprese italiane con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro con focus su criteri Esg. “Ci focalizzeremo molto sulle Ipo”, ha spiegato Serra, evidenziando che “la strategia è investire bene e tenere nel tempo”.
ITEЯ di Pramerica Sgr investirà in infrastrutture “sia quelle tradizionali sia quelle indirizzate a soddisfare le nuove esigenze sociali e prevalentemente a sostegno dell’economia reale italiana”, ha spiegato l’amministratore delegato Andrea Ghidoni in un’intervista concessa a inizio estate. “In generale l’obiettivo di ITEЯ è creare delle filiere, ossia valorizzare singole infrastrutture esistenti mettendole a sistema “in altre parole delle RETI, da qui il nome del fondo ITEЯ”.
Infine, Kairos che entra nel mercato dei Pir Alternativi con Kais Renaissance, già disponibile alla sottoscrizione sino al 31 marzo 2021. “La filosofia del progetto ruota intorno all’idea di costruire un ponte tra la finanza e l’impresa in grado di alimentare un vero e proprio circolo virtuoso, rafforzato e reso solido da un orizzonte temporale di medio-lungo termine che renda consistente il processo di generazione di valore”, spiegano dalla società.
Con l’arrivo dell’autunno altri asset manager sono pronti ad ampliare i propri menù con prodotti conformi alla normativa dei Pir Alternativi. Avevano comunicato a FocusRisparmio la loro volontà di lanciare altri fondi sia Eurizon, fra le prime Sgr in Italia lo scorso anno a lanciare un Eltif, sia Anima.
“Stiamo sviluppando un fondo compliant con la normativa dei Pir Alternativi: sarà pronto in autunno, una volta che il quadro regolarmente sarà stato definito nel dettaglio”, aveva anticipato Pierluigi Giverso, vicedirettore generale di Anima Sgr, su questo sito. La società anticipa però che il fondo sarà destinato principalmente a investitori private, con un portafoglio di tipo bilanciato. “Il prodotto costituisce il primo elemento nell’ambito di un più ampio progetto di sviluppo di soluzioni di investimento su asset class alternative”.
“Amundi Sgr sta lavorando per lanciare dopo l’estate un fondo Eltif compliant con la normativa sui Pir alternativi”, aveva confermato Paolo Proli, head of retail division di Amundi Sgr, datando il collocamento del prodotto fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. L’Eltif di Amundi sarà focalizzato su un’eccellenza del Made in Italy, il settore agroalimentare, e investirà in aziende italiane attive nell’agribusiness con particolare focus sul settore vinicolo, caseario e del prosciutto. Proli indica un’allocation orientativa di circa 70% private debt e 30% private equity.
Secondo il governo entro fine anno l’industria dovrebbe catalizzare attorno ai nuovi prodotti Pir Alternativi circa 4,5 miliardi di euro per poi arrivare ad un ritmo di crescita di 9 miliardi l’anno a partire dal 2024.
